Conad: le domande sorgono spontanee

Un’altra batosta, come se piovessero, per il Comune di Orta di Atella sull’affaire Conad, una randellata che arriva in un momento particolarmente turbolento, con il panorama commerciale ortese che vede, una dopo l’altra, piccole e grandi attività da anni presenti sul territorio costrette a chiudere per gli strascichi delle politiche del cemento degli anni passati. 

Il colosso della Grande Distribuzione in modo beffardo rischia di aprire i battenti in un edificio considerato abusivo sia per il vecchio P.R.G. sia per il P.U.C., ricevendo via libera dal Tribunale Amministrativo il quale obbliga il Comune a concedere l’autorizzazione ad aprire entro 60 giorni adempiendo una precedento sentenza di Gennaio 2019.

Rischiamo di non capire, dunque facciamo un pò di chiarezza:

– Il Responsabile delle Politiche del Territorio, Ing. Raffaele Villano, concede il via libera all’apertura della struttura commerciale a marchio “Conad” in dei locali abusivi il cui permesso a costruire è stato raggiunto, negli anni addietro, da annullamento in autotutela. Annullamento che non è mai potuto diventare “reale” dal momento che il relativo fascicolo è stato sequestrato dalle autorità giudiziarie;
– L’allora Responsabile di Area, Ing. Adele Ferrante, blocca l’apertura facendo rilevare le difformità dei locali. La stessa Ferrante viene “rimossa” ed in suo luogo nominato proprio Raffaele Villano. Ci sarebbe da soffermarsi sull’assoluta inadeguatezza dell’amministrazione Villano nella gestione di certi ruoli e di determinate situazioni, peraltro molto delicate.

Ma procediamo.
– La società richiedente l’autorizzazione all’apertura ricorre al TAR ottenendo un’ordinanza che annulla la sospensione, rinviando alla discussione nel merito che avverrà ad ottobre 2019. Tradotto: il Conad può aprire in attesa di capire, ad ottobre, chi delle parti in causa ha ragione.

La prima domanda che sorge quasi spontanea è la seguente:
Perché l’Amministrazione Villano non ha fatto ricorso all’ordinanza del TAR che permetteva la temporanea apertura nell’attesa della discussione nel merito?

Va ricordato, peraltro, che nell’udienza in cui si chiedeva l’annullamento della sospensione firmata dall’Ing. Ferrante, allora a capo dell’Ufficio Tecnico, il Comune di Orta di Atella non si costituì in giudizio.

La seconda domanda sorge alla lettura di quest’ultima ordinanza:

Il 4 Aprile 2019 il Sindaco Villano affida incarico legale per la costituzione in giudizio dinanzi al TAR della Campania per la discussione nel merito che avverrà a ottobre 2019. Tuttavia dalla lettura dell’ordinanza del 25/07/2019 leggiamo:

“CONSIDERATO che con istanza, ritualmente notificata e depositato in data 1° aprile 2019, proposta ai sensi dell’art. 59 c.p.a., la società ricorrente, premesso di aver diffidato il Comune di Orta di Atella ad ottemperare alla citata ordinanza cautelare con note prot. n. 135/is e prot. n. 327/is, rispettivamente del 5 febbraio 2019 e del 18 marzo 2019, ha chiesto di ordinare al predetto Comune il compimento degli atti necessari a dare piena esecuzione alla suddetta ordinanza e di nominare, ove occorra, un commissario ad acta, che provveda in luogo della inadempiente Amministrazione”

Appare evidente, quindi, che pochi giorni prima di costituirsi in giudizio per la discussione nel merito, il Sindaco abbia ricevuto notifica di istanza per l’adempimento della precedente sentenza. La domanda, appunto, sorge spontanea: perché non si costituisce e non si difende anche da questa richiesta di ottemperanza?

E quindi, l’amministrazione Villano sta lavorando nella prospettiva di una apertura o per l’ipotesi contraria?
Vuole vincere o va per perdere?
Sono domande sacrosante. Un pó di chiarezza.

