Tra le righe e gli Omissis

Cosa dice realmente la Relazione sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Orta di Atella?

Proviamo a dare un quadro schematico delle maggiori accuse che la Commissione d’Accesso e il Prefetto di Caserta hanno mosso all’Amministrazione Villano.

È certamente vero che uno dei primi aspetti, probabilmente la cornice dentro cui sta dentro tutto il resto, che il Prefetto mette in risalto è la contiguità e la continuità col passato, un legame talmente evidente che il Prefetto stesso, già all’indomani delle elezioni, in seguito al rapporto informativo “rituale” prodotto dall’Arma dei Carabinieri sui candidati eletti, pensa all’invio della Commissione d’Accesso cosa che si concretizza a Febbraio 2019 a poco più di sei mesi dalla proclamazione a Sindaco di Andrea Villano.

Tuttavia, è quello che avviene in quei sei mesi su cui si concentra la Commissione.

  • Il primo atto fondamentale che fa intendere da subito come la volontà di cambiamento tanto sbandierata in campagna elettorale, altro non fosse che puro espediente per raccogliere consenso, è stato la mancata votazione della Mozione proposta dai Consiglieri Marilena Belardo e Vincenzo Tosti (Città Visibile), Vincenzo Russo (M5S) e Vincenzo Gaudino (Democratici e Riformisti) per la revoca del P.U.C.
    Una divagazione sul tema: molti “difensori a prescindere” vogliono etichettare la revoca del P.U.C. come un atto frettoloso che doveva essere preceduto da uno studio di fattibilità, dimenticando che il Piano Urbanistico Comunale è argomento del dibattito politico da quasi 15 anni, è stato al centro di processi, ha già subito valutazioni circa la sua legittimità. La revoca, dovrebbe essere evidente, è un atto politico dopo il quale non è vero che si crea un vuoto legislativo. Molto più semplicemente sarebbe stato il giorno dopo la revoca quello ideale per aprire un tavolo di confronto con la comunità per mettere mano a una nuova programmazione urbanistica del territorio.
  • L’affaire Conad non poteva non destare preoccupazione e sospetto agli occhi degli inquirenti, anche in questo caso ne abbiamo parlato ponendo una serie di perplessità: il Comune vuole vincere? Ci chiedevamo. Stando a quanto relazionato dal Prefetto pare proprio di no, ed in più scopriamo che oltre ad essere un obbrobrio urbanistico, con la concessione del cambio di destinazione d’uso ad un immobile abusivo, tale operazione avrebbe favorito il figlio di un Capo di un Clan legato ai Moccia di Afragola.
  • La gestione del Parco Giochi è un altro punto focale e non vorremmo risultare stucchevoli ma anche in questo caso Città Visibile aveva sollevato perplessità presentando un’interrogazione in merito, sull’affidamento che era avvenuta a cavallo tra l’Amministrazione Mozzillo e il Commissario ma soprattutto sulla consegna e sull’oggetto dell’appalto questioni tutte attinenti all’Amministrazione Villano.
  • Anche la frequentazione degli uffici comunali di soggetti che la Prefettura riteneva “da evitare” perché coinvolti in numerose vicende giudiziarie e che erano, secondo quanto dicono diversi collaboratori di giustizia, referenti dei clan dei casalesi, è stato oggetto di una delle prime interrogazioni del nostro gruppo consiliare. Chi sono queste persone? Ci chiedevamo allora, non ci convinse la risposta dall’allora Sindaco. Quella del Prefetto ci sembra molto più esaustiva.
  • Un altro rilievo interessante che fa emergere il Prefetto di Caserta è un vero e proprio” tentativo di depistaggio” operato dal Sindaco attraverso la nomina come Assessori di figure tutte esterne al contesto politico/sociale di Orta di Atella, salvo poi svuotare queste funzioni assessorili e dare deleghe illegittime a Consiglieri Comunali che nella maggior parte dei casi rappresentavano la continuità con le pregresse esperienze amministrative. Tutto questo, ovviamente, in nome della discontinuità.
  • Per ultimo, ma solo sul piano temporale, il tentativo di recuperare sul P.U.C., prima con l’affidamento (illegittimo secondo il Prefetto) di un incarico di studio all’Università e poi con la sospensione del Piano Urbanistico, in particolar modo la sospensione con la promessa di annullamento, secondo la relazione, è stata solo un escamotage per superare il periodo massimo di permanenza della Commissione di Accesso, onore al merito al Prefetto ma senza falsa modestia li avevamo “sgamati” in tempo reale, con un intervento durissimo allegato agli atti del Consiglio Comunale del 10 Luglio in cui denunciavamo questa manovra.

