L’inerzia creativa dell’Amministrazione Villano

C’è un limite oltre il quale non è più ragionevole trovare come alibi politico attendibile il fatto di aver ereditato decenni di cattiva gestione della cosa pubblica e di un criminale saccheggio del territorio. Ed è quello che porta a constatare che ad appoggiare senza indugi questa amministrazione, con incarichi più o meno diretti o più o meno esplicitati, ce ne sono diversi che di quella stagione hanno avuto un ruolo da protagonisti e che di quella stagione hanno ereditato almeno l’attitudine a non saper guardare oltre i propri interessi corporativi.

Ci sono comportamenti che non possono essere tollerati perché si è deciso che a prevalere debba essere l’improvvisazione del “giorno per giorno” piuttosto che una visione politica ben delineata nei suoi valori portanti. Come se la gestione politica di un territorio non fosse una cosa da trattare con tutta la serietà e le competenze del caso, senza “gioggionerie” ammantate di retorica “paesana”. Questa maggioranza sta innalzando a modello politico la tendenza a vestire di straordinario azioni appena ordinarie, a magnificare ogni presenza (pseudo) istituzionale con selfie celebrativi, a delegare ad un luogo amorfo come i social la più concreta relazione del territorio, a fare della casa comunale un luogo frequentato assiduamente da persone di cui mai è stato specificato precisamente il ruolo. O ad agire pilatescamente rispetto ad importanti scelte d’indirizzo riguardanti l’assetto urbanistico del nostro paese (vedi PUC).

Ci sono silenzi diventati assordanti tanto sono reiterati e improntati ad un’incivile indifferenza. Come quelli relativi alla cronaca politico-giudiziaria documentata dal giornale web Campania Notizie, che quasi quotidianamente gettano delle ombre su diversi esponenti che appoggiano l’amministrazione Villano e che sempre rimangono senza delle argomentate smentite ufficiali. Il punto non è prendere acriticamente una posizione di comodo a seconda del grado di partigianeria che indirizza il punto di vista che s’intende adottare. Ma semplicemente chiedersi se i resoconti cronachistici fatti da Campania Notizie sono falsi o sono veri, se sono delle illazioni inventate di sana pianta o se riportano cose veritiere fatte solo oggetto del “tipico” sensazionalismo giornalistico. Detto in estrema sintesi: l’ipotesi che l’attuale maggioranza sia legata alle passate esperienze politiche dalle stesse metodiche amministrative e da logiche politico-affaristiche mai esauritesi, è totalmente falsa o contiene un fondamento di verità?

Se è vera, si dovrebbero denunciare pubblicamente le supposte millanterie. Se è falsa, sarebbe necessaria un’azione di igiene politica veloce e radicale. In ogni caso, bisogna pretendere delle risposte chiare ed esaurienti, perché il fare silenzio equivale a mettere un timbro alla comprovata inadeguatezza politica.

Pressapochismo gestionale, inconcludenza politica, affarismo arruffone, esaltazione dell’ordinario, populismo ostentato, dilettantismo temerario, consociativismo funzionale. Con la serietà d’analisi che si richiede alle persone intelligenti, all’amministrazione Villano nessuno ha chiesto di risolvere in pochi mesi anni di scellerata gestione della cosa pubblica. Ma neanche che facesse emergere queste caratteristiche in così poco tempo, animando la sua gestione politica di una sorta di inerzia creativa buona solo a far sprofondare ancora più in basso le sorti amministrative di Orta di Atella.

 

“Costruire Alternative” al Prefetto: Non possiamo fare finta di niente

È sempre cos’e nient.
Tutte le situazioni così l’abbiamo risolte: è cosa ’e niente,
è cosa ’e niente.
Eduardo de Filippo

Quello che succede nella vita politica e amministrativa di Orta di Atella non è “cos’è nient” e la maggioranza non può liquidarla così, come cosa di poco conto a cui non dare importanza.

Con cadenza quasi quotidiana i cittadini di Orta di Atella leggono ricostruzioni giornalistiche sulla commistione tra Camorra, Affari e Politica che sottintendono una sorta di legame tra le passate  e l’attuale Amministrazione con a guida l’ing. Andrea Villano. Noi non possiamo far finta di non leggere soprattutto se da parte della maggioranza di governo su questi punti non c’è stata mai né una smentita né una presa di posizione chiara e netta.

Nunn’è cos’è nient!

Sono accuse gravi che tirano in ballo gli esponenti più fidati del Sindaco e in alcuni casi il Sindaco stesso. Non possiamo far finta di non leggere e non può continuarlo a fare lo Stato.