Non é difficile.

 

SOSPENSIONE P.U.C. L’Intervento del Gruppo Consiliare “Costruire Alternative”

E’ sconfortante il fatto che la maggioranza di governo non perda occasione per mortificare e ridicolizzare questo Consiglio Comunale, che da più alto presidio democratico della comunità viene squalificato puntualmente a palcoscenico da avanspettacolo.
La questione sollevata circa eventuali conflitti di interesse con la minaccia di impedire quasi fisicamente la partecipazione a chi non seguiva la procedura dell’autocertificazione indicata è totalmente sconnessa e sconclusionata.

Ai fini della sussistenza dell’obbligo di astensione, di cui all’art.78 comma 2 del dlgs n. 267/2000, occorre vi sia una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della delibera che si va a discutere e votare e specifici interessi propri dei partecipanti alla seduta ma nei casi di centri come il nostro, dove la possibilità di essere proprietari di suoli interessati dalle previsioni dell approvando strumento è particolarmente alta, la necessità di una più stringente situazione di concreta conflittualità si rende indispensabile. E stiamo parlando dei casi di adozioni di Strumenti Urbanistici, cosa che non stiamo facendo in questa seduta.

La pagliacciata si impone in quanto evidentemente il rapporto di fiducia tra consiglieri e giunta è ridotto ai minimi termini e a ragione, non avendo strumenti per capire esattamente gli amministratori dove vogliono andare a parare l’eccesso di prudenza da parte dei consiglieri diventa quasi obbligato.

La prima discussione sull’urbanistica portata da questa maggioranza avrebbe meritato un approccio più serio!

Esiste un dato evidente che questa maggioranza, scientemente, cerca di nascondere: l’amministrazione Villano non ha mai voluto l’azzeramento dell’attuale piano urbanistico, ha sempre parlato di un suo miglioramento ed adeguamento. Tuttavia, sugli unici adeguamenti possibili, quelli “dettati” dalla sentenza del T.A.R. e riguardanti i conflitti di interesse degli amministratori che approvarono lo strumento urbanistico con il conseguente adeguamento cartolare, questa maggioranza è stata evasiva, pilatesca. Imbarazzante.

La verità, incontrovertibile, è che la maggioranza non ha mai voluto mettere in discussione l’attuale strumento urbanistico, per quanto oggi chieda ad un avvocato amministrativista di produrre una relazione “contro” e per quanto ne dicano i professori dell’università.

Quando questa maggioranza ha votato contro la richiesta di revoca del P.U.C. la motivazione a quel voto non era che esso fosse uno strumento non idoneo e non funzionale all’azzeramento dell’impianto del PUC. In nessun momento, l’Assessore all’Urbanistica, il Sindaco e i Capigruppo di Maggioranza hanno fatto intendere di voler intraprendere la strada dell’annullamento: la parola d’ordine è sempre stata quella della variante.

Quindi questa maggioranza, annusando l’aria che tira, dopo aver sempre tifato “variante”, oggi espone striscioni per l’annullamento: evidentemente ha riscontrato vizi di legittimità nell’adozione del Piano Urbanistico, e speriamo sia qualcosa di più della mancanza del parere di conformità della Provincia perché su questo ultimo aspetto occorre un sussulto di onestà verso i cittadini: bisogna dire chiaramente che per avere uno strumento urbanistico conforme al PTCP, nuovo mantra del Sindaco Villano, domani si deve iniziare ad abbattere e dunque ad eliminare le volumetrie in eccedenza, quelle abusive.
Nessun PUC adottato senza abbattimenti può essere coerente col Piano Provinciale.

Ribadendo la nostra assoluta convinzione che questo Piano Urbanistico vada azzerato, tanto è vero che, coerentemente, ne abbiamo chiesto la revoca, ci chiediamo: se è illegittimo perché sospenderlo? Annulliamolo!