Questo il fulcro del provvedimento di scioglimento. Per quanto molti facciano finta di non comprendere, basta leggere con attenzione senza perdersi negli OMISSIS e si capisce che lo scioglimento è figlio degli atti amministrativi messi in essere dall’amministrazione Villano.

Poi c’è il corollario di contiguità e parentele, l’ombra di Brancaccio che sembra accompagnare e aleggiare dal principio su tutta l’attività della Giunta Villano; il fatto che lo stesso Villano avrebbe ottenuto, grazie all’intercessione di Brancaccio, l’assunzione presso il Consorzio GeoEco o il parente del Presidente del Consiglio prestanome di Schiavone, ma questi potrebbero quasi essere derubricati a fatti irrilevanti, coincidenze, potrebbe anche non significare niente un rapporto di parentela o un favore ricevuto nel passato, ma gli atti amministrativi no, gli atti amministrativi parlano e raccontano di una gestione opaca, una gestione che abbiamo sempre denunciato assolvendo al ruolo di controllo affidatoci dai cittadini.

Tutto il resto sono chiacchiere, scuse, boccheggiamenti, discorsi preconfezionati per i tifosi.
Amenità, quelle si che sono amenità.

Villano se n’è ghiuto. E soli ci ha lasciato – Cronaca vergognosa di una morte annunciata

Nacque morta, l’amministrazione Villano. Appesa al filaccio delle vergogne passate, creatura mostruosa generata dal tempo di mezzo, quello in cui il vecchio tarda a morire ed il nuovo fatica a nascere.

Sapevamo sarebbe finita così, nella polvere, nell’ignominia. Sciolti come neve al sole, ma senza candore e senza luce. Mestamente. La notte stessa in cui sguaiatamente festeggiavano la conquista del fortino e fantasticavano sugli assessorati, deleghe e nomine da spartirsi, s’immaginava lo sfacelo che sarebbe venuto.

Nessun oracolo, nessun potere divinatorio. Solo l’analisi concreta della fase concreta. L’evidenza dell’inadeguatezza di un manipolo di mestieranti della politica alle prese con l’amministrazione di una città amministrata e devastata, per decenni, da un manipolo di mestieranti della politica, in larga parte collusi e conniventi. Qualcuno poi, facente parte di questo manipolo era presente pure nell’altro, di manipolo. I professionisti del manipolo. Sia chiaro, una inadeguatezza essenzialmente politica, è quella che più c’interessa. Poi ci sarebbe l’inadeguatezza morale, ma lasciamo perdere.

Nacque politicamente morta l’amministrazione Villano, difatti non v’è stata traccia di politica in questo anno e mezzo. Una lunga serie di trattative, tatticismi, soggetti e tipi strani. La continuità con le pratiche del tempo passato prossimo anziché la discontinuità garantita a parole per il tempo futuro.

Venne dunque la commissione d’accesso e si barricò in mezzo agli atti. Disse al sindaco: “non ti preoccupare, Sindaco, non voglio farti del male, sei già bravo da solo, anzi sono venuta per legittimarti”. “Hai visto!!!”, disse il vecchio dentro rassicurando il sindaco terreo in volto. Gli avvolse il braccio intorno alla spalla e gli disse: “vedi, dobbiamo continuare sulla nostra strada, anche se non sappiamo qual è”.

