La Genovese: L’amore e la rabbia del Sud

Amore, passione, nostalgia e rabbia, sono questi gli ingredienti de “La Genovese”, elementi che l’autore mescola sapientemente proprio come in un buon piatto di genovese, di quelle che sanno fare solo a Napoli e che a Genova non sanno manco cos’è. E il nome del protagonista, Frank, tradisce solo in parte le sue origini meridionali: figlio di un Sud sfruttato, denigrato e violentato dalla corruzione e dal malaffare, è uno di quelli che non hanno mai chinato il capo e che nel suo lavoro, quello di giornalista, ci ha messo passione e coraggio, sempre in direzione ostinata a contraria.

Sullo sfondo un Sud che non cambia mai, sempre uguale a se stesso, impantanato nella palude del potere politico e di quello criminale che spesso e volentieri vanno a braccetto lì dove c’è l’odore degli affari e del profitto. E’ quanto accaduto col Terremoto in Irpinia del 1980, dove il dramma umanitario delle vittime e degli sfollati, i “terremotati”, si trasformò nella più grande speculazione edilizia mai avvenuta, confermata successivamente dall’inchiesta condotta dai magistrati di Mani Pulite. Continua a leggere La Genovese: L’amore e la rabbia del Sud

Selfie & Propaganda – Professori senza gloria

Ad Orta di Atella i selfie piovono come coriandoli.
Il Villano di spalle, il vecchio dentro, ed anche il correttore di h.

Sì, tra una tavola rotonda sul PUC e l’altra, un consigliere, per la verità non il più dotto, si diletta a correggere sui social i cittadini che mancano la h. Ritoccatore di foto e filosofo della scombinazione della punteggiatura il consigliere corregge, corregge, corregge. Scorregge.

Si dice che il vecchio dentro si sia presentato al tavolo con la spada e la maglia di ferro. “Perchè” gli fu chiesto? Lui rispose: “Scusate, ma non è la tavola rotonda?”, io faccio Re Artù.

Non fosse cosa terribilmente seria questa del PUC, farebbe proprio ridere. Non fossero così divertenti questi dell’amministrazione Villano, farebbero proprio piangere. Ehm…

Una variopinta congerie di amministratori fatta passare per squadra di esperti edotta da professoroni del PUC. Pare che non sappiano dove andare, i variopinti, e che non sentano nemmeno il bisogno di confrontarsi. Eppure millantano competenza e soluzioni, selfie e propaganda. Esperti in speculazione e amenità varie, alcuni variopinti amministratori, maghì e prestigiatori annessi, postano post risolutivi. Risolveremo qua, non vi preoccupate là.

Brancolano nel buio, avrebbe detto Hegel, raschiano il fondo del barile avrebbe aggiunto Benedetto Croce.

Il leghista che è in loro sta mordendo un pò il freno, a dire il vero. Pare che girovaghi per la casa comunale alla ricerca di amministratori di un altro colore. Pare che abbia proposto di rifare il PUC di sana pianta e di abbattere tutte le case non bianche. Tranquilli, sereni. Il prossimo selfie di facce sorridenti arriverà a breve.

Oh. Stasera, quando metterete a letto i vostri figli, dategli una carezza, e dite, questa è la carezza del vecchio dentro. Colui che dovunque può saltare, fingitore di politica, pare che vada in giro per Orta insieme al leghista che c’è in loro. Andrebbero alla ricerca di fossi e tombini da “apparare” o lampadine da cambiare per poi farsi il selfie.  Un passante ha riferito di averli visti chini su un fosso. Prima di “appararlo” pare che il vecchio dentro, strettosi al leghista che è in loro, abbia chiesto al fosso se fosse italiano. Il vecchio dentro ha chiesto, ma il fosso, interpellato, non ha risposto.

BREVE FOTOGRAFIA SERIA (E TRISTE)

"Non fossero così divertenti questi dell’amministrazione Villano, farebbero proprio piangere" è proprio vero, purtroppo.

Non hanno una visione complessiva della città, non lavorano per i truffati della stagione del cemento ne tantomeno vogliono affrontare il problema coinvolgendo la comunità.

Un tavolo improvvisato spacciato per tecnico, ma di tecnici della Casa Comunale neanche l'ombra, di cosa si discute senza quelle figure che, nel bene o nel male, conoscono questo Piano Urbanistico, senza quelle figure che conoscono le criticità del territorio, che già sanno quali azioni sono state messe in campo e con che risultato.