Bene, ma cosa succede quando si annulla un P.U.C.? Chiunque abbia una minima nozione di diritto civile sarà d’accordo che l’annullamento produce effetti retroattivi e quindi fa in modo che l’atto è come non fosse mai esistito. Di conseguenza, anche sui permessi a costruire rilasciati sulla base del P.U.C. si dovrà agire con annullamento in autotutela. Tuttavia non è così semplice, dal momento che l’edificabilità del suolo fa sorgere in capo al proprietario un diritto reale acquisito e che certo non può essere cancellato con un “facciamo finta che non fosse mai esistito”.
Il dubbio, più che fondato, è che chi ha acquisito un diritto in virtù del PUC se lo veda riconosciuto ricorrendo al Tribunale Amministrativo, quindi gli effetti “ex nunc” della revoca si rischia di averli anche con l’annullamento.

Quindi perché questa maggioranza vuole annullare e non revocare?

Partiamo dalla differenza che passa tra le due soluzioni.
Si annulla un atto in quanto se ne accerta l’illegittimità, mentre si revoca in base a una decisione politica che porta a valutare che le politiche che si vogliono mettere in atto non sono conformi a quelle a cui portava quella programmazione del territorio.
L’iter per l’annullamento è certamente più lungo, probabilmente oggi questa amministrazione, l’Avv. De Chiara e i Professori dell’Università non sanno ancora se questo PUC è legittimo o meno, quindi lo sospendono per 100 giorni. Ma cosa dovrebbe succedere in questi 100 giorni?
Valuterete le eventuali illegittimità o illiceità nell’adozione del PUC? Magari!

In realtà, la maggioranza ha voluto utilizzare questa sospensione per mandare un messaggio alla Commissione d’Accesso; dare la parvenza della discontinuità annunciando l’annullamento e ha fatto concentrare l’avvocato De Chiara nello smontare l’istituto della Revoca perché evidentemente anche il voto contrario alla nostra proposta, per la terna commissariale, “fa curriculum”. La speranza di questa amministrazione è quella di convincere in questo modo i commissari e “scavalcare” con i 100 giorni il periodo per la redazione del verbale della Commissione d’Accesso.
Alla fine dei 100 giorni, se la Commissione non vi ha rimandato a casa, di annullamento non sentiremo parlare neanche per sbaglio.

Ricapitolando questa amministrazione sta mettendo in piedi questa messa in scena solo spinta dall’istinto di sopravvivenza ma quantunque fosse vero che ci sia una volontà per superare l’attuale strumento urbanistico per azzerare il PUC ha due strade davanti:

  • L’annullamento in cui deve dimostrare l’illegittimità dell’atto, in conseguenza del quale deve affrontare eventuali ricorsi di chi ritiene che illegittimo non sia, un iter procedurale e processuale che rischia di essere lunghissimo al termine del quale si rischia di ritrovarsi con un nulla di fatto. Dalla sua l’annullamento, dice qualche esponente della maggioranza, permetterà di annullare i permessi a costruire già rilasciati, paradossale per una coalizione che ha vinto promettendo di normalizzare la situazione ma soprattutto abbastanza ingenuo per tecnici che si autoproclamano di conclamata esperienza pensare veramente che esista un Tribunale Amministrativo che permetta di annullare un permesso a costruire avuto in virtù di un piano urbanistico vigente! Chi vi ha rassicurato su questa cosa, i professori?
  • L’altra strada è la revoca, che si può fare domani, è un atto politico, non si deve dimostrare niente solo la volontà politica di voltare veramente pagina.

Voi tra le due strade scegliete quella che più vi farà perdere tempo. Siamo passati dal “cambiare libro” e “voltare pagine” a fare giusto qualche ritocco sulla facciata.