Poi però la commissione non li legittimò ma li sciolse e la sguaiataggine della vittoria lasciò il posto alla sguaiataggine della rabbia, della caduta fragorosa.

Non gli abbiamo dato tregua ed avevamo ragione. Non ci consola esserne consapevoli. Ma nemmeno ci piace l’ipocrisia e la retorica dell’ennesimo giorno buio per Orta di Atella, del “non è stata sconfitta la maggioranza, ma ha perso Orta”. No, non funziona così. Nella notte eterna di Orta di Atella, non vi è stata luce durante questa amministrazione, ed Orta non ha perso semplicemente perché non è mai stato in gioco il suo riscatto, la sua emancipazione. Hanno perso loro, questi buoni a nulla per tutte le stagioni che adesso dovremo accompagnare, senza perdere la tenerezza, nel cassonetto della storia.

E poi c’è il futuro. Quello che dobbiamo ancora scrivere. Ci assumiamo la responsabilità di provare a farlo. Come Vincenzo Tosti e Marilena Belardo in consiglio comunale, come tutti noi per le strade, parlando, scrivendo, pensando, sognando.

Non è eterna la notte ad Orta di Atella. Passerà la nottata.

O la faremo passare.

Che faccia tosta!

Ieri il Vicesindaco con Delega al Bilancio ci ha accusato di strumentalizzare la questione Ticket Mensa e di fare solo propaganda da social, impeccabilmente ha controbattuto il nostro Capogruppo Vincenzo Tosti ricordando carte alla mano che la questione è stata sollevata nelle discussioni in consiglio Comunale già dal 2018!

Abbiamo messo in guardia sui rischi di aumenti spropositati dal Bilancio di Previsione 2019.


Il problema serio che l’Assessore al Bilancio, il Sindaco e tutta l’Amministrazione Villano non riescono a capire o fanno finta di non capire è che, colpa del loro pressapochismo, sciatteria e inadeguatezza, hanno creato un clima invivibile all’interno delle scuole pagato in larga parte da bambini incolpevoli.
Hanno sbagliato tempi, modi e comunicazione, ci accusano di non aver portato un contributo alla risoluzione del problema: con che coraggio!
Il contributo lo abbiamo portato non solo sui social ma anche nei Consigli Comunali urlando, cercando di sovrastare la loro arroganza sguaiata. In Commissione Regolamento della Mensa si è parlato a Febbraio e poi tutto è stato insabbiato per ricomparire a fine Settembre a giochi già fatti e Fasce già decise.

Quali sono gli spazi democratici in cui credete che l’opposizione debba dare il proprio contributo? Che azioni di apertura che noi avremmo disertato l’Assessore al Bilancio ha messo in essere. Che faccia tosta!


Ora per rimediare in parte alla magra figura fatta cercassero di coprire in parte il costo del Ticket rinunciando ai loro stipendi, anche perché sono ampiamente non meritati.

Domani si presentassero ai cittadini col cappello in mano, scusandosi, spiegando che hanno fatto una frittata a cui non riescono a trovare una soluzione e che si assumono la responsabilità rimettendoci di tasca loro. Sarebbe un azione che in parte ripristinerebbe lo scuorno che in questi mesi hanno perso.

SOSPENSIONE P.U.C. L’Intervento del Gruppo Consiliare “Costruire Alternative”

E’ sconfortante il fatto che la maggioranza di governo non perda occasione per mortificare e ridicolizzare questo Consiglio Comunale, che da più alto presidio democratico della comunità viene squalificato puntualmente a palcoscenico da avanspettacolo.
La questione sollevata circa eventuali conflitti di interesse con la minaccia di impedire quasi fisicamente la partecipazione a chi non seguiva la procedura dell’autocertificazione indicata è totalmente sconnessa e sconclusionata.

