Conad: le domande sorgono spontanee

Un’altra batosta, come se piovessero, per il Comune di Orta di Atella sull’affaire Conad, una randellata che arriva in un momento particolarmente turbolento, con il panorama commerciale ortese che vede, una dopo l’altra, piccole e grandi attività da anni presenti sul territorio costrette a chiudere per gli strascichi delle politiche del cemento degli anni passati. 

Il colosso della Grande Distribuzione in modo beffardo rischia di aprire i battenti in un edificio considerato abusivo sia per il vecchio P.R.G. sia per il P.U.C., ricevendo via libera dal Tribunale Amministrativo il quale obbliga il Comune a concedere l’autorizzazione ad aprire entro 60 giorni adempiendo una precedento sentenza di Gennaio 2019.

Rischiamo di non capire, dunque facciamo un pò di chiarezza:

– Il Responsabile delle Politiche del Territorio, Ing. Raffaele Villano, concede il via libera all’apertura della struttura commerciale a marchio “Conad” in dei locali abusivi il cui permesso a costruire è stato raggiunto, negli anni addietro, da annullamento in autotutela. Annullamento che non è mai potuto diventare “reale” dal momento che il relativo fascicolo è stato sequestrato dalle autorità giudiziarie;
– L’allora Responsabile di Area, Ing. Adele Ferrante, blocca l’apertura facendo rilevare le difformità dei locali. La stessa Ferrante viene “rimossa” ed in suo luogo nominato proprio Raffaele Villano. Ci sarebbe da soffermarsi sull’assoluta inadeguatezza dell’amministrazione Villano nella gestione di certi ruoli e di determinate situazioni, peraltro molto delicate.

Ma procediamo.
– La società richiedente l’autorizzazione all’apertura ricorre al TAR ottenendo un’ordinanza che annulla la sospensione, rinviando alla discussione nel merito che avverrà ad ottobre 2019. Tradotto: il Conad può aprire in attesa di capire, ad ottobre, chi delle parti in causa ha ragione.

La prima domanda che sorge quasi spontanea è la seguente:
Perché l’Amministrazione Villano non ha fatto ricorso all’ordinanza del TAR che permetteva la temporanea apertura nell’attesa della discussione nel merito?

Va ricordato, peraltro, che nell’udienza in cui si chiedeva l’annullamento della sospensione firmata dall’Ing. Ferrante, allora a capo dell’Ufficio Tecnico, il Comune di Orta di Atella non si costituì in giudizio.

La seconda domanda sorge alla lettura di quest’ultima ordinanza:

Il 4 Aprile 2019 il Sindaco Villano affida incarico legale per la costituzione in giudizio dinanzi al TAR della Campania per la discussione nel merito che avverrà a ottobre 2019. Tuttavia dalla lettura dell’ordinanza del 25/07/2019 leggiamo:

“CONSIDERATO che con istanza, ritualmente notificata e depositato in data 1° aprile 2019, proposta ai sensi dell’art. 59 c.p.a., la società ricorrente, premesso di aver diffidato il Comune di Orta di Atella ad ottemperare alla citata ordinanza cautelare con note prot. n. 135/is e prot. n. 327/is, rispettivamente del 5 febbraio 2019 e del 18 marzo 2019, ha chiesto di ordinare al predetto Comune il compimento degli atti necessari a dare piena esecuzione alla suddetta ordinanza e di nominare, ove occorra, un commissario ad acta, che provveda in luogo della inadempiente Amministrazione”

Appare evidente, quindi, che pochi giorni prima di costituirsi in giudizio per la discussione nel merito, il Sindaco abbia ricevuto notifica di istanza per l’adempimento della precedente sentenza. La domanda, appunto, sorge spontanea: perché non si costituisce e non si difende anche da questa richiesta di ottemperanza?

E quindi, l’amministrazione Villano sta lavorando nella prospettiva di una apertura o per l’ipotesi contraria?
Vuole vincere o va per perdere?
Sono domande sacrosante. Un pó di chiarezza.

Non é difficile.