Se eravate cambiamento, se eravate come noi, oggi qua si starebbe parlando di revoca, nelle commissioni si starebbe stilando un interrogazione parlamentare da affidare ai nostri rappresentati a Roma, si studierebbero i casi di annullamento dei permessi a costruire non arrivati a conclusione, ne sono decine, che non hanno avuto seguito rispetto ad altri creando una diseguaglianza enorme nel nostro paese. Oggi già avremmo dovuto fare la spola una decina di volte tra Regione e Ministero competente; dopo un anno già dovevate stare tra la gente a spiegare quello che avevate provato a fare, dove eravate riusciti e dove non siete stati ascoltati e come da quel momento avreste proseguito la vostra azione.
Invece un anno dopo sull’urbanistica avete fatto solo disastri tanto è vero che proprio per questioni urbanistiche dopo neanche 6 mesi siete stati oggetto di indagine di una terna commissariale.
In un anno abbiamo solo una proposta di sospensione basata sui “sembra”, “probabilmente”, “parrebbe” un Piano Urbanistico che conoscete a memoria, che alcuni di voi hanno contribuito a redigere e certi altri di voi a smontare, che fa parte della discussione politica della nostra città da 10 anni sorretto da una sequenza di periodi ipotetici.

Sindaco, come disse Cicerone a Catilina: “Fino a che punto abuserai della nostra pazienza?”

Noi ci tiriamo fuori da questa sfilata carnevalesca, abbandoniamo l’aula, ricordiamo al Presidente del Consiglio che secondo i dettami dall’art. 24 del Regolamento Comunale ha facoltà di intervento solo l’Assessore non Consigliere che risulta essere relatore, contestualmente chiediamo al Segretario Comunale di acquisire a verbale la presente dichiarazione e di verificare il numero legale.

#RiLeggi – Riscopriamo il Libro

“I libri sono specchi che riflettono ciò che ci portiamo dentro.”
Carlos Ruiz Zafón

Appuntamento imperdibile Venerdì 28 Giugno in P.zza Pertini (sotto la teglia) ad Orta di Atella (CE) con la rassegna culturale #RiLeggi – Riscopriamo il Libro: un’intera giornata dedicata alle storie che ci hanno accompagnato fin da ragazzi da passare in compagnia dei più piccoli.

Due generazioni che si incontreranno, passato e presente, grazie a quelle emozioni e alla magia unificatrice che solo i libri sanno regalarci, e insieme tracceremo la strada che attraversando sogni e desideri ci porterà dritti ad immaginare un nuovo futuro. Respireremo finalmente un’aria nuova e magica, l’aria della cultura, della conoscenza, della solidarietà, della musica, dell’immaginazione, dello stare insieme, per la felicità di grandi e piccini.

#RiLeggi vuole essere questo e tanto altro ancora, un punto di riferimento per tutti coloro che credono che solo restando uniti e rimboccandosi le maniche, dal basso e immaginando un futuro nuovo, sia possibile ridare speranza e dignità ai nostri territori, mettendo al centro le nostre passioni, le nostre aspirazioni e i nostri desideri per ricostruire quel ponte di cui abbiamo bisogno e ritrovare il contatto “perso” con le generazioni future.

Tutte le iniziative si svolgeranno nella bellissima cornice della ”Teglia”. Il nostro scopo è quello di portare vita e spensieratezza nel cuore storico e simbolico di Orta di Atella, lì dove passato e presente si incrociano per lanciare un nuovo sguardo verso il futuro. Per l’occasione saranno presenti stand gastronomici, animazione per i bambini e un mercatino di beneficenza a cura delle associazioni del territorio. Ed è proprio alle associazioni che rivolgiamo il nostro ringraziamento più sentito e senza le quali non sarebbe stato possibile realizzare questa bellissima iniziativa.


PROGRAMMA
Ore 18:30 – Raduno in p.zza Principessa Belmonte (ex-p.zza Pertini) “Sott ‘a Teglia”
Ore 19:00 – ”Il Libro tra i 5 sensi” – I bambini raccontano i libri
Breve rappresentazione letteraria a cura dei più piccoli. Ogni scena sarà interpretata da una coppia di bambini accompagnata da un adulto che farà da voce narrante. Ogni storia avrà come tema i cinque sensi più il sesto: ad ognuno dei sensi verrà associato un racconto diverso.