In virtù di questa esigenza abbiamo inviato una missiva al Prefetto per rapportarci su questi ipotetici gravi turbamenti che accompagnano la vita amministrativa di Orta di Atella.

Perché il popolo ortese non merita di morire di niente!

Selfie & Propaganda – Professori senza gloria

Ad Orta di Atella i selfie piovono come coriandoli.
Il Villano di spalle, il vecchio dentro, ed anche il correttore di h.

Sì, tra una tavola rotonda sul PUC e l’altra, un consigliere, per la verità non il più dotto, si diletta a correggere sui social i cittadini che mancano la h. Ritoccatore di foto e filosofo della scombinazione della punteggiatura il consigliere corregge, corregge, corregge. Scorregge.

Si dice che il vecchio dentro si sia presentato al tavolo con la spada e la maglia di ferro. “Perchè” gli fu chiesto? Lui rispose: “Scusate, ma non è la tavola rotonda?”, io faccio Re Artù.

Non fosse cosa terribilmente seria questa del PUC, farebbe proprio ridere. Non fossero così divertenti questi dell’amministrazione Villano, farebbero proprio piangere. Ehm…

Una variopinta congerie di amministratori fatta passare per squadra di esperti edotta da professoroni del PUC. Pare che non sappiano dove andare, i variopinti, e che non sentano nemmeno il bisogno di confrontarsi. Eppure millantano competenza e soluzioni, selfie e propaganda. Esperti in speculazione e amenità varie, alcuni variopinti amministratori, maghì e prestigiatori annessi, postano post risolutivi. Risolveremo qua, non vi preoccupate là.

Brancolano nel buio, avrebbe detto Hegel, raschiano il fondo del barile avrebbe aggiunto Benedetto Croce.

Il leghista che è in loro sta mordendo un pò il freno, a dire il vero. Pare che girovaghi per la casa comunale alla ricerca di amministratori di un altro colore. Pare che abbia proposto di rifare il PUC di sana pianta e di abbattere tutte le case non bianche. Tranquilli, sereni. Il prossimo selfie di facce sorridenti arriverà a breve.

Oh. Stasera, quando metterete a letto i vostri figli, dategli una carezza, e dite, questa è la carezza del vecchio dentro. Colui che dovunque può saltare, fingitore di politica, pare che vada in giro per Orta insieme al leghista che c’è in loro. Andrebbero alla ricerca di fossi e tombini da “apparare” o lampadine da cambiare per poi farsi il selfie.  Un passante ha riferito di averli visti chini su un fosso. Prima di “appararlo” pare che il vecchio dentro, strettosi al leghista che è in loro, abbia chiesto al fosso se fosse italiano. Il vecchio dentro ha chiesto, ma il fosso, interpellato, non ha risposto.

BREVE FOTOGRAFIA SERIA (E TRISTE)

"Non fossero così divertenti questi dell’amministrazione Villano, farebbero proprio piangere" è proprio vero, purtroppo.

Non hanno una visione complessiva della città, non lavorano per i truffati della stagione del cemento ne tantomeno vogliono affrontare il problema coinvolgendo la comunità.

Un tavolo improvvisato spacciato per tecnico, ma di tecnici della Casa Comunale neanche l'ombra, di cosa si discute senza quelle figure che, nel bene o nel male, conoscono questo Piano Urbanistico, senza quelle figure che conoscono le criticità del territorio, che già sanno quali azioni sono state messe in campo e con che risultato.

Un tavolo improvvisato spacciato per politico ma che di politico non ha un bel niente, nessuna concertazione con la comunità, con i gruppi politici, con le associazioni o perlomeno con le forze di maggioranza.

Il Sindaco Villano sta costruendo il proprio cerchio magico all'interno della Maggioranza e solo se si è all'interno di quel cerchio si ha diritto ad essere ascoltati, al di fuori si è irrilevanti, che si sia di maggioranza o di opposizione non importa.
L'autoreferenzialità come cardine del lavoro amministrativo soprattutto per quanto riguarda il P.U.C. e la  programmazione Urbanistica del territorio.

Questo era il nuovo libro da scrivere?
Fatevi i selfie, che è meglio.

SCUOLA: Abbandonare la propaganda e lavorare “spalla a spalla”

Nelle ultime settimane abbiamo visto l’acuirsi dell’asprezza nel confronto politico sul tema della scuola: dalla qualità del servizio Mensa fino allo stato dei Servizi Igienici della Scuola Media.

Anche noi abbiamo denunciato e stigmatizzato condizioni e comportamenti ma è stato inevitabile notare che si è aperta una faglia all’interno della maggioranza che a volte assume i contorni di una vera e propria “faida” tra correnti.