SOSPENSIONE P.U.C. L’Intervento del Gruppo Consiliare “Costruire Alternative”

E’ sconfortante il fatto che la maggioranza di governo non perda occasione per mortificare e ridicolizzare questo Consiglio Comunale, che da più alto presidio democratico della comunità viene squalificato puntualmente a palcoscenico da avanspettacolo.
La questione sollevata circa eventuali conflitti di interesse con la minaccia di impedire quasi fisicamente la partecipazione a chi non seguiva la procedura dell’autocertificazione indicata è totalmente sconnessa e sconclusionata.

Ai fini della sussistenza dell’obbligo di astensione, di cui all’art.78 comma 2 del dlgs n. 267/2000, occorre vi sia una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della delibera che si va a discutere e votare e specifici interessi propri dei partecipanti alla seduta ma nei casi di centri come il nostro, dove la possibilità di essere proprietari di suoli interessati dalle previsioni dell approvando strumento è particolarmente alta, la necessità di una più stringente situazione di concreta conflittualità si rende indispensabile. E stiamo parlando dei casi di adozioni di Strumenti Urbanistici, cosa che non stiamo facendo in questa seduta.

La pagliacciata si impone in quanto evidentemente il rapporto di fiducia tra consiglieri e giunta è ridotto ai minimi termini e a ragione, non avendo strumenti per capire esattamente gli amministratori dove vogliono andare a parare l’eccesso di prudenza da parte dei consiglieri diventa quasi obbligato.

La prima discussione sull’urbanistica portata da questa maggioranza avrebbe meritato un approccio più serio!

Esiste un dato evidente che questa maggioranza, scientemente, cerca di nascondere: l’amministrazione Villano non ha mai voluto l’azzeramento dell’attuale piano urbanistico, ha sempre parlato di un suo miglioramento ed adeguamento. Tuttavia, sugli unici adeguamenti possibili, quelli “dettati” dalla sentenza del T.A.R. e riguardanti i conflitti di interesse degli amministratori che approvarono lo strumento urbanistico con il conseguente adeguamento cartolare, questa maggioranza è stata evasiva, pilatesca. Imbarazzante.

La verità, incontrovertibile, è che la maggioranza non ha mai voluto mettere in discussione l’attuale strumento urbanistico, per quanto oggi chieda ad un avvocato amministrativista di produrre una relazione “contro” e per quanto ne dicano i professori dell’università.

Quando questa maggioranza ha votato contro la richiesta di revoca del P.U.C. la motivazione a quel voto non era che esso fosse uno strumento non idoneo e non funzionale all’azzeramento dell’impianto del PUC. In nessun momento, l’Assessore all’Urbanistica, il Sindaco e i Capigruppo di Maggioranza hanno fatto intendere di voler intraprendere la strada dell’annullamento: la parola d’ordine è sempre stata quella della variante.

Quindi questa maggioranza, annusando l’aria che tira, dopo aver sempre tifato “variante”, oggi espone striscioni per l’annullamento: evidentemente ha riscontrato vizi di legittimità nell’adozione del Piano Urbanistico, e speriamo sia qualcosa di più della mancanza del parere di conformità della Provincia perché su questo ultimo aspetto occorre un sussulto di onestà verso i cittadini: bisogna dire chiaramente che per avere uno strumento urbanistico conforme al PTCP, nuovo mantra del Sindaco Villano, domani si deve iniziare ad abbattere e dunque ad eliminare le volumetrie in eccedenza, quelle abusive.
Nessun PUC adottato senza abbattimenti può essere coerente col Piano Provinciale.

Ribadendo la nostra assoluta convinzione che questo Piano Urbanistico vada azzerato, tanto è vero che, coerentemente, ne abbiamo chiesto la revoca, ci chiediamo: se è illegittimo perché sospenderlo? Annulliamolo!

