Acqua: Un’altra gestione è possibile e necessaria

Chiamato nel 2005 a tenere un discorso per i laureati del Kenyon College, lo scrittore statunitense David Foster Wallace cominciò con questa storiella:

Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: “Salve, ragazzi. Com’è l’acqua?” I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa “Che cavolo è l’acqua?”

L’aneddoto che il compianto scrittore americano utilizza per introdurre il suo discorso sullo scopo che una cultura umanistica dovrebbe avere ben si presta alla situazione idrica di Orta di Atella. Che cavolo è l’acqua? – è la domanda che il Collettivo Città Visibile si pone. Un bene pubblico accessibile a tutti, o lo strumento per creare giochi di potere, reti clientelari e accontentare il consigliere scontento di turno?
Noi propendiamo decisamente per la prima ipotesi. È per questo che innanzitutto lavoreremo sulla macchina comunale perché riteniamo che Orta di Atella debba avere un Comune in grado di lavorare per la propria comunità e di fare gli interessi dei propri cittadini. Il nostro scopo è quello di passare da una gestione privata dell’acqua ad una totalmente pubblica. Ovviamente siamo consapevoli che questo passaggio dovrà essere graduale. Il primo passo sarà quello di riformulare tutti i rapporti di forza tra l’Ente Comune e la società privata che gestisce Acquedotti scpa.
Se il nostro orizzonte è la municipalizzazione del servizio sappiamo tuttavia che il presente si chiama Acquedotti scpa e quindi è sulla riforma della stessa che incentreremo il nostro operato.
Innanzitutto con l’introduzione di una Tariffa Sociale per le famiglie che hanno un reddito ISEE inferiore a 9000 euro annui e l’innalzamento della Tariffa Agevolata che ad oggi è usufruibile solo fino ai 30mc/annui. Finanzieremo queste misure con la proposta di tagli dei compensi a Dirigneti e CDA che oggi sono esorbitanti e al di fuori di ogni logica.
Ancora, Acquedotti scpa gestisce sia la fornitura che la riscossione. E quindi è a lei che va imputata l’evasione presente, se non mette in atto efficaci operazioni di contrasto. Va anche chiarito il continuo ricorso di Acquedotti scpa a subappalti per la manutenzione della rete idrica. Infatti, se le società esterne che curano la manutenzione sono riconducibili agli interessi della Ottogas, che è il socio privato dell’Acquedotti, i conti non tornano. Perché è come avere un socio che, da un lato, divide il costo della manutenzione e, dall’altro, attraverso la società, incassa l’intero ricavato.
È per questo che la Presidenza di Acquedotti scpa, nel graduale passaggio da una gestione privata ad una totalmente pubblica, dovrà agire solo ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini. Non può più essere solo uno scranno utile a portare a casa lo stipendio e ad acquisire prestigio.

Ne discuteremo:
DOMENICA 10 DICEMBRE 2017–ORE 10:00
Collettivo Politico – Culturale “Città Visibile”
via San Salvatore, 3 (P.zza Pertini) – Orta di Atella
contatti@cittavisibile.org – social: @cittavisibile

Parco Arcobaleno: notizie buone per i condomini, cattive per i politici

Il 13 novembre con Decrteto n.8 il Presidente della provincia di Caserta ha nominato il commissario ad acta per la valutazione del Piano Urbanistico Attuativo, i famosi PUA postumi previsti dal Piano Urbanistico Comunale, denominato “Arcobaleno” richiesto dall’Immobiliare Aprovitola SpA.

Un punto di svolta per centinaia di famiglie che finalmente, forse, potranno avere una risposta definitiva sulla loro condizione abitativa.

Una brutta notizia per i politici, che già in questi mesi avevano fatto avanti indietro all’interno del parco promettendo mirabolanti soluzioni.

Ora la situazione è solo nelle mani del Commissario ad Acta, l’avv. Renato Labriola da Caserta che opererà in autonomia assumendosi tutte le responsabilità delle proprie scelte.

Al Comune, qualsiasi sia il colore politico dell’amministrazione che si insedierà la prossima primavera, e qualsiasi sia la sua posizione sulla questione urbanistica e sul P.U.C. non resterà che ratificare e prendere atto delle decisioni del commissario.