Lo avevamo detto già molte volte: i volti sorridenti nei “selfie” celavano una condizione di difficoltà del Sindaco Villano che tiene a fatica inseme i pezzi della sua maggioranza e con ancora più fatica riesce a tenere a bada le pretese di qualche Consigliere Comunale che scalcia sempre più forte.

Ma com’era inconcepibile per noi che sulla pelle dei nostri figli si allestisse la propaganda dell’Amministrazione Villano allo stesso modo non tollereremo che questi temi facciano da sponde a ricatti e misurazioni interne alla maggioranza. Per questo sul tema della Scuola e l’Istruzione vogliamo tendere una mano al Sindaco a cui lanciamo un appello:

Andrea se abbandoni la propaganda su questi temi siamo disposti a lavorare Spalla a spalla, nel solo interesse dei figli di questa comunità! Non perché ci convince la tua azione Amministrativa (anzi ogni giorno ci convince sempre meno) ma per i bambini di Orta di Atella che meritano un futuro scolastico migliore.

In questa ottica protocolleremo nei prossimi giorni una Mozione per la Costituzione di una Consulta che metta in atto interventi sulle tematiche riguardanti la scuola e le attività culturali, allo scopo primario di contribuire al miglioramento qualitativo del servizio scolastico e dei servizi culturali nel territorio del Comune.

Quello riguardante la Scuola nello specifico rappresenta una tematica molto delicata e particolarmente coinvolgente presso la popolazione, l’interessamento per le condizioni in cui versano le scuole, lo stato dei servizi igienici, la qualità della mensa è una preoccupazione legittima che dovrebbe essere non solo dei genitori ma dovrebbe coinvolgere tutta la politica e le parti politiche; allo stesso modo dall’edilizia scolastica agli interventi culturali da porre in essere sono tematiche su cui bisogna porre in essere interventi strutturali, al di fuori della propaganda politica del momento, ad ampio respiro coinvolgendo tutte le parti interessate.

Il nostro vuole essere un primo passo per un lavoro corale su questo tema.

La Mozione sarà presentata dai Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo ed essendo firmata solo da due consiglieri il Presidente del Consiglio non è tenuto a metterla obbligatoriamente all’Odg del prossimo Consiglio Comunale.

Selfie & Propaganda – La caurara

Che bella scena, che bella foto. La caurara.

Il primo cittadino ed alcuni fidi scudieri ad immolarsi per provare i pasti che vengono serviti ai bambini nelle scuole di Orta. Le porzioni erano regolari, il cibo era buono, i sorrisi smaglianti. Più smaglianti del solito perchè selfati dall’alto, come va di moda oggi. Dovevano essere ceci ed invece era sugo al pomodoro. Potere del selfie!!

La solerzia degli amministratori selfisti è inciampata quando uno di loro, il più solerte, ha postato una foto col menù ritoccato, come se davvero fossero previste le pennette al sugo, piuttosto che pasta e ceci, salvo rettificare e spiegare, spiegare, spiegare, quando un solerte cittadino (non selfista) gli ha fatto notare la macchinazione.

Schopenhauer diceva che il più delle volte la pezza è peggiore del buco, i latini che sbagliare è umano ma perseverare è diabolico.

La delegazione di amministratori, peraltro sparuta, ha tranquillizzato la preoccupata cittadinanza ortese che chiedeva lumi sui pasti per la figliolanza scolara. Cotanto selfie avrebbe forse meritato la presenza di qualche amministratore in più, magari il vecchio dentro, oppure il leghista che è in loro. Voci di corridoio hanno riferito che il leghista che è in loro era presente, ma che al momento del fatidico selfie era in altre faccende affaccendato, chissà, da buon leghista era impegnato a controllare se vi fosse la presenza di figli di un altro colore.

Ci siamo tolti un pensiero. Assafamaronn, diceva Feuerbach.
La pasta era buona, state senza pensieri, dice Villano.
La cittadinanza, rasserenata dal selfie, andò a riposare pensando che è vero. Un selfie allunga la vita.