Ai fini della sussistenza dell’obbligo di astensione, di cui all’art.78 comma 2 del dlgs n. 267/2000, occorre vi sia una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della delibera che si va a discutere e votare e specifici interessi propri dei partecipanti alla seduta ma nei casi di centri come il nostro, dove la possibilità di essere proprietari di suoli interessati dalle previsioni dell approvando strumento è particolarmente alta, la necessità di una più stringente situazione di concreta conflittualità si rende indispensabile. E stiamo parlando dei casi di adozioni di Strumenti Urbanistici, cosa che non stiamo facendo in questa seduta.

La pagliacciata si impone in quanto evidentemente il rapporto di fiducia tra consiglieri e giunta è ridotto ai minimi termini e a ragione, non avendo strumenti per capire esattamente gli amministratori dove vogliono andare a parare l’eccesso di prudenza da parte dei consiglieri diventa quasi obbligato.

La prima discussione sull’urbanistica portata da questa maggioranza avrebbe meritato un approccio più serio!

Esiste un dato evidente che questa maggioranza, scientemente, cerca di nascondere: l’amministrazione Villano non ha mai voluto l’azzeramento dell’attuale piano urbanistico, ha sempre parlato di un suo miglioramento ed adeguamento. Tuttavia, sugli unici adeguamenti possibili, quelli “dettati” dalla sentenza del T.A.R. e riguardanti i conflitti di interesse degli amministratori che approvarono lo strumento urbanistico con il conseguente adeguamento cartolare, questa maggioranza è stata evasiva, pilatesca. Imbarazzante.

La verità, incontrovertibile, è che la maggioranza non ha mai voluto mettere in discussione l’attuale strumento urbanistico, per quanto oggi chieda ad un avvocato amministrativista di produrre una relazione “contro” e per quanto ne dicano i professori dell’università.

Quando questa maggioranza ha votato contro la richiesta di revoca del P.U.C. la motivazione a quel voto non era che esso fosse uno strumento non idoneo e non funzionale all’azzeramento dell’impianto del PUC. In nessun momento, l’Assessore all’Urbanistica, il Sindaco e i Capigruppo di Maggioranza hanno fatto intendere di voler intraprendere la strada dell’annullamento: la parola d’ordine è sempre stata quella della variante.

Quindi questa maggioranza, annusando l’aria che tira, dopo aver sempre tifato “variante”, oggi espone striscioni per l’annullamento: evidentemente ha riscontrato vizi di legittimità nell’adozione del Piano Urbanistico, e speriamo sia qualcosa di più della mancanza del parere di conformità della Provincia perché su questo ultimo aspetto occorre un sussulto di onestà verso i cittadini: bisogna dire chiaramente che per avere uno strumento urbanistico conforme al PTCP, nuovo mantra del Sindaco Villano, domani si deve iniziare ad abbattere e dunque ad eliminare le volumetrie in eccedenza, quelle abusive.
Nessun PUC adottato senza abbattimenti può essere coerente col Piano Provinciale.

Ribadendo la nostra assoluta convinzione che questo Piano Urbanistico vada azzerato, tanto è vero che, coerentemente, ne abbiamo chiesto la revoca, ci chiediamo: se è illegittimo perché sospenderlo? Annulliamolo!

Bene, ma cosa succede quando si annulla un P.U.C.? Chiunque abbia una minima nozione di diritto civile sarà d’accordo che l’annullamento produce effetti retroattivi e quindi fa in modo che l’atto è come non fosse mai esistito. Di conseguenza, anche sui permessi a costruire rilasciati sulla base del P.U.C. si dovrà agire con annullamento in autotutela. Tuttavia non è così semplice, dal momento che l’edificabilità del suolo fa sorgere in capo al proprietario un diritto reale acquisito e che certo non può essere cancellato con un “facciamo finta che non fosse mai esistito”.
Il dubbio, più che fondato, è che chi ha acquisito un diritto in virtù del PUC se lo veda riconosciuto ricorrendo al Tribunale Amministrativo, quindi gli effetti “ex nunc” della revoca si rischia di averli anche con l’annullamento.