Bene, ma cosa succede quando si annulla un P.U.C.? Chiunque abbia una minima nozione di diritto civile sarà d’accordo che l’annullamento produce effetti retroattivi e quindi fa in modo che l’atto è come non fosse mai esistito. Di conseguenza, anche sui permessi a costruire rilasciati sulla base del P.U.C. si dovrà agire con annullamento in autotutela. Tuttavia non è così semplice, dal momento che l’edificabilità del suolo fa sorgere in capo al proprietario un diritto reale acquisito e che certo non può essere cancellato con un “facciamo finta che non fosse mai esistito”.
Il dubbio, più che fondato, è che chi ha acquisito un diritto in virtù del PUC se lo veda riconosciuto ricorrendo al Tribunale Amministrativo, quindi gli effetti “ex nunc” della revoca si rischia di averli anche con l’annullamento.

Quindi perché questa maggioranza vuole annullare e non revocare?

Partiamo dalla differenza che passa tra le due soluzioni.
Si annulla un atto in quanto se ne accerta l’illegittimità, mentre si revoca in base a una decisione politica che porta a valutare che le politiche che si vogliono mettere in atto non sono conformi a quelle a cui portava quella programmazione del territorio.
L’iter per l’annullamento è certamente più lungo, probabilmente oggi questa amministrazione, l’Avv. De Chiara e i Professori dell’Università non sanno ancora se questo PUC è legittimo o meno, quindi lo sospendono per 100 giorni. Ma cosa dovrebbe succedere in questi 100 giorni?
Valuterete le eventuali illegittimità o illiceità nell’adozione del PUC? Magari!

In realtà, la maggioranza ha voluto utilizzare questa sospensione per mandare un messaggio alla Commissione d’Accesso; dare la parvenza della discontinuità annunciando l’annullamento e ha fatto concentrare l’avvocato De Chiara nello smontare l’istituto della Revoca perché evidentemente anche il voto contrario alla nostra proposta, per la terna commissariale, “fa curriculum”. La speranza di questa amministrazione è quella di convincere in questo modo i commissari e “scavalcare” con i 100 giorni il periodo per la redazione del verbale della Commissione d’Accesso.
Alla fine dei 100 giorni, se la Commissione non vi ha rimandato a casa, di annullamento non sentiremo parlare neanche per sbaglio.

Ricapitolando questa amministrazione sta mettendo in piedi questa messa in scena solo spinta dall’istinto di sopravvivenza ma quantunque fosse vero che ci sia una volontà per superare l’attuale strumento urbanistico per azzerare il PUC ha due strade davanti:

  • L’annullamento in cui deve dimostrare l’illegittimità dell’atto, in conseguenza del quale deve affrontare eventuali ricorsi di chi ritiene che illegittimo non sia, un iter procedurale e processuale che rischia di essere lunghissimo al termine del quale si rischia di ritrovarsi con un nulla di fatto. Dalla sua l’annullamento, dice qualche esponente della maggioranza, permetterà di annullare i permessi a costruire già rilasciati, paradossale per una coalizione che ha vinto promettendo di normalizzare la situazione ma soprattutto abbastanza ingenuo per tecnici che si autoproclamano di conclamata esperienza pensare veramente che esista un Tribunale Amministrativo che permetta di annullare un permesso a costruire avuto in virtù di un piano urbanistico vigente! Chi vi ha rassicurato su questa cosa, i professori?
  • L’altra strada è la revoca, che si può fare domani, è un atto politico, non si deve dimostrare niente solo la volontà politica di voltare veramente pagina.

Voi tra le due strade scegliete quella che più vi farà perdere tempo. Siamo passati dal “cambiare libro” e “voltare pagine” a fare giusto qualche ritocco sulla facciata.