Socialmente Utili e Mensa: Alcune delucidazioni

Cos'è un interrogazione?
L’interrogazione consiste nella semplice domanda rivolta al sindaco o a un assessore, per avere informazioni o spiegazioni su un oggetto determinato o per conoscere se e quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare in relazione all'oggetto medesimo. Chi presenta l'interrogazione può richiedere che la risposta sia data scritta o orale; se scritta l'ufficio competente provvederà a farla pervenire al richiedente in massimo 15 giorni, se orale viene iscritta all'Ordine del Giorno del primo Consiglio Comunale utile

Ieri i Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo hanno protocollato 2 interrogazioni a risposta scritta per avere le seguenti delucidazioni:

  • Vista la Delibera di Giunta n. 18 del 27-09-2018 che prevede l’integrazione oraria di n.2 Lavoratori Socialmente Utili al Cimitero, abbiamo chiesto la valutazione fatta che ha portato tale scelta piuttosto che altre, come per esempio per l’impiego a supporto dell’Assistenza Domiciliare o a supporto delle forze di Polizia Municipale per l’entrata e uscita dagli Istituti Scolastici
  • Vista la notizia apparsa nella sezione “News” del sito istituzionale del Comune di Orta di Atella in data 28-09-2018 con le indicazioni sulle modalità dell’approvvigionamento dei Ticket Mensa se tale costo rimarrà costante, come ci auguriamo, per tutto l’anno scolastico o si prevedono variazioni del costo ad anno in corso.

Quello delle interrogazioni sarà uno strumento a cui il nostro Gruppo Consiliare ricorrerà molto, crediamo che il compito di una buona opposizione sia anche quello di essere capaci di sfruttare tutto ciò che si ha a disposizione per espletare al meglio il mandato che i cittadini ci hanno affidato.

Ovviamente vi terremo aggiornati con le risposte che arriveranno

Ci vediamo tra 15 giorni…

“Solo un Prete” – La Storia di Don Peppe Diana Venerdì 19 Ottobre

Se ti raccontassi la storia di un amico che non ha mai svolta attività di anticamorra, che non ha mai scritto, di pugno suo, quel famoso documento di cui tanto si è parlato; se ti raccontassi che non è stato altro che un prete di paese …

Scritto a quattro mani, nella forma di un racconto/intervista, “Solo un prete” di Giuseppe Sagliano e Luigi Intelligenza si presenta come un tentativo di fare chiarezza sulla figura e la storia del prete di Casal di Principe don Giuseppe Diana, ucciso il 19 marzo del ’94 nella sua chiesa mentre si accingeva a celebrare messa. Un qualcosa dunque che finora mancava nella nostra pubblicistica locale e nazionale: di articoli di giornali, come anche di libri, sulla figura del prete anticamorra, ne sono stati scritti tanti e diversi, dalla sua storia è stato ricavato anche uno sceneggiato televisivo con importanti personaggi del mondo dello spettacolo.

I primi due libri: uno ancora nel ’94 curato da Goffredo Fofi, “Per amore del mio popolo. Don Peppino Diana vittima della camorra” (Tullio Pironti ed.); l’altro, solo l’anno dopo, Nel solco della speranza (a cura di F. Angelino e E. Rascato Editrice Redenzione). Mentre il primo testo era frutto immediato di un gruppo di intellettuali, tra loro anche mons. Nogaro vescovo di Caserta, che accentuava la lettura socio-politica del prete assassinato dalla camorra, l’altro testo nasceva in ambito prettamente ecclesiale della diocesi aversana e conteneva i ricordi personali di coloro che lo avevano conosciuto da vicino.

Sono questi i due filoni sui quali si è mossa la memoria pubblica di don Peppe Diana: esaltazione della figura di prete anticamorra impegnato nel sociale fino a farne un agitatore politico, lettura intimistica di un prete nella sua attività pastorale.

“Solo un prete” va al di là di questi due estremi e al di fuori di stereotipi precostituiti cerca la figura autentica di don Peppe Diana con gli occhi dolenti di chi lo ha conosciuto di persona e ancora oggi non si rassegna alla sua perdita:

La natura di don Peppino Diana era quella di uomo di chiesa, di uomo e sacerdote imprescindibili l’una dall’altra, di guida spirituale, di insegnante, di capo scout. Don Peppino Diana esprimeva il proprio pensiero da intellettuale attraverso la parola del vangelo, lo faceva con facilità, perché nella parola di Dio cercava conforto, cercava spiegazioni, offriva soluzioni

Precisare che don Peppe non era in primo luogo un prete anticamorra, ma solo un prete e se si vuole un intellettuale, significa sminuirne la figura?

E perché questa lettura arriva solo ora ad un quarto di secolo dalla sua morte dopo che mass media, giornali, cinema e quant’altro, ne hanno fatto un’icona pubblica della lotta alla criminalità organizzata?

Questi, insieme a tanti altri, gli interrogativi ai quali saranno chiamati a rispondere gli autori del libro.

L’incontro vedrà, dopo i saluti delle autorità, gli autori direttamente in dialogo con i cittadini, il tutto coordinato dal prof. Luigi Mozzillo e promosso dal Centro Studi Massimo Stanzione di Orta di Atella in collaborazione con le associazioni locali Archeoclub di Atella e Città Visibile.