CASAMONICA – Le mani su Roma

“La mia città non mi piaceva per questo ho deciso di restare.
Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.”

Paolo Borsellino

L’INIZIO
È durante la torrida estate del 2015 che l’Italia intera si accorge con sgomento dell’esistenza del Clan dei Casamonica: durante i funerali di Vittorio Casamonica le note del film ”Il Padrino” accompagnano la carrozza funebre scortata dalla Polizia Municipale mentre piovono petali lanciati da un elicottero e sulla chiesa campeggia la scritta ”Re di Roma”. Sembrano le scene di un film, eppure è la cruda realtà. Da allora video di minacce, pestaggi, aggressioni, ruspe e abbattimenti hanno riempito i notiziari portando l’attenzione dei media nelle periferie romane, regno incontrastato dei Casamonica.

L’INCHIESTA
Nello Trocchia costruisce nel suo ultimo lavoro editoriale un’inchiesta unica e originale: Casamonica ripercorre violenza dopo violenza l’ascesa criminale del clan da cui il libro prende nome; un clan emigrato negli anni ’50 dall’Abruzzo e approdato nella periferia romana dove ha costruito il suo impero, un clan che è riuscito a costruire una solida rete criminale con migliaia di affiliati fatta di vincoli di sangue e codici comportamentali, un clan in grado di piegare lo Stato e di trattare alla pari con narcos, ‘ndrangheta e camorra.

Tra minacce e violenze il clan dei Casamonica si è fatto strada edificando il proprio impero non solo grazie alle classiche attività criminali come usura, estorsione, racket, riciclaggio, prostituzione o traffico di droga ma avviando importanti attività imprenditoriali attraverso l’abusivismo edilizio e la gestione di discoteche, locali, palestre, ristoranti, concessionarie, alberghi e ville di lusso, accreditandosi così come una vera e propria ”agenzia di servizi” capace di fare da cerniera tra il mondo della periferia disagiata e i salotti buoni della borghesia romana.

Non c’è ramo delle attività criminali e imprenditoriali a Roma su cui i Casamonica non abbiano messo le mani: come un virus si sono impadroniti della città grazie all’intimidazione e alla prevaricazione trovando nell’omertà, nella connivenza e nella sottomissione terreno fertile in cui mettere radici. Tutto questo è successo a Roma, la Capitale del Paese, dove il fenomeno mafioso è stato spesso derubricato a problema marginale: nel frattempo, tra inerzia istituzionale e collusione politica, i Casamonica mettevano le mani sulla città.

Per comprendere fino in fondo questa organizzazione criminale bisogna vederla da vicino: ed è proprio ciò che ha fatto l’autore osservando e descrivendo “da dentro” luoghi, simboli, costumi e comportamenti di uno dei clan più potenti d’Italia. Nello Trocchia è riuscito infatti con questo libro coraggioso a scandagliare tutto d’un fiato e con dovizia di particolari gli intrighi di potere e di malavita all’ombra del ”Cupolone”: il risultato è una radiografia impietosa di una città in fin di vita in preda ad una malattia alla quale lo Stato non sembra trovare rimedio.

L’AUTORE
Nello Trocchia è una delle penne più brillanti del giornalismo italiano: autore di importanti inchieste su mafia e corruzione, scrive per Il Fatto Quotidiano, la Repubblica, L’Espresso, The Post Internazionale ed è inviato speciale per le trasmissioni “Nemo” su Rai 2 e “Piazzapulita” su La 7. Le sue numerose inchieste spaziano dalle infiltrazioni della criminalità nelle istituzioni al traffico di rifiuti gestito dalle ecomafie, e sono tutte legate al filo conduttore degli intrecci tra politica, imprenditoria e criminalità. I suoi lavori editoriali gli sono valsi numerosi premi e riconoscimenti tra cui la menzione speciale al ”Premio Giancarlo Siani” per il giornalismo d’inchiesta contro la camorra, il ”Premio Art. 21” per la libertà di stampa e informazione e il ”Premio Paolo Borsellino” per l’impegno civile contro le mafie. Il suo ultimo libro ‘Casamonica” è diventato un documentario di successo trasmesso in prima serata su Nove. Per le sue inchieste che hanno messo in luce i loschi affari della criminalità è stato vittima di minacce e aggressioni. Attualmente è sottoposto a vigilanza da parte delle forze dell’ordine.