Quindi perché questa maggioranza vuole annullare e non revocare?

Partiamo dalla differenza che passa tra le due soluzioni.
Si annulla un atto in quanto se ne accerta l’illegittimità, mentre si revoca in base a una decisione politica che porta a valutare che le politiche che si vogliono mettere in atto non sono conformi a quelle a cui portava quella programmazione del territorio.
L’iter per l’annullamento è certamente più lungo, probabilmente oggi questa amministrazione, l’Avv. De Chiara e i Professori dell’Università non sanno ancora se questo PUC è legittimo o meno, quindi lo sospendono per 100 giorni. Ma cosa dovrebbe succedere in questi 100 giorni?
Valuterete le eventuali illegittimità o illiceità nell’adozione del PUC? Magari!

In realtà, la maggioranza ha voluto utilizzare questa sospensione per mandare un messaggio alla Commissione d’Accesso; dare la parvenza della discontinuità annunciando l’annullamento e ha fatto concentrare l’avvocato De Chiara nello smontare l’istituto della Revoca perché evidentemente anche il voto contrario alla nostra proposta, per la terna commissariale, “fa curriculum”. La speranza di questa amministrazione è quella di convincere in questo modo i commissari e “scavalcare” con i 100 giorni il periodo per la redazione del verbale della Commissione d’Accesso.
Alla fine dei 100 giorni, se la Commissione non vi ha rimandato a casa, di annullamento non sentiremo parlare neanche per sbaglio.

Ricapitolando questa amministrazione sta mettendo in piedi questa messa in scena solo spinta dall’istinto di sopravvivenza ma quantunque fosse vero che ci sia una volontà per superare l’attuale strumento urbanistico per azzerare il PUC ha due strade davanti:

  • L’annullamento in cui deve dimostrare l’illegittimità dell’atto, in conseguenza del quale deve affrontare eventuali ricorsi di chi ritiene che illegittimo non sia, un iter procedurale e processuale che rischia di essere lunghissimo al termine del quale si rischia di ritrovarsi con un nulla di fatto. Dalla sua l’annullamento, dice qualche esponente della maggioranza, permetterà di annullare i permessi a costruire già rilasciati, paradossale per una coalizione che ha vinto promettendo di normalizzare la situazione ma soprattutto abbastanza ingenuo per tecnici che si autoproclamano di conclamata esperienza pensare veramente che esista un Tribunale Amministrativo che permetta di annullare un permesso a costruire avuto in virtù di un piano urbanistico vigente! Chi vi ha rassicurato su questa cosa, i professori?
  • L’altra strada è la revoca, che si può fare domani, è un atto politico, non si deve dimostrare niente solo la volontà politica di voltare veramente pagina.

Voi tra le due strade scegliete quella che più vi farà perdere tempo. Siamo passati dal “cambiare libro” e “voltare pagine” a fare giusto qualche ritocco sulla facciata.

Se eravate cambiamento, se eravate come noi, oggi qua si starebbe parlando di revoca, nelle commissioni si starebbe stilando un interrogazione parlamentare da affidare ai nostri rappresentati a Roma, si studierebbero i casi di annullamento dei permessi a costruire non arrivati a conclusione, ne sono decine, che non hanno avuto seguito rispetto ad altri creando una diseguaglianza enorme nel nostro paese. Oggi già avremmo dovuto fare la spola una decina di volte tra Regione e Ministero competente; dopo un anno già dovevate stare tra la gente a spiegare quello che avevate provato a fare, dove eravate riusciti e dove non siete stati ascoltati e come da quel momento avreste proseguito la vostra azione.
Invece un anno dopo sull’urbanistica avete fatto solo disastri tanto è vero che proprio per questioni urbanistiche dopo neanche 6 mesi siete stati oggetto di indagine di una terna commissariale.
In un anno abbiamo solo una proposta di sospensione basata sui “sembra”, “probabilmente”, “parrebbe” un Piano Urbanistico che conoscete a memoria, che alcuni di voi hanno contribuito a redigere e certi altri di voi a smontare, che fa parte della discussione politica della nostra città da 10 anni sorretto da una sequenza di periodi ipotetici.