Finisce così per larga parte di politici Ortese la mercificazione sul dramma di queste persone che ora saranno finalmente liberi di mandarli a quel paese.

Quindi riassumendo la Provincia di Caserta costretta da una sentenza del TAR nomina il Commissario che valuterà il P.U.A. “Arcobaleno” ma la vera domanda è un altra: perché la politica, la stessa politica che ha voluto fortemente il P.U.C. e la stessa che lo ha venduto nei vari convegni come “soluzione definitiva” ha abdicato al suo ruolo decisionale costringendo la nomina di un Commissario ad Acta? Ci sarà un politico o un tecnico, di quelli del “me lo vedo io” che darà mai una risposta a questa domanda?

Qui puoi scaricare il Decreto di nomina 2017_Decreto_n_8_del_13_11_17

Cambiare tutto per tornare normali #rovesciamoiltavolo

Abbiamo cercato nelle ultime settimane di trovare, nel dibattito politico apertosi ad Orta di Atella in vista delle Amministrative 2018, uno spiraglio, un punto di rottura e di cambiamento rispetto agli schemi e all’approccio ai problemi che aveva caratterizzato la politica dell’ultimo ventennio.
Siamo rimasti per lo più a guardare, sperando nell’improvvisa evoluzione verso un approccio che mettesse la città e i cittadini al centro della discussione politica ed invece abbiamo assistito ad una riedizione stantia di vecchie logiche, di vecchi modi di fare: un vero e proprio mercato delle vacche incarnato da residui di vecchia politica, di vecchia nomenclatura ansiosi di candidarsi a sindaco.

Così ci siamo ritrovati noi stessi costretti, nel deserto della rappresentanza, a dover intercettare le istanze di un paese che anela un cambiamento non di facciata, non una rotazione di persone che porti al governo “volti nuovi” che rappresentano però i vecchi interessi di sempre, ma una vera e propria rivoluzione che mettesse in discussione tutto l’assetto politico e culturale di Orta di Atella per come lo abbiamo conosciuto.

La nostra Città, ormai da decenni, viene usata dalla classe politica per perseguire i propri interessi a discapito di quelli di un’intera comunità. Il risultato, che è davanti agli occhi di tutti, è un paese ridotto in macerie, disintegrato nel suo tessuto sociale e culturale.
Occorre ribadirlo: la necessità primaria di Orta di Atella è quella di ritornare ad essere un paese NORMALE.
Ritornare normali è la condizione minima per poter riattivare quelle potenzialità, che pure sono sopravvissute, e che sono indispensabili per uscire dalla palude. Si ritorna normali solo con il contributo di tutti: col contributo innanzitutto della politica, che deve riscoprire la sua vocazione, quella di servire il popolo. Che è tutt’altra cosa dal servirsene.
Si ritorna normali se si ha il coraggio di mettere al centro del proprio operato una rivoluzione sistemica, se si ha il coraggio di dire che nulla di ciò che è stato prodotto dal vecchio ceto politico può essere utile per tirare fuori la nostra città dalle sabbie mobili. Se si ha il coraggio di dire che quella tavola imbandita alla quale è ingrassata una intera classe dirigente va rovesciata.
Riteniamo che l’idea di cambiare tutto per ritornare normali sia il concetto intorno al quale è possibile lanciare un appello a quelle forze politiche che vogliono essere partecipi, finalmente, di un vero processo rivoluzionario.
Per questo il Collettivo Politico – Culturale “Città Visibile” ha ritenuto opportuno capovolgere anche la modalità dei rapporti tra le forze politiche, il dialogo non si rifiuta, sia ovvio, ma non più un dibattito privato tra pochi soggetti che decidono le sorti di un’intera comunità, bensì assemblee pubbliche aperte al popolo e a tutte le forze politiche e sociali; assemblee attraverso le quali tessere le affinità con altri soggetti e arrivare alla definizione di una piattaforma politica chiara e inequivocabile.
Una piattaforma che noi riteniamo debba avere dei cardini imprescindibili:

