Ma quale Università! La Variante verrà redatta da un Professionista Esterno!

Dalla politica del fare alla politica del fake.
L’Amministrazione Villano oramai vive solo di proclami e di regolamenti di conti interni.
Era il 15 settembre e il Sindaco Villano, dal suo profilo Facebook, così sentenziava:

La #notizia sembra apparentemente tecnica ma in realtà contiene forse una delle scelte più importanti dell’amministrazione che rappresento: la decisione di annullare l’incarico ad un professionista esterno per le varianti al piano urbanistico imposte dal Tribunale Amministrativo e contestualmente di affidarle al Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli studi della Campania, “Luigi Vanvitelli” a cui chiederemo supporto tecnico e scientifico

Avranno quindi deciso di fare come aveva proposto due giorni prima l’Assessore all’Urbanistica Luigi Macchia, ovvero di revocare l’incarico a professionisti esterni per affidare la redazione del P.U.C. all’Università come hanno poi annunciato? Ma manco per idea!
I nostri eroi infatti, dopo aver deciso di revocare l’incarico al Tecnico che doveva adeguare le Tavole del P.U.C. secondo le indicazioni del T.A.R., dopo aver optato per una Variante Generale al P.U.C., hanno deciso di affidare la redazione della variante a…UN PROFESSIONISTA ESTERNO!

E l’Università che fine ha fatto? L’ateneo offrirà un supporto al redattore (se offri supporto al redattore significa che non sei tu il redattore) e, nel frattempo, l’Amministrazione chiede al Dirigente di quantizzare l’entità della spesa di tale supporto.
Non vogliamo addentrarci nelle scelte politiche in campo urbanistico di questa maggioranza (a questo penseranno i nostri rappresentanti domani in Consiglio Comunale), ma evidenziare ancora una volta le difficoltà di una maggioranza che arranca e va avanti solo a proclami.

P.S. Ci vediamo domani in Consiglio Comunale dalle ore 11:00.

Chi sono queste persone che presidiano Ufficio Tecnico e SUAP?

L'ultima interrogazione tra quelle che il 7 Settembre 2018 i Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo del Gruppo Consiliare "Costruire Alternative" a cui fanno riferimento il nostro Collettivo, demA e Diversamente Ortesi, Vincenzo Russo (Movimento 5 Stelle) e Vincenzo Gaudino (Democratici e Riformisti) hanno protocollato 2 Mozioni e 4 Interrogazioni. 
Le passeremo in rassegna illustrandole e cercando di capire per ognuna cosa ci ha spinto a presentarla.

Uno strano fenomeno si è verificato dall’insediamento dell’Amministrazione Villano, un fenomeno che si è percepito subito e a cui tutti, forza di cose, hanno dovuto far caso,  la presenza di persone negli uffici comunali, in particolar modo nel SUAP e nell’Ufficio Tecnico, che da un rapido controllo non risultano essere ne Dipendenti Comunali ne facenti parte del Consiglio o della Giunta Comunale

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Servizi ai Disabili: Basta Ritardi!

L'intervista in cui Marilena Belardo (Città Visibile) illustra l'interrogazione presentata per chiedere chiarimenti sull'erogazione dei servizi ai disabili.
L'interrogazione è tra quelle che il 7 Settembre 2018 i Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo del Gruppo Consiliare "Costruire Alternative" a cui fanno riferimento il nostro Collettivo, demA e Diversamente Ortesi, Vincenzo Russo (Movimento 5 Stelle) e Vincenzo Gaudino (Democratici e Riformisti) hanno protocollato 2 Mozioni e 4 Interrogazioni. 
Le passeremo in rassegna illustrandole e cercando di capire per ognuna cosa ci ha spinto a presentarla.

Qui l’articolo di CampaniaNotizie.com

Assunzioni stagionali: Necessità o Clientelismo?