Evento fb: https://www.facebook.com/events/1150225881853812/

#RiLeggi – Riscopriamo il Libro

“I libri sono specchi che riflettono ciò che ci portiamo dentro.”
Carlos Ruiz Zafón

Appuntamento imperdibile Venerdì 28 Giugno in P.zza Pertini (sotto la teglia) ad Orta di Atella (CE) con la rassegna culturale #RiLeggi – Riscopriamo il Libro: un’intera giornata dedicata alle storie che ci hanno accompagnato fin da ragazzi da passare in compagnia dei più piccoli.

Due generazioni che si incontreranno, passato e presente, grazie a quelle emozioni e alla magia unificatrice che solo i libri sanno regalarci, e insieme tracceremo la strada che attraversando sogni e desideri ci porterà dritti ad immaginare un nuovo futuro. Respireremo finalmente un’aria nuova e magica, l’aria della cultura, della conoscenza, della solidarietà, della musica, dell’immaginazione, dello stare insieme, per la felicità di grandi e piccini.

#RiLeggi vuole essere questo e tanto altro ancora, un punto di riferimento per tutti coloro che credono che solo restando uniti e rimboccandosi le maniche, dal basso e immaginando un futuro nuovo, sia possibile ridare speranza e dignità ai nostri territori, mettendo al centro le nostre passioni, le nostre aspirazioni e i nostri desideri per ricostruire quel ponte di cui abbiamo bisogno e ritrovare il contatto “perso” con le generazioni future.

Tutte le iniziative si svolgeranno nella bellissima cornice della ”Teglia”. Il nostro scopo è quello di portare vita e spensieratezza nel cuore storico e simbolico di Orta di Atella, lì dove passato e presente si incrociano per lanciare un nuovo sguardo verso il futuro. Per l’occasione saranno presenti stand gastronomici, animazione per i bambini e un mercatino di beneficenza a cura delle associazioni del territorio. Ed è proprio alle associazioni che rivolgiamo il nostro ringraziamento più sentito e senza le quali non sarebbe stato possibile realizzare questa bellissima iniziativa.


PROGRAMMA
Ore 18:30 – Raduno in p.zza Principessa Belmonte (ex-p.zza Pertini) “Sott ‘a Teglia”
Ore 19:00 – ”Il Libro tra i 5 sensi” – I bambini raccontano i libri
Breve rappresentazione letteraria a cura dei più piccoli. Ogni scena sarà interpretata da una coppia di bambini accompagnata da un adulto che farà da voce narrante. Ogni storia avrà come tema i cinque sensi più il sesto: ad ognuno dei sensi verrà associato un racconto diverso.

Ore 19:30 – “Book Crossing” – Scambio di libri
Pronti a scambiarci i libri? Dopo esserci disposti in cerchio al centro della pzz. ci scambieremo i libri impacchettati per l’occasione. Al via ciascuno passerà i libri al compagno sulla sinistra per venti volte di fila fino allo scadere del tempo. Testi consigliati: narrativa.


Dalle 19:30 alle 21:30 – Animazione per bambini a cura della Ludoteca “My Little Party”
Ore 19:45 – Presentazione del libro ”Degli animali e dei loro errori”
Lo scrittore e saggista Rino Malinconico presenta il suo ultimo lavoro editoriale: una raccolta di racconti per metà favole e per metà fiabe indirizzati specialmente ai più piccoli ma anche ai grandi, e che hanno come protagonisti i nostri amici animali e il loro rapporto con gli esseri umani.

Ore 21:30 – ”Danze & Tammorra” – Esibizione de I Figli di Cibele 
Chiuderemo la serata con un tuffo nel passato alla riscoperta delle nostre radici e delle nostre tradizioni musicali che si perdono tra mito e leggenda. Sarà un vero e proprio viaggio tra antichi rituali e formule magiche che ci farà danzare sui ritmi primordiali della Campania Felix.