Un tavolo improvvisato spacciato per politico ma che di politico non ha un bel niente, nessuna concertazione con la comunità, con i gruppi politici, con le associazioni o perlomeno con le forze di maggioranza.

Il Sindaco Villano sta costruendo il proprio cerchio magico all'interno della Maggioranza e solo se si è all'interno di quel cerchio si ha diritto ad essere ascoltati, al di fuori si è irrilevanti, che si sia di maggioranza o di opposizione non importa.
L'autoreferenzialità come cardine del lavoro amministrativo soprattutto per quanto riguarda il P.U.C. e la  programmazione Urbanistica del territorio.

Questo era il nuovo libro da scrivere?
Fatevi i selfie, che è meglio.

SCUOLA: Abbandonare la propaganda e lavorare “spalla a spalla”

Nelle ultime settimane abbiamo visto l’acuirsi dell’asprezza nel confronto politico sul tema della scuola: dalla qualità del servizio Mensa fino allo stato dei Servizi Igienici della Scuola Media.

Anche noi abbiamo denunciato e stigmatizzato condizioni e comportamenti ma è stato inevitabile notare che si è aperta una faglia all’interno della maggioranza che a volte assume i contorni di una vera e propria “faida” tra correnti.

Lo avevamo detto già molte volte: i volti sorridenti nei “selfie” celavano una condizione di difficoltà del Sindaco Villano che tiene a fatica inseme i pezzi della sua maggioranza e con ancora più fatica riesce a tenere a bada le pretese di qualche Consigliere Comunale che scalcia sempre più forte.

Ma com’era inconcepibile per noi che sulla pelle dei nostri figli si allestisse la propaganda dell’Amministrazione Villano allo stesso modo non tollereremo che questi temi facciano da sponde a ricatti e misurazioni interne alla maggioranza. Per questo sul tema della Scuola e l’Istruzione vogliamo tendere una mano al Sindaco a cui lanciamo un appello:

Andrea se abbandoni la propaganda su questi temi siamo disposti a lavorare Spalla a spalla, nel solo interesse dei figli di questa comunità! Non perché ci convince la tua azione Amministrativa (anzi ogni giorno ci convince sempre meno) ma per i bambini di Orta di Atella che meritano un futuro scolastico migliore.

In questa ottica protocolleremo nei prossimi giorni una Mozione per la Costituzione di una Consulta che metta in atto interventi sulle tematiche riguardanti la scuola e le attività culturali, allo scopo primario di contribuire al miglioramento qualitativo del servizio scolastico e dei servizi culturali nel territorio del Comune.

Quello riguardante la Scuola nello specifico rappresenta una tematica molto delicata e particolarmente coinvolgente presso la popolazione, l’interessamento per le condizioni in cui versano le scuole, lo stato dei servizi igienici, la qualità della mensa è una preoccupazione legittima che dovrebbe essere non solo dei genitori ma dovrebbe coinvolgere tutta la politica e le parti politiche; allo stesso modo dall’edilizia scolastica agli interventi culturali da porre in essere sono tematiche su cui bisogna porre in essere interventi strutturali, al di fuori della propaganda politica del momento, ad ampio respiro coinvolgendo tutte le parti interessate.

Il nostro vuole essere un primo passo per un lavoro corale su questo tema.

La Mozione sarà presentata dai Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo ed essendo firmata solo da due consiglieri il Presidente del Consiglio non è tenuto a metterla obbligatoriamente all’Odg del prossimo Consiglio Comunale.

Selfie & Propaganda – La caurara

Che bella scena, che bella foto. La caurara.

Il primo cittadino ed alcuni fidi scudieri ad immolarsi per provare i pasti che vengono serviti ai bambini nelle scuole di Orta. Le porzioni erano regolari, il cibo era buono, i sorrisi smaglianti. Più smaglianti del solito perchè selfati dall’alto, come va di moda oggi. Dovevano essere ceci ed invece era sugo al pomodoro. Potere del selfie!!

La solerzia degli amministratori selfisti è inciampata quando uno di loro, il più solerte, ha postato una foto col menù ritoccato, come se davvero fossero previste le pennette al sugo, piuttosto che pasta e ceci, salvo rettificare e spiegare, spiegare, spiegare, quando un solerte cittadino (non selfista) gli ha fatto notare la macchinazione.