Se eravate cambiamento, se eravate come noi, oggi qua si starebbe parlando di revoca, nelle commissioni si starebbe stilando un interrogazione parlamentare da affidare ai nostri rappresentati a Roma, si studierebbero i casi di annullamento dei permessi a costruire non arrivati a conclusione, ne sono decine, che non hanno avuto seguito rispetto ad altri creando una diseguaglianza enorme nel nostro paese. Oggi già avremmo dovuto fare la spola una decina di volte tra Regione e Ministero competente; dopo un anno già dovevate stare tra la gente a spiegare quello che avevate provato a fare, dove eravate riusciti e dove non siete stati ascoltati e come da quel momento avreste proseguito la vostra azione.
Invece un anno dopo sull’urbanistica avete fatto solo disastri tanto è vero che proprio per questioni urbanistiche dopo neanche 6 mesi siete stati oggetto di indagine di una terna commissariale.
In un anno abbiamo solo una proposta di sospensione basata sui “sembra”, “probabilmente”, “parrebbe” un Piano Urbanistico che conoscete a memoria, che alcuni di voi hanno contribuito a redigere e certi altri di voi a smontare, che fa parte della discussione politica della nostra città da 10 anni sorretto da una sequenza di periodi ipotetici.

Sindaco, come disse Cicerone a Catilina: “Fino a che punto abuserai della nostra pazienza?”

Noi ci tiriamo fuori da questa sfilata carnevalesca, abbandoniamo l’aula, ricordiamo al Presidente del Consiglio che secondo i dettami dall’art. 24 del Regolamento Comunale ha facoltà di intervento solo l’Assessore non Consigliere che risulta essere relatore, contestualmente chiediamo al Segretario Comunale di acquisire a verbale la presente dichiarazione e di verificare il numero legale.

#RiLeggi – Riscopriamo il Libro

“I libri sono specchi che riflettono ciò che ci portiamo dentro.”
Carlos Ruiz Zafón

Appuntamento imperdibile Venerdì 28 Giugno in P.zza Pertini (sotto la teglia) ad Orta di Atella (CE) con la rassegna culturale #RiLeggi – Riscopriamo il Libro: un’intera giornata dedicata alle storie che ci hanno accompagnato fin da ragazzi da passare in compagnia dei più piccoli.

Due generazioni che si incontreranno, passato e presente, grazie a quelle emozioni e alla magia unificatrice che solo i libri sanno regalarci, e insieme tracceremo la strada che attraversando sogni e desideri ci porterà dritti ad immaginare un nuovo futuro. Respireremo finalmente un’aria nuova e magica, l’aria della cultura, della conoscenza, della solidarietà, della musica, dell’immaginazione, dello stare insieme, per la felicità di grandi e piccini.

#RiLeggi vuole essere questo e tanto altro ancora, un punto di riferimento per tutti coloro che credono che solo restando uniti e rimboccandosi le maniche, dal basso e immaginando un futuro nuovo, sia possibile ridare speranza e dignità ai nostri territori, mettendo al centro le nostre passioni, le nostre aspirazioni e i nostri desideri per ricostruire quel ponte di cui abbiamo bisogno e ritrovare il contatto “perso” con le generazioni future.

Tutte le iniziative si svolgeranno nella bellissima cornice della ”Teglia”. Il nostro scopo è quello di portare vita e spensieratezza nel cuore storico e simbolico di Orta di Atella, lì dove passato e presente si incrociano per lanciare un nuovo sguardo verso il futuro. Per l’occasione saranno presenti stand gastronomici, animazione per i bambini e un mercatino di beneficenza a cura delle associazioni del territorio. Ed è proprio alle associazioni che rivolgiamo il nostro ringraziamento più sentito e senza le quali non sarebbe stato possibile realizzare questa bellissima iniziativa.


PROGRAMMA
Ore 18:30 – Raduno in p.zza Principessa Belmonte (ex-p.zza Pertini) “Sott ‘a Teglia”
Ore 19:00 – ”Il Libro tra i 5 sensi” – I bambini raccontano i libri
Breve rappresentazione letteraria a cura dei più piccoli. Ogni scena sarà interpretata da una coppia di bambini accompagnata da un adulto che farà da voce narrante. Ogni storia avrà come tema i cinque sensi più il sesto: ad ognuno dei sensi verrà associato un racconto diverso.

Ore 19:30 – “Book Crossing” – Scambio di libri
Pronti a scambiarci i libri? Dopo esserci disposti in cerchio al centro della pzz. ci scambieremo i libri impacchettati per l’occasione. Al via ciascuno passerà i libri al compagno sulla sinistra per venti volte di fila fino allo scadere del tempo. Testi consigliati: narrativa.