Che altro dire? Vi aspettiamo!

Terra dei Fuochi e non solo

«Cercate l’Antica Madre dove la stirpe di Enea,i figli dei suoi figli e più tardi i loro nipoti,domineranno uno spazio immenso di terra e di mare»

Virgilio, Eneide

“Cercate l’antica madre” è il racconto personale e umano degli uomini e delle donne della Terra dei Fuochi che combattono ogni giorno per amore della propria famiglia e della propria terra. Solo tra le province di Napoli e Caserta, secondo Antonio Giordano, direttore dell’Institute for Cancer Research di Philadephia siamo di fronte ad un vero e proprio biocidio, una tragedia ambientale senza precedenti che ha portato gravissime ripercussioni sulla salute dei cittadini, e che molti scienziati hanno definito come il più grande laboratorio di cancerogenesi a cielo aperto mai esistito. Ma oltre alla Terra dei Fuochi che tutti noi purtroppo conosciamo perché ci viviamo o perché balzata alle cronache per via dei roghi appiccati ogni giorno, degli sversamenti illeciti di rifiuti tossici e per l’alto tasso di mortalità tumorale, ci sono decine di “Terre dei Fuochi” sparse per l’Italia, da Nord a Sud, che fanno meno rumore ma che sono altrettanto gravi.

In ogni regione o territorio avvelenato dall’inquinamento, dai reati ambientali e dagli sversamenti illeciti gestiti dalle ecomafie, esistono persone che lottano e resistono contro la devastazione ambientale, le cui storie si intrecciano con il coraggio e l’orgoglio di chi ha alzato la testa ed ha denunciato un sistema marcio e corrotto fatto di commistioni tra criminalità organizzata, politica corrotta e imprenditoria senza scrupoli. Ancora una volta, per gli interessi di pochi, sotto i colpi della speculazione, ci sono andati di mezzo i molti.

Lo sversamento di rifiuti tossici in Lombardia, la gestione criminosa delle estrazioni petrolifere in Basilicata, il ”triangolo della morte” dei petrolchimici in Sicilia, le morti premature dei bambini di Taranto, le discariche nel Lazio trasformate in bombe ecologiche, l’impatto ambientale negativo delle grandi opere inutili, gli incendi che ogni estate devastano i nostri parchi, fiumi e mari inquinati da liquami di ogni tipo e tanti altri casi come questi ci descrivono una situazione endemica, che non risparmia nessuna regione, in cui gli oltraggi contro l’uomo e la natura vengono perpetrati da chi detiene il potere attraverso un disegno criminale volto alla mera speculazione affaristica a costo di schiacciare la dignità umana. Un problema questo che va individuato non solo in una classe politica corrotta e disonesta, ma che ci spinge a riflettere su un modello di sviluppo che è diventato incompatibile con la nostra vita e con l’ambiente che ci circonda.

Per quanto tempo ancora la nostra terra, questa “Antica Madre” che ci ha accolti e sfamati, continuerà a reggere il peso di tutto questo? In un Paese sconvolto da cambiamenti climatici e cataclismi naturali, l’unica vera emergenza è l’emergenza ambientale.

GLI AUTORI

Vincenzo Tosti e Miriam Corongiu sono attivisti ambientali. Da sempre impegnati nella tutela e nella salvaguardia dell’ambiente, si sono distinti per gli sforzi profusi attraverso la Rete di Cittadinanza e Comunità, associazione impegnata nello scoprire la verità sulla tragica vicenda della Terra dei Fuochi. Il loro primo lavoro editoriale si fregia delle prefazioni di Amalia De Simone, giornalista del Corriere della Sera nominata Cavaliere della Repubblica dal Presidente Mattarella in persona, e di Marco Armiero, direttore al prestigioso Royal Institute of Technology di Stoccolma.