  • La ristrutturazione della macchina comunale: è inderogabile l’esigenza di una vera e propria operazione verità su larga parte di quell’apparato burocratico che ha condiviso le scelte scellerate che hanno portato alla devastazione del nostro territorio o che, nella migliore delle ipotesi, si è voltato dall’altra parte.
  • Trasformazione radicale del sistema dei servizi attraverso un nuovo processo di municipalizzazione: la messa a punto di una macchina comunale efficiente è propedeutica proprio per questo, Tributi, Acqua e Raccolta Rifiuti devono essere gestite direttamente dal Comune. Si deve far tramontare ogni ipotesi di ri-esternalizzazione della riscossione tributi, bisogna avere una gestione veramente pubblica dell’Acqua e stracciare il Contratto-Pacco che ci hanno rifilato con la CITE
  • Ridefinire un nuovo modello urbanistico: La soluzione ai problemi urbanistici di Orta di Atella non è affatto semplice ma va affrontata con uno studio approfondito svolto da persone competenti e oneste, che non hanno interessi particolari da anteporre al bene della comunità. La politica urbanistica adottata in passato ha lasciato migliaia di famiglie senza casa o con una casa ma in una situazione di indefinitezza e dunque di estrema difficoltà; un’intera città è sorta dal deserto senza servizi e senza un piano di viabilità. A questo quadro fa da complemento la questione del decoro urbano: fogne inadeuate in molti punti della città, tubazioni inesistenti, illuminazione stradale in molte zone assente o inefficiente, strade dissestate, marciapiedi inesistenti o impercorribili, nessuna pista ciclabile, barriere architettoniche e abusivismo diffuso ci consegnano la fotografia di una città invivibile. Senza dimenticare un centro storico che cade a pezzi e che in nessuna delle passate amministrazioni è rientrato in un progetto di sviluppo e rilancio della città e della sua storia antica di 2 mila anni.
  • Educazione al bene comune. Oltre alle tematiche connesse ai servizi, occorre una mappatura degli immobili e degli spazi comunali inutilizzati o in stato di degrado. Per avviare una prima fase conoscitiva di un lavoro più ampio di analisi del territorio cittadino, che abbia la finalità di rigenerare e ricucire il tessuto urbano della città esistente mettendo a disposizione luoghi.

Questi sono i nodi principali, non gli unici, su cui siamo disposti a metterci in gioco e in discussione con chiunque, un programma minimo chiaro che non lasci adito a interpretazioni e con a guida una figura di garanzia, estranea alle vecchie logiche e soprattutto senza nessun tipo di interesse personale da salvaguardare.

Luigi De Magistris ospite della Rassegna “Pretesti per Parlarne”

Sarà il sindaco di Napoli Luigi De Magistris l’ospite di punta del secondo appuntamento della Rassegna “Pretesti per parlarne”, organizzata dal Collettivo Politico – Culturale “Città Visibile” di Orta di Atella.
L’incontro è per sabato 11 novembre alle ore 18:00 presso la Sala Consiliare del Comune di Orta di Atella, in viale Petrarca.

Oltre al sindaco di Napoli, che presenterà il suo libro “La città ribelle – Il caso Napoli”, interverranno Vincenzo Tosti, portavoce del collettivo Città Visibile, Eleonora De Majo Consigliera Comunale di Napoli per Dema, e Paolo Chiariello, giornalista di Sky Tg 24. Introdurrà l’evento Giovanni Salomone del collettivo Città Visibile.
“La Rassegna, come si evince dal nome che le abbiamo dato, ha l’obiettivo di focalizzare sempre più l’attenzione sui problemi che attanagliano il nostro paese ed individuare delle soluzioni percorribili” precisa il portavoce di Città Visibile Vincenzo Tosti. “Quest’incontro vuole sottolineare come un governo diverso, distante dalla gestione malsana degli ultimi decenni, sia possibile anche per Orta di Atella. Noi proponiamo un modello di città nuovo, rivoluzionario, che sappia coinvolgere tutte le forze sane di questo paese e far convergere tutte le energie positive nella costruzione della città ribelle”.

