A Eleonora. Ribelle!

Eleonora De Majo è una nostra compagna. E potrebbe bastare questo.

Invece non basta, perché anche noi vogliamo dire la nostra, prendere posizione da qui, da Città Visibile, da Orta di Atella, su quello che sta accadendo in questi giorni, specie attraverso i social, dopo che Eleonora è stata nominata Assessora alla Cultura da Sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

È del tutto evidente che Eleonora, nella sua essenza di donna e partigiana, potesse infastidire una quota “benpensante” dell’universo politico-sociale napoletano, quella per intenderci, del politicamente corretto a convenienza, dei buoni per tutte le stagioni. È ancora più evidente che diventare Assessora alla Cultura in un comune come quello di Napoli può stuzzicare i pruriti più beceri e gli istinti primordiali di chi ha poco da dire e nulla da dare. Eppure colpisce la virulenza degli attacchi che stanno piovendo addosso ad Eleonora e ad Insurgencia in queste ore.

Eleonora sarebbe “antisemita”. No, no, Eleonora pratica, in un mondo che ne è in larga parte disabituato, l’igiene politica. Cioè dice quello che pensa al di là della carica che ricopre ed al netto della quota di politicamente corretto che si vorrebbe esistente per una consigliera comunale o, peggio ancora, per una Assessora.

E dunque se Israele sta perpetrando il genocidio del popolo palestinese, Eleonora lo dice, come lo ha detto ieri, come lo dirà domani. Con buona pace della comunità ebraica napoletana alla quale, con il massimo rispetto, suggeriamo, piuttosto che esprimere preoccupazione per la nomina di Eleonora, di trovare le parole adatte a commentare questa notizia, pubblicata ieri sera da Haaretz: “Israele ammette la strage della famiglia Sawarkah 8 morti tra cui due bambini “Pensavano che la casa fosse vuota”.

Eleonora sarebbe “ribelle”. Si, questo si. Assolutamente. Non concepisce moderazione in un mondo che fa schifo, in una città che ha rialzato la testa ma che combatte ancora contro emergenze ataviche ed è sottoposta al fuoco di fila di chi vorrebbe “normalizzarla”. Quindi la lotta non è finita ma è tradotta nel nuovo ruolo, ed anche questo incute timore, si capisce.

Cum – panis. Colei che mangia il pane insieme ad altri. Cara Eleonora, noi che abbiamo spesso mangiato il pane insieme a te, dividendolo, e che ci abbeveriamo alla tua stessa fonte di ribellione, di giustizia e di bellezza, sappiamo quale è la nostra parte della barricata. E sappiamo che ti troveremo lì, sempre.

CASAMONICA – Le mani su Roma

“La mia città non mi piaceva per questo ho deciso di restare.
Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.”

Paolo Borsellino

L’INIZIO
È durante la torrida estate del 2015 che l’Italia intera si accorge con sgomento dell’esistenza del Clan dei Casamonica: durante i funerali di Vittorio Casamonica le note del film ”Il Padrino” accompagnano la carrozza funebre scortata dalla Polizia Municipale mentre piovono petali lanciati da un elicottero e sulla chiesa campeggia la scritta ”Re di Roma”. Sembrano le scene di un film, eppure è la cruda realtà. Da allora video di minacce, pestaggi, aggressioni, ruspe e abbattimenti hanno riempito i notiziari portando l’attenzione dei media nelle periferie romane, regno incontrastato dei Casamonica.

L’INCHIESTA
Nello Trocchia costruisce nel suo ultimo lavoro editoriale un’inchiesta unica e originale: Casamonica ripercorre violenza dopo violenza l’ascesa criminale del clan da cui il libro prende nome; un clan emigrato negli anni ’50 dall’Abruzzo e approdato nella periferia romana dove ha costruito il suo impero, un clan che è riuscito a costruire una solida rete criminale con migliaia di affiliati fatta di vincoli di sangue e codici comportamentali, un clan in grado di piegare lo Stato e di trattare alla pari con narcos, ‘ndrangheta e camorra.