Schopenhauer diceva che il più delle volte la pezza è peggiore del buco, i latini che sbagliare è umano ma perseverare è diabolico.

La delegazione di amministratori, peraltro sparuta, ha tranquillizzato la preoccupata cittadinanza ortese che chiedeva lumi sui pasti per la figliolanza scolara. Cotanto selfie avrebbe forse meritato la presenza di qualche amministratore in più, magari il vecchio dentro, oppure il leghista che è in loro. Voci di corridoio hanno riferito che il leghista che è in loro era presente, ma che al momento del fatidico selfie era in altre faccende affaccendato, chissà, da buon leghista era impegnato a controllare se vi fosse la presenza di figli di un altro colore.

Ci siamo tolti un pensiero. Assafamaronn, diceva Feuerbach.
La pasta era buona, state senza pensieri, dice Villano.
La cittadinanza, rasserenata dal selfie, andò a riposare pensando che è vero. Un selfie allunga la vita.

Socialmente Utili e Mensa: Alcune delucidazioni

Cos'è un interrogazione?
L’interrogazione consiste nella semplice domanda rivolta al sindaco o a un assessore, per avere informazioni o spiegazioni su un oggetto determinato o per conoscere se e quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare in relazione all'oggetto medesimo. Chi presenta l'interrogazione può richiedere che la risposta sia data scritta o orale; se scritta l'ufficio competente provvederà a farla pervenire al richiedente in massimo 15 giorni, se orale viene iscritta all'Ordine del Giorno del primo Consiglio Comunale utile

Ieri i Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo hanno protocollato 2 interrogazioni a risposta scritta per avere le seguenti delucidazioni:

  • Vista la Delibera di Giunta n. 18 del 27-09-2018 che prevede l’integrazione oraria di n.2 Lavoratori Socialmente Utili al Cimitero, abbiamo chiesto la valutazione fatta che ha portato tale scelta piuttosto che altre, come per esempio per l’impiego a supporto dell’Assistenza Domiciliare o a supporto delle forze di Polizia Municipale per l’entrata e uscita dagli Istituti Scolastici
  • Vista la notizia apparsa nella sezione “News” del sito istituzionale del Comune di Orta di Atella in data 28-09-2018 con le indicazioni sulle modalità dell’approvvigionamento dei Ticket Mensa se tale costo rimarrà costante, come ci auguriamo, per tutto l’anno scolastico o si prevedono variazioni del costo ad anno in corso.

Quello delle interrogazioni sarà uno strumento a cui il nostro Gruppo Consiliare ricorrerà molto, crediamo che il compito di una buona opposizione sia anche quello di essere capaci di sfruttare tutto ciò che si ha a disposizione per espletare al meglio il mandato che i cittadini ci hanno affidato.

Ovviamente vi terremo aggiornati con le risposte che arriveranno

Ci vediamo tra 15 giorni…

“Solo un Prete” – La Storia di Don Peppe Diana Venerdì 19 Ottobre

Se ti raccontassi la storia di un amico che non ha mai svolta attività di anticamorra, che non ha mai scritto, di pugno suo, quel famoso documento di cui tanto si è parlato; se ti raccontassi che non è stato altro che un prete di paese …

Scritto a quattro mani, nella forma di un racconto/intervista, “Solo un prete” di Giuseppe Sagliano e Luigi Intelligenza si presenta come un tentativo di fare chiarezza sulla figura e la storia del prete di Casal di Principe don Giuseppe Diana, ucciso il 19 marzo del ’94 nella sua chiesa mentre si accingeva a celebrare messa. Un qualcosa dunque che finora mancava nella nostra pubblicistica locale e nazionale: di articoli di giornali, come anche di libri, sulla figura del prete anticamorra, ne sono stati scritti tanti e diversi, dalla sua storia è stato ricavato anche uno sceneggiato televisivo con importanti personaggi del mondo dello spettacolo.