Sindaco, come disse Cicerone a Catilina: “Fino a che punto abuserai della nostra pazienza?”

Noi ci tiriamo fuori da questa sfilata carnevalesca, abbandoniamo l’aula, ricordiamo al Presidente del Consiglio che secondo i dettami dall’art. 24 del Regolamento Comunale ha facoltà di intervento solo l’Assessore non Consigliere che risulta essere relatore, contestualmente chiediamo al Segretario Comunale di acquisire a verbale la presente dichiarazione e di verificare il numero legale.

SCUOLA: Abbandonare la propaganda e lavorare “spalla a spalla”

Nelle ultime settimane abbiamo visto l’acuirsi dell’asprezza nel confronto politico sul tema della scuola: dalla qualità del servizio Mensa fino allo stato dei Servizi Igienici della Scuola Media.

Anche noi abbiamo denunciato e stigmatizzato condizioni e comportamenti ma è stato inevitabile notare che si è aperta una faglia all’interno della maggioranza che a volte assume i contorni di una vera e propria “faida” tra correnti.

Lo avevamo detto già molte volte: i volti sorridenti nei “selfie” celavano una condizione di difficoltà del Sindaco Villano che tiene a fatica inseme i pezzi della sua maggioranza e con ancora più fatica riesce a tenere a bada le pretese di qualche Consigliere Comunale che scalcia sempre più forte.

Ma com’era inconcepibile per noi che sulla pelle dei nostri figli si allestisse la propaganda dell’Amministrazione Villano allo stesso modo non tollereremo che questi temi facciano da sponde a ricatti e misurazioni interne alla maggioranza. Per questo sul tema della Scuola e l’Istruzione vogliamo tendere una mano al Sindaco a cui lanciamo un appello:

Andrea se abbandoni la propaganda su questi temi siamo disposti a lavorare Spalla a spalla, nel solo interesse dei figli di questa comunità! Non perché ci convince la tua azione Amministrativa (anzi ogni giorno ci convince sempre meno) ma per i bambini di Orta di Atella che meritano un futuro scolastico migliore.

In questa ottica protocolleremo nei prossimi giorni una Mozione per la Costituzione di una Consulta che metta in atto interventi sulle tematiche riguardanti la scuola e le attività culturali, allo scopo primario di contribuire al miglioramento qualitativo del servizio scolastico e dei servizi culturali nel territorio del Comune.

Quello riguardante la Scuola nello specifico rappresenta una tematica molto delicata e particolarmente coinvolgente presso la popolazione, l’interessamento per le condizioni in cui versano le scuole, lo stato dei servizi igienici, la qualità della mensa è una preoccupazione legittima che dovrebbe essere non solo dei genitori ma dovrebbe coinvolgere tutta la politica e le parti politiche; allo stesso modo dall’edilizia scolastica agli interventi culturali da porre in essere sono tematiche su cui bisogna porre in essere interventi strutturali, al di fuori della propaganda politica del momento, ad ampio respiro coinvolgendo tutte le parti interessate.

Il nostro vuole essere un primo passo per un lavoro corale su questo tema.

La Mozione sarà presentata dai Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo ed essendo firmata solo da due consiglieri il Presidente del Consiglio non è tenuto a metterla obbligatoriamente all’Odg del prossimo Consiglio Comunale.