Tra minacce e violenze il clan dei Casamonica si è fatto strada edificando il proprio impero non solo grazie alle classiche attività criminali come usura, estorsione, racket, riciclaggio, prostituzione o traffico di droga ma avviando importanti attività imprenditoriali attraverso l’abusivismo edilizio e la gestione di discoteche, locali, palestre, ristoranti, concessionarie, alberghi e ville di lusso, accreditandosi così come una vera e propria ”agenzia di servizi” capace di fare da cerniera tra il mondo della periferia disagiata e i salotti buoni della borghesia romana.

Non c’è ramo delle attività criminali e imprenditoriali a Roma su cui i Casamonica non abbiano messo le mani: come un virus si sono impadroniti della città grazie all’intimidazione e alla prevaricazione trovando nell’omertà, nella connivenza e nella sottomissione terreno fertile in cui mettere radici. Tutto questo è successo a Roma, la Capitale del Paese, dove il fenomeno mafioso è stato spesso derubricato a problema marginale: nel frattempo, tra inerzia istituzionale e collusione politica, i Casamonica mettevano le mani sulla città.

Per comprendere fino in fondo questa organizzazione criminale bisogna vederla da vicino: ed è proprio ciò che ha fatto l’autore osservando e descrivendo “da dentro” luoghi, simboli, costumi e comportamenti di uno dei clan più potenti d’Italia. Nello Trocchia è riuscito infatti con questo libro coraggioso a scandagliare tutto d’un fiato e con dovizia di particolari gli intrighi di potere e di malavita all’ombra del ”Cupolone”: il risultato è una radiografia impietosa di una città in fin di vita in preda ad una malattia alla quale lo Stato non sembra trovare rimedio.

L’AUTORE
Nello Trocchia è una delle penne più brillanti del giornalismo italiano: autore di importanti inchieste su mafia e corruzione, scrive per Il Fatto Quotidiano, la Repubblica, L’Espresso, The Post Internazionale ed è inviato speciale per le trasmissioni “Nemo” su Rai 2 e “Piazzapulita” su La 7. Le sue numerose inchieste spaziano dalle infiltrazioni della criminalità nelle istituzioni al traffico di rifiuti gestito dalle ecomafie, e sono tutte legate al filo conduttore degli intrecci tra politica, imprenditoria e criminalità. I suoi lavori editoriali gli sono valsi numerosi premi e riconoscimenti tra cui la menzione speciale al ”Premio Giancarlo Siani” per il giornalismo d’inchiesta contro la camorra, il ”Premio Art. 21” per la libertà di stampa e informazione e il ”Premio Paolo Borsellino” per l’impegno civile contro le mafie. Il suo ultimo libro ‘Casamonica” è diventato un documentario di successo trasmesso in prima serata su Nove. Per le sue inchieste che hanno messo in luce i loschi affari della criminalità è stato vittima di minacce e aggressioni. Attualmente è sottoposto a vigilanza da parte delle forze dell’ordine.


Evento fb: https://www.facebook.com/events/1150225881853812/

Villano se n’è ghiuto. E soli ci ha lasciato – Cronaca vergognosa di una morte annunciata

Nacque morta, l’amministrazione Villano. Appesa al filaccio delle vergogne passate, creatura mostruosa generata dal tempo di mezzo, quello in cui il vecchio tarda a morire ed il nuovo fatica a nascere.

Sapevamo sarebbe finita così, nella polvere, nell’ignominia. Sciolti come neve al sole, ma senza candore e senza luce. Mestamente. La notte stessa in cui sguaiatamente festeggiavano la conquista del fortino e fantasticavano sugli assessorati, deleghe e nomine da spartirsi, s’immaginava lo sfacelo che sarebbe venuto.

Nessun oracolo, nessun potere divinatorio. Solo l’analisi concreta della fase concreta. L’evidenza dell’inadeguatezza di un manipolo di mestieranti della politica alle prese con l’amministrazione di una città amministrata e devastata, per decenni, da un manipolo di mestieranti della politica, in larga parte collusi e conniventi. Qualcuno poi, facente parte di questo manipolo era presente pure nell’altro, di manipolo. I professionisti del manipolo. Sia chiaro, una inadeguatezza essenzialmente politica, è quella che più c’interessa. Poi ci sarebbe l’inadeguatezza morale, ma lasciamo perdere.