Ore 19:30 – “Book Crossing” – Scambio di libri
Pronti a scambiarci i libri? Dopo esserci disposti in cerchio al centro della pzz. ci scambieremo i libri impacchettati per l’occasione. Al via ciascuno passerà i libri al compagno sulla sinistra per venti volte di fila fino allo scadere del tempo. Testi consigliati: narrativa.


Dalle 19:30 alle 21:30 – Animazione per bambini a cura della Ludoteca “My Little Party”
Ore 19:45 – Presentazione del libro ”Degli animali e dei loro errori”
Lo scrittore e saggista Rino Malinconico presenta il suo ultimo lavoro editoriale: una raccolta di racconti per metà favole e per metà fiabe indirizzati specialmente ai più piccoli ma anche ai grandi, e che hanno come protagonisti i nostri amici animali e il loro rapporto con gli esseri umani.

Ore 21:30 – ”Danze & Tammorra” – Esibizione de I Figli di Cibele 
Chiuderemo la serata con un tuffo nel passato alla riscoperta delle nostre radici e delle nostre tradizioni musicali che si perdono tra mito e leggenda. Sarà un vero e proprio viaggio tra antichi rituali e formule magiche che ci farà danzare sui ritmi primordiali della Campania Felix.

Che altro dire? Vi aspettiamo!

Il parere Legale avalla la proroga. Villano non ha più alibi.

Il primo pensiero che viene leggendo il parere legale che il Sindaco Andrea Villano (non l’opposizione cattiva e subdola) ha chiesto all’Avvocato che assiste il Comune nella vicenda della Farmacia Sagripanti circa la possibilità di una proroga a tempo condizionata allo spostamento in un altro locale è uno solo:
qualcuno deve delle scuse!

Non a noi, che siamo stati dipinti come strumentalizzatori di tragedie; come gruppo che abbandona l’ancora della legalità e che arriva a chiedere l’applicazione di soluzioni “illegittime” e al di fuori del perimetro della legalità pur di mettere in difficoltà il Sindaco Villano; come sciacalli che usano le disgrazie alla maniera di un grimaldello politico.

Non a noi, nonostante avessimo ragione ad insistere, avessimo ragione nel chiedere a questa amministrazione non un “atto di coraggio”, perché da ciò che scrive l’Avv. Giuseppe Maria Perullo si capisce chiaramente che non serviva avere coraggio (e quindi la cosa era ampiamente alla portata del nostro Sindaco) ma serviva solo una cosa: una volontà politica limpida e chiara.
Presupposto che dovrebbe essere costituente per un Sindaco e la sua maggioranza.

Le scuse, questa maggioranza e il Sindaco, le devono a 14 lavoratori, a 14 uomini e donne in carne ed ossa, esasperati dal loro traccheggiamento, colpiti dagli strascichi di una strumentalizzazione politica che esiste, ma solo in seno alla maggioranza, 14 esseri umani usati come strumento di ritorsione e fatti passare per vandali che chiedevano qualcosa di impossibile e quasi illegale.

Non ammette interpretazioni il parere dell’Avvocato Perullo inviato al Sindaco il 07/06/2019:

Fatte tali premesse posso concludere nel senso che l’istanza di proroga può essere accolta, fino al perfezionamento del procedimento di trasferimento presso altra sede, in quanto:

Sussiste l’interesse pubblico alla permanenza sul territorio comunale di una farmacia in esercizio;
Sussiste l’interesse alla tutela dei livelli occupazionali che verrebbero compromessi dalla definitiva chiusura della farmacia;
La concessione della proroga non inficia la legittimità del doveroso provvedimento di sgombero, in quanto incide unicamente sulle modalità di esecuzione, differendone gli effetti di pochi mesi.