“Rifiuti Zero” con Paul Connett ad Orta di Atella

Sarà Paul Connett, professore di chimica e tossicologia alla St. Lawrence University, nello stato di New York e tra i principali teorici della strategia “Rifiuti Zero” ad aprire la nuova edizione della Rassegna “Pretesti per Parlarne” organizzata dal Collettivo Politico Culturale “Città Visibile” in collaborazione con la Rete di Cittadinanza e Comunità.

Il prof. Connett parlerà della sua teoria riguardante la gestione dei rifiuti solidi urbani, tra i più fermi oppositori dell’incenerimento dei rifiuti la sua teoria composta da dieci fasi ruota a tre pilastri fondamentali: Riusare, Ridurre e Riciclare.

Interverranno all’evento che si terrà Domenica 8 Ottobre dalle ore 18:00 presso la Sala Consiliare di Orta di Atella anche Miriam Corongiu, contadina e attivista della Rete di Cittadinanza e di Comunità mentre la moderazione sarà affidata alla giornalista RAI Francesca Ghidini.

Questo incontro sarà un ulteriore occasione per contrapporre il nostro modello per affrontare il ciclo dei rifiuti rispetto a quello usato negli ultimi decenni” precisa Vincenzo Tosti, portavoce del Collettivo Città Visibile. “Vogliamo affermare in modo forte che esiste un’altra via a quella dell’incenerimento e delle discariche temporanee sulla carta e permanenti nei fatti come San Pancrazio e San Giorgio ad Orta di Atella dimostrano, vogliamo far conoscere la nostra visione di Città, dire agli ortesi che non dobbiamo rassegnarci alla mala gestione della cosa pubblica e vogliamo farlo partendo dalla gestione della raccolta rifiuti, non dall’emergenza ma dall’ordinarietà

Paul Connett, il massimo protagonista della crescente diffusione nel mondo di rifiuti zero, ripercorrerà i successi di questo nuovo percorso di cambiamento ed indicando come attuare concretamente i 10 passi per giungere ad una società a rifiuti zero, portando anche esempi di buone pratiche già iniziate in altri comuni e quindi riproducibili.

Le mani sulla città

La grande espansione urbanistica che ha interessato Orta di Atella, ciò che molti hanno avuto il coraggio di definire il volano per l’economia del nostro territorio, ha rappresentato in realtà una struttura tentacolare che ha preso alla gola un intera cittadina e l’ha strozzata. I danni di quelle scelte scellerate non si sono esaurite con la distruzione del territorio, ma hanno scavato un solco anche nell’animo sociale e culturale della nostra città.
Ancora oggi, quelle scelte ricattano e tolgono il sonno a migliaia di famiglie che non sanno il destino delle loro abitazioni, comprate col sacrificio di mutui e prestiti e diventate, nel giro di ventiquattr’ore, case abusive. I tentacoli di quella piovra sono lunghi e fanno danni anche nel presente.
Ancora oggi, i politici di professione sfruttano queste situazioni di difficoltà per promettere mari e monti a famiglie sconvolte e stremate da decenni di licenze ritirate, decreti di abbattimento, ricorsi e controricorsi; in questi drammi si annidano gli sciacalli, i mestieranti del “Me lo vedo io”. Ecco, abbiamo visto come ve la siete vista voi.
Ora, il dubbio non è più sul passato remoto, ma sul presente pronto a diventare futuro: questi tentacoli hanno manovrato, come marionette, le mani che hanno redatto il PUC? Il dubbio è legittimo, visto che a fronte di 401.634 mq di Standard Urbanistici mancanti come scuole, palestre, parcheggi e chiese, il PUC prevede altro cemento, ovvero altri 761 appartamenti da realizzare.
In questa fase quanto mai delicata per Orta di Atella, noi ci sentiamo in dovere di lanciare un appello a tutte le forze politiche del nostro territorio:
– Vogliamo fermare questi sciacalli che speculano sulle disgrazie cercando di raccattare qualche voto, promettendo soluzioni che in realtà non esistono?
– Vogliamo riscrivere un Piano Urbanistico fatto di alto impatto sociale, culturale e orientato al recupero delle aree degradate di Orta di Atella?
Ci siete a dare un segnale di discontinuità? Ma soprattutto, volete essere discontinui?
Noi ci siamo!
Vi aspettiamo sulla riva, del solito fiume, come sempre.