Nacque politicamente morta l’amministrazione Villano, difatti non v’è stata traccia di politica in questo anno e mezzo. Una lunga serie di trattative, tatticismi, soggetti e tipi strani. La continuità con le pratiche del tempo passato prossimo anziché la discontinuità garantita a parole per il tempo futuro.

Venne dunque la commissione d’accesso e si barricò in mezzo agli atti. Disse al sindaco: “non ti preoccupare, Sindaco, non voglio farti del male, sei già bravo da solo, anzi sono venuta per legittimarti”. “Hai visto!!!”, disse il vecchio dentro rassicurando il sindaco terreo in volto. Gli avvolse il braccio intorno alla spalla e gli disse: “vedi, dobbiamo continuare sulla nostra strada, anche se non sappiamo qual è”.

Poi però la commissione non li legittimò ma li sciolse e la sguaiataggine della vittoria lasciò il posto alla sguaiataggine della rabbia, della caduta fragorosa.

Non gli abbiamo dato tregua ed avevamo ragione. Non ci consola esserne consapevoli. Ma nemmeno ci piace l’ipocrisia e la retorica dell’ennesimo giorno buio per Orta di Atella, del “non è stata sconfitta la maggioranza, ma ha perso Orta”. No, non funziona così. Nella notte eterna di Orta di Atella, non vi è stata luce durante questa amministrazione, ed Orta non ha perso semplicemente perché non è mai stato in gioco il suo riscatto, la sua emancipazione. Hanno perso loro, questi buoni a nulla per tutte le stagioni che adesso dovremo accompagnare, senza perdere la tenerezza, nel cassonetto della storia.

E poi c’è il futuro. Quello che dobbiamo ancora scrivere. Ci assumiamo la responsabilità di provare a farlo. Come Vincenzo Tosti e Marilena Belardo in consiglio comunale, come tutti noi per le strade, parlando, scrivendo, pensando, sognando.

Non è eterna la notte ad Orta di Atella. Passerà la nottata.

O la faremo passare.

Che faccia tosta!

Ieri il Vicesindaco con Delega al Bilancio ci ha accusato di strumentalizzare la questione Ticket Mensa e di fare solo propaganda da social, impeccabilmente ha controbattuto il nostro Capogruppo Vincenzo Tosti ricordando carte alla mano che la questione è stata sollevata nelle discussioni in consiglio Comunale già dal 2018!

Abbiamo messo in guardia sui rischi di aumenti spropositati dal Bilancio di Previsione 2019.


Il problema serio che l’Assessore al Bilancio, il Sindaco e tutta l’Amministrazione Villano non riescono a capire o fanno finta di non capire è che, colpa del loro pressapochismo, sciatteria e inadeguatezza, hanno creato un clima invivibile all’interno delle scuole pagato in larga parte da bambini incolpevoli.
Hanno sbagliato tempi, modi e comunicazione, ci accusano di non aver portato un contributo alla risoluzione del problema: con che coraggio!
Il contributo lo abbiamo portato non solo sui social ma anche nei Consigli Comunali urlando, cercando di sovrastare la loro arroganza sguaiata. In Commissione Regolamento della Mensa si è parlato a Febbraio e poi tutto è stato insabbiato per ricomparire a fine Settembre a giochi già fatti e Fasce già decise.

Quali sono gli spazi democratici in cui credete che l’opposizione debba dare il proprio contributo? Che azioni di apertura che noi avremmo disertato l’Assessore al Bilancio ha messo in essere. Che faccia tosta!


Ora per rimediare in parte alla magra figura fatta cercassero di coprire in parte il costo del Ticket rinunciando ai loro stipendi, anche perché sono ampiamente non meritati.

Domani si presentassero ai cittadini col cappello in mano, scusandosi, spiegando che hanno fatto una frittata a cui non riescono a trovare una soluzione e che si assumono la responsabilità rimettendoci di tasca loro. Sarebbe un azione che in parte ripristinerebbe lo scuorno che in questi mesi hanno perso.