L’infelicità italiana – I migranti e noi

Partendo dall’autofiction, con l’Infelicità Italiana, Maurizio Braucci mette a nudo il lato più oscuro e razzista degli italiani. Dal quartiere Vasto di Napoli fino al cuore della Calabria, l’autore viviseziona i centri di accoglienza per indagare sui retroscena legati al fenomeno dell’immigrazione e di come le politiche di accoglienza siano talvolta un pretesto per nascondere veri e propri giri d’affari che si consumano sulle spalle e nel disprezzo dei migranti stessi.

Un phamplet composto da 45 pagine di denuncia verso un presente in cui il dualismo giusto/sbagliato viene capovolto: chi specula sul destino della povera gente viene premiato con la costruzione ad-hoc dell’emergenza immigrazione; chi invece si sporca le mani creando modelli di integrazione virtuosi – è il caso della Riace di Mimmo Lucano – viene abbandonato dalle Istituzioni. Inutile girarci intorno: l’intento del Ministro Salvini è quello di creare una spirale di emergenza senza fine, un circolo vizioso che innescando una guerra tra poveri fa leva sui sentimenti degli italiani per restare saldamente al potere.

Crollano miti e luoghi comuni utilizzati dalla propaganda razzista contro i migranti: dei famosi 35 euro al mese che lo Stato paga per “mantenere” un rifugiato solamente 2 euro vanno all’ospite, i restanti vanno al centro di accoglienza. Se non è miserabile quest’Italia che ha bisogno di disgraziati per tirare a campare, allora cos’è? Quello di Braucci è un libro coraggioso, rivolto a tutti quelli che parlano di immigrazione con superficialità e per sentito dire. E se la smettessimo di prendercela con chi sta peggio di noi e cominciassimo a lottare per i nostri diritti? Forse allora le cose migliorerebbero per tutti.

L’autore

Maurizio Braucci è uno degli autori più importanti nel panorama cinematografico italiano contemporaneo. Scrittore e giornalista, i suoi racconti sono editi da Mondadori, Einaudi, Minimum Fax e i suoi articoli pubblicati per Il Mattino e la Repubblica. Da sempre attivo nel sociale con iniziative rivolte ai giovani come il progetto pedagogico-teatrale “Arrevuoto” per il Teatro Stabile, i suoi soggetti prediligono luoghi difficili e periferici, dove la marginalità sociale esplode con violenza e drammaticità. Da sceneggiatore ha lavorato ad importanti produzioni cinematografiche come Gomorra e Reality di Matteo Garrone, L’intervallo e L’intrusa di Leonardo Di Costanzo, Anime nere di Francesco Munzi, Pasolini di Abel Ferrara, e che gli sono valse numerosi premi e riconoscimenti tra cui due David di Donatello, due Ciak d’oro, un Nastro d’argento e l’European film awards. Il suo ultimo lavoro lo vede impegnato nella sceneggiatura de La paranza dei bambini, attualmente nelle sale e candidato all’Orso d’oro al Festival di Berlino.

Il Sessantotto Visionario di Renzo Paris

IL MONDO CHE CAMBIA

Molto è stato scritto sul Sessantotto eppure dopo 50 anni c’è ancora tanto da dire.

Lo spirito rivoluzionario di quel periodo si manifestò già qualche anno prima negli Stati Uniti, a partire dalle battaglie per i diritti civili degli afro-americani e dal movimento pacifista contro la guerra in Vietnam, fino al Maggio Francese che aprì le porte al nostro Sessantotto. In quegli anni avvenne una vera e propria rivoluzione culturale che cambiò ogni aspetto della vita sociale: l’esigenza di costruire una nuova soggettività portò al ripensamento dei concetti classici di lavoro, famiglia, scuola e sesso. La contestazione non voleva prendere il potere bensì abbatterlo secondo un ideale di liberazione totale. E se è vero che quegli anni furono ricordati come fenomeno di costume (i capelloni, i jeans, le minigonne, l’eskimo, l’alcool e il fumo) è soprattutto grazie alle nuove suggestioni nate in quell’epoca che ci fu un’esplosione straordinaria di linguaggi, forme, culture, pratiche e immaginari fino ad allora inesplorati.