Dalle 19:30 alle 21:30 – Animazione per bambini a cura della Ludoteca “My Little Party”
Ore 19:45 – Presentazione del libro ”Degli animali e dei loro errori”
Lo scrittore e saggista Rino Malinconico presenta il suo ultimo lavoro editoriale: una raccolta di racconti per metà favole e per metà fiabe indirizzati specialmente ai più piccoli ma anche ai grandi, e che hanno come protagonisti i nostri amici animali e il loro rapporto con gli esseri umani.

Ore 21:30 – ”Danze & Tammorra” – Esibizione de I Figli di Cibele 
Chiuderemo la serata con un tuffo nel passato alla riscoperta delle nostre radici e delle nostre tradizioni musicali che si perdono tra mito e leggenda. Sarà un vero e proprio viaggio tra antichi rituali e formule magiche che ci farà danzare sui ritmi primordiali della Campania Felix.

Che altro dire? Vi aspettiamo!

Il parere Legale avalla la proroga. Villano non ha più alibi.

Il primo pensiero che viene leggendo il parere legale che il Sindaco Andrea Villano (non l’opposizione cattiva e subdola) ha chiesto all’Avvocato che assiste il Comune nella vicenda della Farmacia Sagripanti circa la possibilità di una proroga a tempo condizionata allo spostamento in un altro locale è uno solo:
qualcuno deve delle scuse!

Non a noi, che siamo stati dipinti come strumentalizzatori di tragedie; come gruppo che abbandona l’ancora della legalità e che arriva a chiedere l’applicazione di soluzioni “illegittime” e al di fuori del perimetro della legalità pur di mettere in difficoltà il Sindaco Villano; come sciacalli che usano le disgrazie alla maniera di un grimaldello politico.

Non a noi, nonostante avessimo ragione ad insistere, avessimo ragione nel chiedere a questa amministrazione non un “atto di coraggio”, perché da ciò che scrive l’Avv. Giuseppe Maria Perullo si capisce chiaramente che non serviva avere coraggio (e quindi la cosa era ampiamente alla portata del nostro Sindaco) ma serviva solo una cosa: una volontà politica limpida e chiara.
Presupposto che dovrebbe essere costituente per un Sindaco e la sua maggioranza.

Le scuse, questa maggioranza e il Sindaco, le devono a 14 lavoratori, a 14 uomini e donne in carne ed ossa, esasperati dal loro traccheggiamento, colpiti dagli strascichi di una strumentalizzazione politica che esiste, ma solo in seno alla maggioranza, 14 esseri umani usati come strumento di ritorsione e fatti passare per vandali che chiedevano qualcosa di impossibile e quasi illegale.

Non ammette interpretazioni il parere dell’Avvocato Perullo inviato al Sindaco il 07/06/2019:

Fatte tali premesse posso concludere nel senso che l’istanza di proroga può essere accolta, fino al perfezionamento del procedimento di trasferimento presso altra sede, in quanto:

Sussiste l’interesse pubblico alla permanenza sul territorio comunale di una farmacia in esercizio;
Sussiste l’interesse alla tutela dei livelli occupazionali che verrebbero compromessi dalla definitiva chiusura della farmacia;
La concessione della proroga non inficia la legittimità del doveroso provvedimento di sgombero, in quanto incide unicamente sulle modalità di esecuzione, differendone gli effetti di pochi mesi.