Conad: le domande sorgono spontanee

Un’altra batosta, come se piovessero, per il Comune di Orta di Atella sull’affaire Conad, una randellata che arriva in un momento particolarmente turbolento, con il panorama commerciale ortese che vede, una dopo l’altra, piccole e grandi attività da anni presenti sul territorio costrette a chiudere per gli strascichi delle politiche del cemento degli anni passati. 

Il colosso della Grande Distribuzione in modo beffardo rischia di aprire i battenti in un edificio considerato abusivo sia per il vecchio P.R.G. sia per il P.U.C., ricevendo via libera dal Tribunale Amministrativo il quale obbliga il Comune a concedere l’autorizzazione ad aprire entro 60 giorni adempiendo una precedento sentenza di Gennaio 2019.

Rischiamo di non capire, dunque facciamo un pò di chiarezza:

– Il Responsabile delle Politiche del Territorio, Ing. Raffaele Villano, concede il via libera all’apertura della struttura commerciale a marchio “Conad” in dei locali abusivi il cui permesso a costruire è stato raggiunto, negli anni addietro, da annullamento in autotutela. Annullamento che non è mai potuto diventare “reale” dal momento che il relativo fascicolo è stato sequestrato dalle autorità giudiziarie;
– L’allora Responsabile di Area, Ing. Adele Ferrante, blocca l’apertura facendo rilevare le difformità dei locali. La stessa Ferrante viene “rimossa” ed in suo luogo nominato proprio Raffaele Villano. Ci sarebbe da soffermarsi sull’assoluta inadeguatezza dell’amministrazione Villano nella gestione di certi ruoli e di determinate situazioni, peraltro molto delicate.

Ma procediamo.
– La società richiedente l’autorizzazione all’apertura ricorre al TAR ottenendo un’ordinanza che annulla la sospensione, rinviando alla discussione nel merito che avverrà ad ottobre 2019. Tradotto: il Conad può aprire in attesa di capire, ad ottobre, chi delle parti in causa ha ragione.

La prima domanda che sorge quasi spontanea è la seguente:
Perché l’Amministrazione Villano non ha fatto ricorso all’ordinanza del TAR che permetteva la temporanea apertura nell’attesa della discussione nel merito?

Va ricordato, peraltro, che nell’udienza in cui si chiedeva l’annullamento della sospensione firmata dall’Ing. Ferrante, allora a capo dell’Ufficio Tecnico, il Comune di Orta di Atella non si costituì in giudizio.

La seconda domanda sorge alla lettura di quest’ultima ordinanza:

Il 4 Aprile 2019 il Sindaco Villano affida incarico legale per la costituzione in giudizio dinanzi al TAR della Campania per la discussione nel merito che avverrà a ottobre 2019. Tuttavia dalla lettura dell’ordinanza del 25/07/2019 leggiamo:

“CONSIDERATO che con istanza, ritualmente notificata e depositato in data 1° aprile 2019, proposta ai sensi dell’art. 59 c.p.a., la società ricorrente, premesso di aver diffidato il Comune di Orta di Atella ad ottemperare alla citata ordinanza cautelare con note prot. n. 135/is e prot. n. 327/is, rispettivamente del 5 febbraio 2019 e del 18 marzo 2019, ha chiesto di ordinare al predetto Comune il compimento degli atti necessari a dare piena esecuzione alla suddetta ordinanza e di nominare, ove occorra, un commissario ad acta, che provveda in luogo della inadempiente Amministrazione”

Appare evidente, quindi, che pochi giorni prima di costituirsi in giudizio per la discussione nel merito, il Sindaco abbia ricevuto notifica di istanza per l’adempimento della precedente sentenza. La domanda, appunto, sorge spontanea: perché non si costituisce e non si difende anche da questa richiesta di ottemperanza?

E quindi, l’amministrazione Villano sta lavorando nella prospettiva di una apertura o per l’ipotesi contraria?
Vuole vincere o va per perdere?
Sono domande sacrosante. Un pó di chiarezza.

Non é difficile.