Socialmente Utili e Mensa: Alcune delucidazioni

Cos'è un interrogazione?
L’interrogazione consiste nella semplice domanda rivolta al sindaco o a un assessore, per avere informazioni o spiegazioni su un oggetto determinato o per conoscere se e quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare in relazione all'oggetto medesimo. Chi presenta l'interrogazione può richiedere che la risposta sia data scritta o orale; se scritta l'ufficio competente provvederà a farla pervenire al richiedente in massimo 15 giorni, se orale viene iscritta all'Ordine del Giorno del primo Consiglio Comunale utile

Ieri i Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo hanno protocollato 2 interrogazioni a risposta scritta per avere le seguenti delucidazioni:

  • Vista la Delibera di Giunta n. 18 del 27-09-2018 che prevede l’integrazione oraria di n.2 Lavoratori Socialmente Utili al Cimitero, abbiamo chiesto la valutazione fatta che ha portato tale scelta piuttosto che altre, come per esempio per l’impiego a supporto dell’Assistenza Domiciliare o a supporto delle forze di Polizia Municipale per l’entrata e uscita dagli Istituti Scolastici
  • Vista la notizia apparsa nella sezione “News” del sito istituzionale del Comune di Orta di Atella in data 28-09-2018 con le indicazioni sulle modalità dell’approvvigionamento dei Ticket Mensa se tale costo rimarrà costante, come ci auguriamo, per tutto l’anno scolastico o si prevedono variazioni del costo ad anno in corso.

Quello delle interrogazioni sarà uno strumento a cui il nostro Gruppo Consiliare ricorrerà molto, crediamo che il compito di una buona opposizione sia anche quello di essere capaci di sfruttare tutto ciò che si ha a disposizione per espletare al meglio il mandato che i cittadini ci hanno affidato.

Ovviamente vi terremo aggiornati con le risposte che arriveranno

Ci vediamo tra 15 giorni…

“Villano si fermi!” Non siamo i soli a dirglielo

Ieri dalle colonne di Cronache di Caserta l’Avv. Renato Labriola ha lanciato un monito al Sindaco Andrea Villano e alla sua maggioranza con parole che non lasciano adito a fraintendimenti: “Fermate la variante, il PUC è farlocco”.

Dichiarazioni che l’Avvocato amministrativista di Caserta ha rilasciato in seguito alla bocciatura della Mozione presentata dall’opposizione per Revocare il P.U.C.

Ho appreso […] della volontà di procedere con una variante, da tecnico ritengo che questa alternativa costituisca un pericolo gravissimo […] la Procura della Repubblica ha già evidenziato la presenza di forti ombre di illiceità derivanti da condotte penalmente perseguibili. Nell’avviso di conclusione delle indagini si parla di “PUC farlocco”.

La posizione di Labriola è molto chiara, parte dalle stesse perplessità che avevano spinto Vincenzo Tosti, Marilena Belardo, Vincenzo Gaudino e Vincenzo Russo e chiedere la revoca del Piano Urbanistico e cioè dall’evidenza (secondo la Procura) di uno strumento che risponde ad una logica affaristica, e chiede a questa amministrazione di attendere l’esito delle indagini prima di prendere qualsiasi decisione.
L’avvocato Labriola per cortesia istituzionale, presumiamo, non si spinge a dire che sarebbe stato meglio togliere dall’imbarazzo un intera cittadina con la Revoca e programmare una nuova pianificazione, incentrata sui servizi, non lo dice ma la sua esigenza a rendere pubblica la propria posizione nasce proprio dalla bocciatura della Revoca proposta da parte dell’opposizione.

Chi è l'Avv. Renato Labriola?

Renato Labriola è il Commissario ad Acta, nominato dalla Provincia, del Piano Urbanistico Attuativo, i famosi PUA postumi previsti dal Piano Urbanistico Comunale, denominato “Arcobaleno” richiesto dall’Immobiliare Aprovitola SpA. Ne abbiamo già parlato all'indomani della nomina da parte della Provincia di Caserta qui

Ma quale Università! La Variante verrà redatta da un Professionista Esterno!