Una disamina lucida e puntuale, quella dell’Avvocato nominato dal Sindaco Andrea Villano, non dai lavoratori, dai proprietari o dalla minoranza consiliare.
Un parere che va di traverso a quanti in questi mesi hanno lavorato per affossare ogni possibile soluzione.
La conclusione della vicenda è quindi nelle mani del Sindaco e della Giunta, facciano un atto di indirizzo politico secondo le indicazioni del legale e procedano secondo i poteri che l’ordinamento offre qualora il funzionario dovesse rifiutarsi di ottemperare.
Al Sindaco facciamo un appello: se ha un problema politico in Giunta faccia preparare dal proprio gruppo consiliare una mozione con l’indirizzo politico e riceverà il nostro voto favorevole.
Non ci sono più maschere che tengano, basta traccheggiare, basta alibi, basta scuse. La linea è tracciata e potrà essere applicata anche ad altri casi che dovessero presentarsi in futuro: colpire l’abusivismo ma non far pagare le colpe dell’abuso alle attività commerciali.

P.S. Sembra che al Sindaco possa bastare il parere tecnico dell’avvocato per operare con un atto monocratico. Veramente non ci sono più alibi!

 

Orta è di chi ama. Via Casapound dalla città!

Orta di Atella. L’agro atellano. Il territorio umiliato e offeso. Un ventennio di devastazione sociale, politica, culturale, estetica. Ma non avevamo visto tutto.

I tempi sono brutti, il clima peggio che andar di notte.
Il tentativo è quello di accreditare le pulsioni più becere ed intolleranti e farne senso comune.
Occorre un’argine, occorre una presenza, occorre RESISTENZA.

Dopo la LEGA NORD, sabato 19 gennaio sarà CASAPOUND a calare a Orta di Atella per il tesseramento. Qualche decina di fascisti, verosimilmente protetti da un cordone di forze dell’ordine. Perché di questo si tratta e va detto a chiare lettere: FASCISTI.

Ma nella terra che ha pianto i suoi martiri e che non dimentica la lezione della storia non c’è cittadinanza per fascisti e xenofobi. AI NOSTRI POSTI CI TROVERETE.

Sabato 19 gennaio, alle 18.00 in Piazza Pertini, il Collettivo Città Visibile chiama a raccolta le forze antifasciste, i cittadini liberi e chiunque voglia riaffermare la propria appartenenza all’unica razza che conosciamo: la razza umana.

Riprendiamoci il diritto a manifestare ed ostacoliamo Casapound, fascisti e topi di fogna, in ogni luogo, in ogni modo.

Orta di Atella è e resta città antifascista.

“Costruire Alternative” al Prefetto: Non possiamo fare finta di niente

È sempre cos’e nient.
Tutte le situazioni così l’abbiamo risolte: è cosa ’e niente,
è cosa ’e niente.
Eduardo de Filippo

Quello che succede nella vita politica e amministrativa di Orta di Atella non è “cos’è nient” e la maggioranza non può liquidarla così, come cosa di poco conto a cui non dare importanza.

Con cadenza quasi quotidiana i cittadini di Orta di Atella leggono ricostruzioni giornalistiche sulla commistione tra Camorra, Affari e Politica che sottintendono una sorta di legame tra le passate  e l’attuale Amministrazione con a guida l’ing. Andrea Villano. Noi non possiamo far finta di non leggere soprattutto se da parte della maggioranza di governo su questi punti non c’è stata mai né una smentita né una presa di posizione chiara e netta.

Nunn’è cos’è nient!

Sono accuse gravi che tirano in ballo gli esponenti più fidati del Sindaco e in alcuni casi il Sindaco stesso. Non possiamo far finta di non leggere e non può continuarlo a fare lo Stato.

In virtù di questa esigenza abbiamo inviato una missiva al Prefetto per rapportarci su questi ipotetici gravi turbamenti che accompagnano la vita amministrativa di Orta di Atella.

Perché il popolo ortese non merita di morire di niente!

[VIDEO] Eurocompost: una bomba ecologica sulle nostre teste

Sabato 17 Novembre su Rai 1 nella rubrica TV Sette Vincenzo Tosti, attivista del Collettivo Città Visibile, portavoce della Rete di Cittadinanza e di Comunità e Capogruppo di “Costruire Alternative” per spiegare cos’è Terra dei Fuochi porta le telecamere della Rai all’Eurocompost, ad Orta di Atella.