SOSPENSIONE P.U.C. L’Intervento del Gruppo Consiliare “Costruire Alternative”

E’ sconfortante il fatto che la maggioranza di governo non perda occasione per mortificare e ridicolizzare questo Consiglio Comunale, che da più alto presidio democratico della comunità viene squalificato puntualmente a palcoscenico da avanspettacolo.
La questione sollevata circa eventuali conflitti di interesse con la minaccia di impedire quasi fisicamente la partecipazione a chi non seguiva la procedura dell’autocertificazione indicata è totalmente sconnessa e sconclusionata.

Ai fini della sussistenza dell’obbligo di astensione, di cui all’art.78 comma 2 del dlgs n. 267/2000, occorre vi sia una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della delibera che si va a discutere e votare e specifici interessi propri dei partecipanti alla seduta ma nei casi di centri come il nostro, dove la possibilità di essere proprietari di suoli interessati dalle previsioni dell approvando strumento è particolarmente alta, la necessità di una più stringente situazione di concreta conflittualità si rende indispensabile. E stiamo parlando dei casi di adozioni di Strumenti Urbanistici, cosa che non stiamo facendo in questa seduta.

La pagliacciata si impone in quanto evidentemente il rapporto di fiducia tra consiglieri e giunta è ridotto ai minimi termini e a ragione, non avendo strumenti per capire esattamente gli amministratori dove vogliono andare a parare l’eccesso di prudenza da parte dei consiglieri diventa quasi obbligato.

La prima discussione sull’urbanistica portata da questa maggioranza avrebbe meritato un approccio più serio!

Esiste un dato evidente che questa maggioranza, scientemente, cerca di nascondere: l’amministrazione Villano non ha mai voluto l’azzeramento dell’attuale piano urbanistico, ha sempre parlato di un suo miglioramento ed adeguamento. Tuttavia, sugli unici adeguamenti possibili, quelli “dettati” dalla sentenza del T.A.R. e riguardanti i conflitti di interesse degli amministratori che approvarono lo strumento urbanistico con il conseguente adeguamento cartolare, questa maggioranza è stata evasiva, pilatesca. Imbarazzante.

La verità, incontrovertibile, è che la maggioranza non ha mai voluto mettere in discussione l’attuale strumento urbanistico, per quanto oggi chieda ad un avvocato amministrativista di produrre una relazione “contro” e per quanto ne dicano i professori dell’università.

Quando questa maggioranza ha votato contro la richiesta di revoca del P.U.C. la motivazione a quel voto non era che esso fosse uno strumento non idoneo e non funzionale all’azzeramento dell’impianto del PUC. In nessun momento, l’Assessore all’Urbanistica, il Sindaco e i Capigruppo di Maggioranza hanno fatto intendere di voler intraprendere la strada dell’annullamento: la parola d’ordine è sempre stata quella della variante.

Quindi questa maggioranza, annusando l’aria che tira, dopo aver sempre tifato “variante”, oggi espone striscioni per l’annullamento: evidentemente ha riscontrato vizi di legittimità nell’adozione del Piano Urbanistico, e speriamo sia qualcosa di più della mancanza del parere di conformità della Provincia perché su questo ultimo aspetto occorre un sussulto di onestà verso i cittadini: bisogna dire chiaramente che per avere uno strumento urbanistico conforme al PTCP, nuovo mantra del Sindaco Villano, domani si deve iniziare ad abbattere e dunque ad eliminare le volumetrie in eccedenza, quelle abusive.
Nessun PUC adottato senza abbattimenti può essere coerente col Piano Provinciale.

Ribadendo la nostra assoluta convinzione che questo Piano Urbanistico vada azzerato, tanto è vero che, coerentemente, ne abbiamo chiesto la revoca, ci chiediamo: se è illegittimo perché sospenderlo? Annulliamolo!

Bene, ma cosa succede quando si annulla un P.U.C.? Chiunque abbia una minima nozione di diritto civile sarà d’accordo che l’annullamento produce effetti retroattivi e quindi fa in modo che l’atto è come non fosse mai esistito. Di conseguenza, anche sui permessi a costruire rilasciati sulla base del P.U.C. si dovrà agire con annullamento in autotutela. Tuttavia non è così semplice, dal momento che l’edificabilità del suolo fa sorgere in capo al proprietario un diritto reale acquisito e che certo non può essere cancellato con un “facciamo finta che non fosse mai esistito”.
Il dubbio, più che fondato, è che chi ha acquisito un diritto in virtù del PUC se lo veda riconosciuto ricorrendo al Tribunale Amministrativo, quindi gli effetti “ex nunc” della revoca si rischia di averli anche con l’annullamento.