Una disamina lucida e puntuale, quella dell’Avvocato nominato dal Sindaco Andrea Villano, non dai lavoratori, dai proprietari o dalla minoranza consiliare.
Un parere che va di traverso a quanti in questi mesi hanno lavorato per affossare ogni possibile soluzione.
La conclusione della vicenda è quindi nelle mani del Sindaco e della Giunta, facciano un atto di indirizzo politico secondo le indicazioni del legale e procedano secondo i poteri che l’ordinamento offre qualora il funzionario dovesse rifiutarsi di ottemperare.
Al Sindaco facciamo un appello: se ha un problema politico in Giunta faccia preparare dal proprio gruppo consiliare una mozione con l’indirizzo politico e riceverà il nostro voto favorevole.
Non ci sono più maschere che tengano, basta traccheggiare, basta alibi, basta scuse. La linea è tracciata e potrà essere applicata anche ad altri casi che dovessero presentarsi in futuro: colpire l’abusivismo ma non far pagare le colpe dell’abuso alle attività commerciali.

P.S. Sembra che al Sindaco possa bastare il parere tecnico dell’avvocato per operare con un atto monocratico. Veramente non ci sono più alibi!

 

Terra dei Fuochi e non solo

«Cercate l’Antica Madre dove la stirpe di Enea,i figli dei suoi figli e più tardi i loro nipoti,domineranno uno spazio immenso di terra e di mare»

Virgilio, Eneide

“Cercate l’antica madre” è il racconto personale e umano degli uomini e delle donne della Terra dei Fuochi che combattono ogni giorno per amore della propria famiglia e della propria terra. Solo tra le province di Napoli e Caserta, secondo Antonio Giordano, direttore dell’Institute for Cancer Research di Philadephia siamo di fronte ad un vero e proprio biocidio, una tragedia ambientale senza precedenti che ha portato gravissime ripercussioni sulla salute dei cittadini, e che molti scienziati hanno definito come il più grande laboratorio di cancerogenesi a cielo aperto mai esistito. Ma oltre alla Terra dei Fuochi che tutti noi purtroppo conosciamo perché ci viviamo o perché balzata alle cronache per via dei roghi appiccati ogni giorno, degli sversamenti illeciti di rifiuti tossici e per l’alto tasso di mortalità tumorale, ci sono decine di “Terre dei Fuochi” sparse per l’Italia, da Nord a Sud, che fanno meno rumore ma che sono altrettanto gravi.

In ogni regione o territorio avvelenato dall’inquinamento, dai reati ambientali e dagli sversamenti illeciti gestiti dalle ecomafie, esistono persone che lottano e resistono contro la devastazione ambientale, le cui storie si intrecciano con il coraggio e l’orgoglio di chi ha alzato la testa ed ha denunciato un sistema marcio e corrotto fatto di commistioni tra criminalità organizzata, politica corrotta e imprenditoria senza scrupoli. Ancora una volta, per gli interessi di pochi, sotto i colpi della speculazione, ci sono andati di mezzo i molti.

Lo sversamento di rifiuti tossici in Lombardia, la gestione criminosa delle estrazioni petrolifere in Basilicata, il ”triangolo della morte” dei petrolchimici in Sicilia, le morti premature dei bambini di Taranto, le discariche nel Lazio trasformate in bombe ecologiche, l’impatto ambientale negativo delle grandi opere inutili, gli incendi che ogni estate devastano i nostri parchi, fiumi e mari inquinati da liquami di ogni tipo e tanti altri casi come questi ci descrivono una situazione endemica, che non risparmia nessuna regione, in cui gli oltraggi contro l’uomo e la natura vengono perpetrati da chi detiene il potere attraverso un disegno criminale volto alla mera speculazione affaristica a costo di schiacciare la dignità umana. Un problema questo che va individuato non solo in una classe politica corrotta e disonesta, ma che ci spinge a riflettere su un modello di sviluppo che è diventato incompatibile con la nostra vita e con l’ambiente che ci circonda.