I passi della contestazione danzavano al ritmo psichedelico di Jimi Hendrix e Janis Joplin, di Beatles e Rolling Stones, di Led Zeppelin e The Doors, mentre cantautori come De André, Guccini, Joan Baez e Bob Dylan conciliavano poesia e impegno civile. Al cinema la fantascienza diveniva realtà con 2001: Odissea nello spazio mentre Il Laureato consacrò Dustin Hoffman al successo hollywoodiano; nel frattempo i registi italiani come Bertolucci e Bellocchio avevano saputo rappresentare meglio di tutti il vento del cambiamento. Protagoniste di quell’epoca furono le storie nate dalle penne di Fenoglio, Bassani, Silone, Sciascia, Buzzati, Morante. I giovani di quella stagione avevano sviluppato le proprie idee leggendo i saggi di Debord, Sartre, De Beauvoir, Althusser, Bourdieu, Marcuse, Deleuze e coltivavano il mito dei grandi rivoluzionari come Che Guevara, Mao Tse-Tung e Ho Chi Minh. Il Sessantotto ha rappresentato dunque un momento storico di importante rottura con il passato, senza il quale non saremmo diventati ciò che siamo oggi.

IL LIBRO

Sessantotto Visionario è un memoir, una lettura dal di dentro che ripercorre passo dopo passo le lotte del Movimento studentesco con genuinità e spensieratezza e che ha come sfondo un periodo storico ricco di memorie del nostro passato. Protagonista il giovane Paris che avanza verso la laurea mentre studenti, donne e lavoratori scendono in piazza. Ribellarsi ad una società ingiusta caratterizzata da grandi disparità socio-economiche fu la parola d’ordine dei giovani di quell’epoca il cui scopo era quello di trasformare la società secondo i principi di uguaglianza, libertà e partecipazione. Giovani inclini alla visionarietà, pieni di fiducia e di speranza, irrompono sulla scena diventando i protagonisti indiscussi del cambiamento.

Attraverso questo racconto Paris mette in luce una ricostruzione ricca di suggestioni e immagini, una parentesi gioiosa che se da un lato aprì la strada alle lotte del Movimento operaio, dall’altro subì la torsione autoritaria dello Stato. Di lì a poco la società dei consumi profetizzata da Pasolini avrebbe indebolito il pensiero critico, smobilitato la contestazione e spoliticizzato i giovani per fare posto al culto dell’immagine, fino a dominare ogni aspetto della vita quotidiana. Il Sessantotto non sembra dunque un periodo storico finito ma una parentesi aperta, un’esigenza di cambiamento viva, una domanda a cui non è stata data ancora una risposta.

L’AUTORE
Romanziere, poeta, critico, saggista già docente di Letteratura Francese presso l’Università di Salerno e l’Università della Tuscia Renzo Paris è un intellettuale a 360° oltre che uno dei più importanti scrittori contemporanei. Padre indiscusso dell’autofiction è stato autore di opere tradotte in tutta Europa – intramontabile il suo bestseller Cani sciolti – e di importanti studi su Moravia, Silone e Pasolini. Da saggista e traduttore si è impegnato a diffondere in Italia le opere di G. Flaubert, G. Apollinaire, J. Prévert e i suoi lavori editi da Garzanti, Bompiani, Giunti, Feltrinelli, Mondadori. Ha collaborato con riviste e testate nazionali tra cui il Corriere della Sera, la Repubblica, il Manifesto, L’Espresso

* Evento fb: https://goo.gl/Uo4R4p

La Genovese: L’amore e la rabbia del Sud

Amore, passione, nostalgia e rabbia, sono questi gli ingredienti de “La Genovese”, elementi che l’autore mescola sapientemente proprio come in un buon piatto di genovese, di quelle che sanno fare solo a Napoli e che a Genova non sanno manco cos’è. E il nome del protagonista, Frank, tradisce solo in parte le sue origini meridionali: figlio di un Sud sfruttato, denigrato e violentato dalla corruzione e dal malaffare, è uno di quelli che non hanno mai chinato il capo e che nel suo lavoro, quello di giornalista, ci ha messo passione e coraggio, sempre in direzione ostinata a contraria.