Quindi perché questa maggioranza vuole annullare e non revocare?

Partiamo dalla differenza che passa tra le due soluzioni.
Si annulla un atto in quanto se ne accerta l’illegittimità, mentre si revoca in base a una decisione politica che porta a valutare che le politiche che si vogliono mettere in atto non sono conformi a quelle a cui portava quella programmazione del territorio.
L’iter per l’annullamento è certamente più lungo, probabilmente oggi questa amministrazione, l’Avv. De Chiara e i Professori dell’Università non sanno ancora se questo PUC è legittimo o meno, quindi lo sospendono per 100 giorni. Ma cosa dovrebbe succedere in questi 100 giorni?
Valuterete le eventuali illegittimità o illiceità nell’adozione del PUC? Magari!

In realtà, la maggioranza ha voluto utilizzare questa sospensione per mandare un messaggio alla Commissione d’Accesso; dare la parvenza della discontinuità annunciando l’annullamento e ha fatto concentrare l’avvocato De Chiara nello smontare l’istituto della Revoca perché evidentemente anche il voto contrario alla nostra proposta, per la terna commissariale, “fa curriculum”. La speranza di questa amministrazione è quella di convincere in questo modo i commissari e “scavalcare” con i 100 giorni il periodo per la redazione del verbale della Commissione d’Accesso.
Alla fine dei 100 giorni, se la Commissione non vi ha rimandato a casa, di annullamento non sentiremo parlare neanche per sbaglio.

Ricapitolando questa amministrazione sta mettendo in piedi questa messa in scena solo spinta dall’istinto di sopravvivenza ma quantunque fosse vero che ci sia una volontà per superare l’attuale strumento urbanistico per azzerare il PUC ha due strade davanti:

  • L’annullamento in cui deve dimostrare l’illegittimità dell’atto, in conseguenza del quale deve affrontare eventuali ricorsi di chi ritiene che illegittimo non sia, un iter procedurale e processuale che rischia di essere lunghissimo al termine del quale si rischia di ritrovarsi con un nulla di fatto. Dalla sua l’annullamento, dice qualche esponente della maggioranza, permetterà di annullare i permessi a costruire già rilasciati, paradossale per una coalizione che ha vinto promettendo di normalizzare la situazione ma soprattutto abbastanza ingenuo per tecnici che si autoproclamano di conclamata esperienza pensare veramente che esista un Tribunale Amministrativo che permetta di annullare un permesso a costruire avuto in virtù di un piano urbanistico vigente! Chi vi ha rassicurato su questa cosa, i professori?
  • L’altra strada è la revoca, che si può fare domani, è un atto politico, non si deve dimostrare niente solo la volontà politica di voltare veramente pagina.

Voi tra le due strade scegliete quella che più vi farà perdere tempo. Siamo passati dal “cambiare libro” e “voltare pagine” a fare giusto qualche ritocco sulla facciata.

Se eravate cambiamento, se eravate come noi, oggi qua si starebbe parlando di revoca, nelle commissioni si starebbe stilando un interrogazione parlamentare da affidare ai nostri rappresentati a Roma, si studierebbero i casi di annullamento dei permessi a costruire non arrivati a conclusione, ne sono decine, che non hanno avuto seguito rispetto ad altri creando una diseguaglianza enorme nel nostro paese. Oggi già avremmo dovuto fare la spola una decina di volte tra Regione e Ministero competente; dopo un anno già dovevate stare tra la gente a spiegare quello che avevate provato a fare, dove eravate riusciti e dove non siete stati ascoltati e come da quel momento avreste proseguito la vostra azione.
Invece un anno dopo sull’urbanistica avete fatto solo disastri tanto è vero che proprio per questioni urbanistiche dopo neanche 6 mesi siete stati oggetto di indagine di una terna commissariale.
In un anno abbiamo solo una proposta di sospensione basata sui “sembra”, “probabilmente”, “parrebbe” un Piano Urbanistico che conoscete a memoria, che alcuni di voi hanno contribuito a redigere e certi altri di voi a smontare, che fa parte della discussione politica della nostra città da 10 anni sorretto da una sequenza di periodi ipotetici.