Dalla politica del fare alla politica del fake.
L’Amministrazione Villano oramai vive solo di proclami e di regolamenti di conti interni.
Era il 15 settembre e il Sindaco Villano, dal suo profilo Facebook, così sentenziava:

La #notizia sembra apparentemente tecnica ma in realtà contiene forse una delle scelte più importanti dell’amministrazione che rappresento: la decisione di annullare l’incarico ad un professionista esterno per le varianti al piano urbanistico imposte dal Tribunale Amministrativo e contestualmente di affidarle al Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli studi della Campania, “Luigi Vanvitelli” a cui chiederemo supporto tecnico e scientifico

Avranno quindi deciso di fare come aveva proposto due giorni prima l’Assessore all’Urbanistica Luigi Macchia, ovvero di revocare l’incarico a professionisti esterni per affidare la redazione del P.U.C. all’Università come hanno poi annunciato? Ma manco per idea!
I nostri eroi infatti, dopo aver deciso di revocare l’incarico al Tecnico che doveva adeguare le Tavole del P.U.C. secondo le indicazioni del T.A.R., dopo aver optato per una Variante Generale al P.U.C., hanno deciso di affidare la redazione della variante a…UN PROFESSIONISTA ESTERNO!

E l’Università che fine ha fatto? L’ateneo offrirà un supporto al redattore (se offri supporto al redattore significa che non sei tu il redattore) e, nel frattempo, l’Amministrazione chiede al Dirigente di quantizzare l’entità della spesa di tale supporto.
Non vogliamo addentrarci nelle scelte politiche in campo urbanistico di questa maggioranza (a questo penseranno i nostri rappresentanti domani in Consiglio Comunale), ma evidenziare ancora una volta le difficoltà di una maggioranza che arranca e va avanti solo a proclami.

P.S. Ci vediamo domani in Consiglio Comunale dalle ore 11:00.

Chi sono queste persone che presidiano Ufficio Tecnico e SUAP?

L'ultima interrogazione tra quelle che il 7 Settembre 2018 i Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo del Gruppo Consiliare "Costruire Alternative" a cui fanno riferimento il nostro Collettivo, demA e Diversamente Ortesi, Vincenzo Russo (Movimento 5 Stelle) e Vincenzo Gaudino (Democratici e Riformisti) hanno protocollato 2 Mozioni e 4 Interrogazioni. 
Le passeremo in rassegna illustrandole e cercando di capire per ognuna cosa ci ha spinto a presentarla.

Uno strano fenomeno si è verificato dall’insediamento dell’Amministrazione Villano, un fenomeno che si è percepito subito e a cui tutti, forza di cose, hanno dovuto far caso,  la presenza di persone negli uffici comunali, in particolar modo nel SUAP e nell’Ufficio Tecnico, che da un rapido controllo non risultano essere ne Dipendenti Comunali ne facenti parte del Consiglio o della Giunta Comunale

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Servizi ai Disabili: Basta Ritardi!

L'intervista in cui Marilena Belardo (Città Visibile) illustra l'interrogazione presentata per chiedere chiarimenti sull'erogazione dei servizi ai disabili.
L'interrogazione è tra quelle che il 7 Settembre 2018 i Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo del Gruppo Consiliare "Costruire Alternative" a cui fanno riferimento il nostro Collettivo, demA e Diversamente Ortesi, Vincenzo Russo (Movimento 5 Stelle) e Vincenzo Gaudino (Democratici e Riformisti) hanno protocollato 2 Mozioni e 4 Interrogazioni. 
Le passeremo in rassegna illustrandole e cercando di capire per ognuna cosa ci ha spinto a presentarla.

Qui l’articolo di CampaniaNotizie.com