L’azienda, costruita nel 1998 attingendo ai fondi europei, doveva produrre compost azotato biologico, tramite un processo di disidratazione e trasformazione aerobica delle biomasse, da sempre, ha prodotto miasmi che hanno ammorbano l’aria di tutto l’Agro Atellano,mentre il compost prodotto risultava nocivo. Per i motivi anzi detti, le proteste e le segnalazioni aumentano portando nel 2008, ad un’ordinanza sindacale, che ne stabilisce la chiusura a cavallo dei primi mesi del 2009.

La questione di mettere in sicurezza l’intero opificio della società Eurocompost, non è stata mai realizzata anzi l’Azienda fu abbandonata e sistematicamente venne per anni devastata dalla microcriminalità locale, che l’ha spogliata di macchinari e suppellettili delle strutture interne, ed esterne, trasformandosi in un ricettacolo di auto rubate e di continui roghi tossici, dei quali il più nocivo è avvenuto nell’agosto 2013, procurando devastanti danni all’ambiente e alla salute dei cittadini, oltre a produrre una nube tossica che si è riversata su di un territorio già devastato .

Oggi Eurocompost è quello che vedete in questo servizio. Un’attentato alla nostra salute

La messa in sicurezza di quel sito deve essere una priorità, non esiste politica ambientale che non parta dalla bonifica di quei luoghi.

Su questo punto all’indomani dell’insediamento della Giunta Villano avevamo dato mandato ai nostri Consiglieri Comunali Vincenzo Tosti e Marilena Belardo di farsi portavoce di una linea di azione da provare a seguire sul quel sito, il nostro Capogruppo in pieno Agosto in un incontro con alcuni Assessori ha proposto di pianificare una serie di interventi per fare due cose utili: bonificare il sito e fare dell’Eurocompost l’Isola Ecologica di cui Orta aveva bisogno.

Ritenevamo e riteniamo ancora che combinando i vari fondi a cui era possibile attingere, con una strategia che tenesse conto della natura privata del bene, si sarebbero potuto mettere in atto due opere per troppo tempo considerate impossibili.

L’Amministrazione Villano invece ha ritenuto fare altre scelte, localizzando l’Isola Ecologica nell’Area di quello che fu e non sappiamo se ancora sarà il Consorzio Moda. Bene, scelta legittima ma senza dimenticare che Eurocompost rimane là, una bomba ecologica sulle nostre teste, una faccenda aperta da troppo tempo a cui bisogna mettere un punto. Quanto prima.

Una responsabilità che facciamo pesare maggiormente al Sindaco Villano non solo perché oggi ha tenuto per se la delega all’Ambiente ma perché era titolare della stessa delega anche con l’Amministrazione Mozzillo.

Sono anni che il Sindaco Villano si occupa di Ambiente ad Orta di Atella, anche se in realtà quasi nessuno se ne era accorto.

La Genovese: L’amore e la rabbia del Sud

Amore, passione, nostalgia e rabbia, sono questi gli ingredienti de “La Genovese”, elementi che l’autore mescola sapientemente proprio come in un buon piatto di genovese, di quelle che sanno fare solo a Napoli e che a Genova non sanno manco cos’è. E il nome del protagonista, Frank, tradisce solo in parte le sue origini meridionali: figlio di un Sud sfruttato, denigrato e violentato dalla corruzione e dal malaffare, è uno di quelli che non hanno mai chinato il capo e che nel suo lavoro, quello di giornalista, ci ha messo passione e coraggio, sempre in direzione ostinata a contraria.

Sullo sfondo un Sud che non cambia mai, sempre uguale a se stesso, impantanato nella palude del potere politico e di quello criminale che spesso e volentieri vanno a braccetto lì dove c’è l’odore degli affari e del profitto. E’ quanto accaduto col Terremoto in Irpinia del 1980, dove il dramma umanitario delle vittime e degli sfollati, i “terremotati”, si trasformò nella più grande speculazione edilizia mai avvenuta, confermata successivamente dall’inchiesta condotta dai magistrati di Mani Pulite. Continua a leggere La Genovese: L’amore e la rabbia del Sud