Sindaco, come disse Cicerone a Catilina: “Fino a che punto abuserai della nostra pazienza?”

Noi ci tiriamo fuori da questa sfilata carnevalesca, abbandoniamo l’aula, ricordiamo al Presidente del Consiglio che secondo i dettami dall’art. 24 del Regolamento Comunale ha facoltà di intervento solo l’Assessore non Consigliere che risulta essere relatore, contestualmente chiediamo al Segretario Comunale di acquisire a verbale la presente dichiarazione e di verificare il numero legale.

#RiLeggi – Riscopriamo il Libro

“I libri sono specchi che riflettono ciò che ci portiamo dentro.”
Carlos Ruiz Zafón

Appuntamento imperdibile Venerdì 28 Giugno in P.zza Pertini (sotto la teglia) ad Orta di Atella (CE) con la rassegna culturale #RiLeggi – Riscopriamo il Libro: un’intera giornata dedicata alle storie che ci hanno accompagnato fin da ragazzi da passare in compagnia dei più piccoli.

Due generazioni che si incontreranno, passato e presente, grazie a quelle emozioni e alla magia unificatrice che solo i libri sanno regalarci, e insieme tracceremo la strada che attraversando sogni e desideri ci porterà dritti ad immaginare un nuovo futuro. Respireremo finalmente un’aria nuova e magica, l’aria della cultura, della conoscenza, della solidarietà, della musica, dell’immaginazione, dello stare insieme, per la felicità di grandi e piccini.

#RiLeggi vuole essere questo e tanto altro ancora, un punto di riferimento per tutti coloro che credono che solo restando uniti e rimboccandosi le maniche, dal basso e immaginando un futuro nuovo, sia possibile ridare speranza e dignità ai nostri territori, mettendo al centro le nostre passioni, le nostre aspirazioni e i nostri desideri per ricostruire quel ponte di cui abbiamo bisogno e ritrovare il contatto “perso” con le generazioni future.

Tutte le iniziative si svolgeranno nella bellissima cornice della ”Teglia”. Il nostro scopo è quello di portare vita e spensieratezza nel cuore storico e simbolico di Orta di Atella, lì dove passato e presente si incrociano per lanciare un nuovo sguardo verso il futuro. Per l’occasione saranno presenti stand gastronomici, animazione per i bambini e un mercatino di beneficenza a cura delle associazioni del territorio. Ed è proprio alle associazioni che rivolgiamo il nostro ringraziamento più sentito e senza le quali non sarebbe stato possibile realizzare questa bellissima iniziativa.


PROGRAMMA
Ore 18:30 – Raduno in p.zza Principessa Belmonte (ex-p.zza Pertini) “Sott ‘a Teglia”
Ore 19:00 – ”Il Libro tra i 5 sensi” – I bambini raccontano i libri
Breve rappresentazione letteraria a cura dei più piccoli. Ogni scena sarà interpretata da una coppia di bambini accompagnata da un adulto che farà da voce narrante. Ogni storia avrà come tema i cinque sensi più il sesto: ad ognuno dei sensi verrà associato un racconto diverso.

Ore 19:30 – “Book Crossing” – Scambio di libri
Pronti a scambiarci i libri? Dopo esserci disposti in cerchio al centro della pzz. ci scambieremo i libri impacchettati per l’occasione. Al via ciascuno passerà i libri al compagno sulla sinistra per venti volte di fila fino allo scadere del tempo. Testi consigliati: narrativa.


Dalle 19:30 alle 21:30 – Animazione per bambini a cura della Ludoteca “My Little Party”
Ore 19:45 – Presentazione del libro ”Degli animali e dei loro errori”
Lo scrittore e saggista Rino Malinconico presenta il suo ultimo lavoro editoriale: una raccolta di racconti per metà favole e per metà fiabe indirizzati specialmente ai più piccoli ma anche ai grandi, e che hanno come protagonisti i nostri amici animali e il loro rapporto con gli esseri umani.