Sullo sfondo un Sud che non cambia mai, sempre uguale a se stesso, impantanato nella palude del potere politico e di quello criminale che spesso e volentieri vanno a braccetto lì dove c’è l’odore degli affari e del profitto. E’ quanto accaduto col Terremoto in Irpinia del 1980, dove il dramma umanitario delle vittime e degli sfollati, i “terremotati”, si trasformò nella più grande speculazione edilizia mai avvenuta, confermata successivamente dall’inchiesta condotta dai magistrati di Mani Pulite. Continua a leggere La Genovese: L’amore e la rabbia del Sud

“Solo un Prete” – La Storia di Don Peppe Diana Venerdì 19 Ottobre

Se ti raccontassi la storia di un amico che non ha mai svolta attività di anticamorra, che non ha mai scritto, di pugno suo, quel famoso documento di cui tanto si è parlato; se ti raccontassi che non è stato altro che un prete di paese …

Scritto a quattro mani, nella forma di un racconto/intervista, “Solo un prete” di Giuseppe Sagliano e Luigi Intelligenza si presenta come un tentativo di fare chiarezza sulla figura e la storia del prete di Casal di Principe don Giuseppe Diana, ucciso il 19 marzo del ’94 nella sua chiesa mentre si accingeva a celebrare messa. Un qualcosa dunque che finora mancava nella nostra pubblicistica locale e nazionale: di articoli di giornali, come anche di libri, sulla figura del prete anticamorra, ne sono stati scritti tanti e diversi, dalla sua storia è stato ricavato anche uno sceneggiato televisivo con importanti personaggi del mondo dello spettacolo.

I primi due libri: uno ancora nel ’94 curato da Goffredo Fofi, “Per amore del mio popolo. Don Peppino Diana vittima della camorra” (Tullio Pironti ed.); l’altro, solo l’anno dopo, Nel solco della speranza (a cura di F. Angelino e E. Rascato Editrice Redenzione). Mentre il primo testo era frutto immediato di un gruppo di intellettuali, tra loro anche mons. Nogaro vescovo di Caserta, che accentuava la lettura socio-politica del prete assassinato dalla camorra, l’altro testo nasceva in ambito prettamente ecclesiale della diocesi aversana e conteneva i ricordi personali di coloro che lo avevano conosciuto da vicino.

Sono questi i due filoni sui quali si è mossa la memoria pubblica di don Peppe Diana: esaltazione della figura di prete anticamorra impegnato nel sociale fino a farne un agitatore politico, lettura intimistica di un prete nella sua attività pastorale.

“Solo un prete” va al di là di questi due estremi e al di fuori di stereotipi precostituiti cerca la figura autentica di don Peppe Diana con gli occhi dolenti di chi lo ha conosciuto di persona e ancora oggi non si rassegna alla sua perdita:

La natura di don Peppino Diana era quella di uomo di chiesa, di uomo e sacerdote imprescindibili l’una dall’altra, di guida spirituale, di insegnante, di capo scout. Don Peppino Diana esprimeva il proprio pensiero da intellettuale attraverso la parola del vangelo, lo faceva con facilità, perché nella parola di Dio cercava conforto, cercava spiegazioni, offriva soluzioni

Precisare che don Peppe non era in primo luogo un prete anticamorra, ma solo un prete e se si vuole un intellettuale, significa sminuirne la figura?

E perché questa lettura arriva solo ora ad un quarto di secolo dalla sua morte dopo che mass media, giornali, cinema e quant’altro, ne hanno fatto un’icona pubblica della lotta alla criminalità organizzata?

Questi, insieme a tanti altri, gli interrogativi ai quali saranno chiamati a rispondere gli autori del libro.

L’incontro vedrà, dopo i saluti delle autorità, gli autori direttamente in dialogo con i cittadini, il tutto coordinato dal prof. Luigi Mozzillo e promosso dal Centro Studi Massimo Stanzione di Orta di Atella in collaborazione con le associazioni locali Archeoclub di Atella e Città Visibile.