I primi due libri: uno ancora nel ’94 curato da Goffredo Fofi, “Per amore del mio popolo. Don Peppino Diana vittima della camorra” (Tullio Pironti ed.); l’altro, solo l’anno dopo, Nel solco della speranza (a cura di F. Angelino e E. Rascato Editrice Redenzione). Mentre il primo testo era frutto immediato di un gruppo di intellettuali, tra loro anche mons. Nogaro vescovo di Caserta, che accentuava la lettura socio-politica del prete assassinato dalla camorra, l’altro testo nasceva in ambito prettamente ecclesiale della diocesi aversana e conteneva i ricordi personali di coloro che lo avevano conosciuto da vicino.

Sono questi i due filoni sui quali si è mossa la memoria pubblica di don Peppe Diana: esaltazione della figura di prete anticamorra impegnato nel sociale fino a farne un agitatore politico, lettura intimistica di un prete nella sua attività pastorale.

“Solo un prete” va al di là di questi due estremi e al di fuori di stereotipi precostituiti cerca la figura autentica di don Peppe Diana con gli occhi dolenti di chi lo ha conosciuto di persona e ancora oggi non si rassegna alla sua perdita:

La natura di don Peppino Diana era quella di uomo di chiesa, di uomo e sacerdote imprescindibili l’una dall’altra, di guida spirituale, di insegnante, di capo scout. Don Peppino Diana esprimeva il proprio pensiero da intellettuale attraverso la parola del vangelo, lo faceva con facilità, perché nella parola di Dio cercava conforto, cercava spiegazioni, offriva soluzioni

Precisare che don Peppe non era in primo luogo un prete anticamorra, ma solo un prete e se si vuole un intellettuale, significa sminuirne la figura?

E perché questa lettura arriva solo ora ad un quarto di secolo dalla sua morte dopo che mass media, giornali, cinema e quant’altro, ne hanno fatto un’icona pubblica della lotta alla criminalità organizzata?

Questi, insieme a tanti altri, gli interrogativi ai quali saranno chiamati a rispondere gli autori del libro.

L’incontro vedrà, dopo i saluti delle autorità, gli autori direttamente in dialogo con i cittadini, il tutto coordinato dal prof. Luigi Mozzillo e promosso dal Centro Studi Massimo Stanzione di Orta di Atella in collaborazione con le associazioni locali Archeoclub di Atella e Città Visibile.

Ripristinata la decenza sulla 328, ma a che costo?

L’anomalia quindi c’era!
L’Assessore Di Lorenzo gestiva un Assessorato dimezzato, esautorato della 328 per calmierare il Consigliere Comunale della Lega Nord Raffaele Elveri.
Con Decreto n. 8 del 12-10-2018 la 328 torna ad essere di competenza dell’Assessore alle Politiche Sociali ponendo fine ad una vergognosa operazione che era finalizzata non all’ottimizzazione del lavoro sulla delega ma a tenere insieme i pezzi di una maggioranza che di politico ha ben poco e che ripropone quotidianamente solo assalti alla diligenza.

Lo aveva denunciato il Consigliere Vincenzo Tosti con un post pubblico su Facebook, lo aveva ribadito Marilena Belardo in premessa all’Interrogazione sui Servizi Assistenziali ai disabili nell’ultimo Consiglio Comunale, li avevamo smascherati e questo aveva creato qualche scossone e turbamento anche all’interno di “Noi Ortesi” gruppo politico a cui l’Assessore alle Politiche Sociali fa riferimento. Ora la “decenza” è ripristinata!
Ma non siamo così ingenui da credere che tutto questo sia avvenuto senza un costo e conoscendo le “ambizioni” del nenonato gruppo locale della Lega Nord possiamo immaginare quale sia la “chiamata”.
Se la Cambiale che il Sindaco deve onorare per vivere tranquillo é la Presidenza di Acquedotti scpa, sarà la consacrazione e la dimostrazione plastica che questa Amministrazione é nel solco della politica di spartizione che ha caratterizzato la vita politica di Orta di Atella negli ultimi 20 anni.
Se questa sarà la condizione affinché la Lega Nord molli l’osso succulento della 328 sarà da intendersi come un vero e proprio atto di sopraffazione nei confronti dei cittadini senza contare che sarà l’ennesima dimostrazione che il Sindaco Villano evidentemente dice tanto per dire ma che la sua parola conta poco.
Qualcuno ci può accusare di essere malpensanti ma come si suol dire «A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina», speriamo che non sia questo il caso e di essere, almeno per una volta, sbugiardati da questa Amministrazione.