Ore 21:30 – ”Danze & Tammorra” – Esibizione de I Figli di Cibele 
Chiuderemo la serata con un tuffo nel passato alla riscoperta delle nostre radici e delle nostre tradizioni musicali che si perdono tra mito e leggenda. Sarà un vero e proprio viaggio tra antichi rituali e formule magiche che ci farà danzare sui ritmi primordiali della Campania Felix.

Che altro dire? Vi aspettiamo!

Il parere Legale avalla la proroga. Villano non ha più alibi.

Il primo pensiero che viene leggendo il parere legale che il Sindaco Andrea Villano (non l’opposizione cattiva e subdola) ha chiesto all’Avvocato che assiste il Comune nella vicenda della Farmacia Sagripanti circa la possibilità di una proroga a tempo condizionata allo spostamento in un altro locale è uno solo:
qualcuno deve delle scuse!

Non a noi, che siamo stati dipinti come strumentalizzatori di tragedie; come gruppo che abbandona l’ancora della legalità e che arriva a chiedere l’applicazione di soluzioni “illegittime” e al di fuori del perimetro della legalità pur di mettere in difficoltà il Sindaco Villano; come sciacalli che usano le disgrazie alla maniera di un grimaldello politico.

Non a noi, nonostante avessimo ragione ad insistere, avessimo ragione nel chiedere a questa amministrazione non un “atto di coraggio”, perché da ciò che scrive l’Avv. Giuseppe Maria Perullo si capisce chiaramente che non serviva avere coraggio (e quindi la cosa era ampiamente alla portata del nostro Sindaco) ma serviva solo una cosa: una volontà politica limpida e chiara.
Presupposto che dovrebbe essere costituente per un Sindaco e la sua maggioranza.

Le scuse, questa maggioranza e il Sindaco, le devono a 14 lavoratori, a 14 uomini e donne in carne ed ossa, esasperati dal loro traccheggiamento, colpiti dagli strascichi di una strumentalizzazione politica che esiste, ma solo in seno alla maggioranza, 14 esseri umani usati come strumento di ritorsione e fatti passare per vandali che chiedevano qualcosa di impossibile e quasi illegale.

Non ammette interpretazioni il parere dell’Avvocato Perullo inviato al Sindaco il 07/06/2019:

Fatte tali premesse posso concludere nel senso che l’istanza di proroga può essere accolta, fino al perfezionamento del procedimento di trasferimento presso altra sede, in quanto:

Sussiste l’interesse pubblico alla permanenza sul territorio comunale di una farmacia in esercizio;
Sussiste l’interesse alla tutela dei livelli occupazionali che verrebbero compromessi dalla definitiva chiusura della farmacia;
La concessione della proroga non inficia la legittimità del doveroso provvedimento di sgombero, in quanto incide unicamente sulle modalità di esecuzione, differendone gli effetti di pochi mesi.

Una disamina lucida e puntuale, quella dell’Avvocato nominato dal Sindaco Andrea Villano, non dai lavoratori, dai proprietari o dalla minoranza consiliare.
Un parere che va di traverso a quanti in questi mesi hanno lavorato per affossare ogni possibile soluzione.
La conclusione della vicenda è quindi nelle mani del Sindaco e della Giunta, facciano un atto di indirizzo politico secondo le indicazioni del legale e procedano secondo i poteri che l’ordinamento offre qualora il funzionario dovesse rifiutarsi di ottemperare.
Al Sindaco facciamo un appello: se ha un problema politico in Giunta faccia preparare dal proprio gruppo consiliare una mozione con l’indirizzo politico e riceverà il nostro voto favorevole.
Non ci sono più maschere che tengano, basta traccheggiare, basta alibi, basta scuse. La linea è tracciata e potrà essere applicata anche ad altri casi che dovessero presentarsi in futuro: colpire l’abusivismo ma non far pagare le colpe dell’abuso alle attività commerciali.

P.S. Sembra che al Sindaco possa bastare il parere tecnico dell’avvocato per operare con un atto monocratico. Veramente non ci sono più alibi!