Per quanto tempo ancora la nostra terra, questa “Antica Madre” che ci ha accolti e sfamati, continuerà a reggere il peso di tutto questo? In un Paese sconvolto da cambiamenti climatici e cataclismi naturali, l’unica vera emergenza è l’emergenza ambientale.

GLI AUTORI

Vincenzo Tosti e Miriam Corongiu sono attivisti ambientali. Da sempre impegnati nella tutela e nella salvaguardia dell’ambiente, si sono distinti per gli sforzi profusi attraverso la Rete di Cittadinanza e Comunità, associazione impegnata nello scoprire la verità sulla tragica vicenda della Terra dei Fuochi. Il loro primo lavoro editoriale si fregia delle prefazioni di Amalia De Simone, giornalista del Corriere della Sera nominata Cavaliere della Repubblica dal Presidente Mattarella in persona, e di Marco Armiero, direttore al prestigioso Royal Institute of Technology di Stoccolma.

L’infelicità italiana – I migranti e noi

Partendo dall’autofiction, con l’Infelicità Italiana, Maurizio Braucci mette a nudo il lato più oscuro e razzista degli italiani. Dal quartiere Vasto di Napoli fino al cuore della Calabria, l’autore viviseziona i centri di accoglienza per indagare sui retroscena legati al fenomeno dell’immigrazione e di come le politiche di accoglienza siano talvolta un pretesto per nascondere veri e propri giri d’affari che si consumano sulle spalle e nel disprezzo dei migranti stessi.

Un phamplet composto da 45 pagine di denuncia verso un presente in cui il dualismo giusto/sbagliato viene capovolto: chi specula sul destino della povera gente viene premiato con la costruzione ad-hoc dell’emergenza immigrazione; chi invece si sporca le mani creando modelli di integrazione virtuosi – è il caso della Riace di Mimmo Lucano – viene abbandonato dalle Istituzioni. Inutile girarci intorno: l’intento del Ministro Salvini è quello di creare una spirale di emergenza senza fine, un circolo vizioso che innescando una guerra tra poveri fa leva sui sentimenti degli italiani per restare saldamente al potere.

Crollano miti e luoghi comuni utilizzati dalla propaganda razzista contro i migranti: dei famosi 35 euro al mese che lo Stato paga per “mantenere” un rifugiato solamente 2 euro vanno all’ospite, i restanti vanno al centro di accoglienza. Se non è miserabile quest’Italia che ha bisogno di disgraziati per tirare a campare, allora cos’è? Quello di Braucci è un libro coraggioso, rivolto a tutti quelli che parlano di immigrazione con superficialità e per sentito dire. E se la smettessimo di prendercela con chi sta peggio di noi e cominciassimo a lottare per i nostri diritti? Forse allora le cose migliorerebbero per tutti.

L’autore

Maurizio Braucci è uno degli autori più importanti nel panorama cinematografico italiano contemporaneo. Scrittore e giornalista, i suoi racconti sono editi da Mondadori, Einaudi, Minimum Fax e i suoi articoli pubblicati per Il Mattino e la Repubblica. Da sempre attivo nel sociale con iniziative rivolte ai giovani come il progetto pedagogico-teatrale “Arrevuoto” per il Teatro Stabile, i suoi soggetti prediligono luoghi difficili e periferici, dove la marginalità sociale esplode con violenza e drammaticità. Da sceneggiatore ha lavorato ad importanti produzioni cinematografiche come Gomorra e Reality di Matteo Garrone, L’intervallo e L’intrusa di Leonardo Di Costanzo, Anime nere di Francesco Munzi, Pasolini di Abel Ferrara, e che gli sono valse numerosi premi e riconoscimenti tra cui due David di Donatello, due Ciak d’oro, un Nastro d’argento e l’European film awards. Il suo ultimo lavoro lo vede impegnato nella sceneggiatura de La paranza dei bambini, attualmente nelle sale e candidato all’Orso d’oro al Festival di Berlino.