La seconda interrogazione tra quelle che il 7 Settembre 2018 i Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo del Gruppo Consiliare "Costruire Alternative" a cui fanno riferimento il nostro Collettivo, demA e Diversamente Ortesi, Vincenzo Russo (Movimento 5 Stelle) e Vincenzo Gaudino (Democratici e Riformisti) hanno protocollato 2 Mozioni e 4 Interrogazioni. 
Le passeremo in rassegna illustrandole e cercando di capire per ognuna cosa ci ha spinto a presentarla.

In virtù dell’assunzione di 11 lavoratori stagionali che si stanno occupando della raccolta rifiuti, sorgono domande e riflessioni che si legittimano se consideriamo la peculiarità del caso ortese. Continua a leggere Assunzioni stagionali: Necessità o Clientelismo?

“Rifiuti Zero” con Paul Connett ad Orta di Atella

Sarà Paul Connett, professore di chimica e tossicologia alla St. Lawrence University, nello stato di New York e tra i principali teorici della strategia “Rifiuti Zero” ad aprire la nuova edizione della Rassegna “Pretesti per Parlarne” organizzata dal Collettivo Politico Culturale “Città Visibile” in collaborazione con la Rete di Cittadinanza e Comunità.

Il prof. Connett parlerà della sua teoria riguardante la gestione dei rifiuti solidi urbani, tra i più fermi oppositori dell’incenerimento dei rifiuti la sua teoria composta da dieci fasi ruota a tre pilastri fondamentali: Riusare, Ridurre e Riciclare.

Interverranno all’evento che si terrà Domenica 8 Ottobre dalle ore 18:00 presso la Sala Consiliare di Orta di Atella anche Miriam Corongiu, contadina e attivista della Rete di Cittadinanza e di Comunità mentre la moderazione sarà affidata alla giornalista RAI Francesca Ghidini.

Questo incontro sarà un ulteriore occasione per contrapporre il nostro modello per affrontare il ciclo dei rifiuti rispetto a quello usato negli ultimi decenni” precisa Vincenzo Tosti, portavoce del Collettivo Città Visibile. “Vogliamo affermare in modo forte che esiste un’altra via a quella dell’incenerimento e delle discariche temporanee sulla carta e permanenti nei fatti come San Pancrazio e San Giorgio ad Orta di Atella dimostrano, vogliamo far conoscere la nostra visione di Città, dire agli ortesi che non dobbiamo rassegnarci alla mala gestione della cosa pubblica e vogliamo farlo partendo dalla gestione della raccolta rifiuti, non dall’emergenza ma dall’ordinarietà

Paul Connett, il massimo protagonista della crescente diffusione nel mondo di rifiuti zero, ripercorrerà i successi di questo nuovo percorso di cambiamento ed indicando come attuare concretamente i 10 passi per giungere ad una società a rifiuti zero, portando anche esempi di buone pratiche già iniziate in altri comuni e quindi riproducibili.

L’Utopia e la Bellezza. Il Calendario 2017 di Città Visibile

Sempre, nei giorni in cui giravo per Orta nella preparazione di questa serie di dipinti e foto, mi veniva in mente un’affermazione recita così:

L’Urbanesimo accentua il sottosviluppo del Cittadino e lo rende più incline al Consumo.

L’urbanesimo sfrenato di cui siamo vittima mi appare come qualcosa di estraneo al vecchio centro storico, un monumento all’amnesia che annienta la nostra memoria storica e genera una specie di cittadino straniero alla terra in cui vive. Nello stesso tempo, svuota gli indigeni di quel senso di appartenenza che è peculiarità della qualità della vita collettiva.

Un enorme blocco che ha trasformato la nostra città, ne ha cambiato la forma, oscurato la luce, sbiadito il colore. Mi appare questo nuovo spazio urbano come un non spazio, in cui vige l’assenza di limiti, dove il cittadino che vi abita è solo e diventa l’archetipo di quella omologazione pasoliniana che ha ispirato il mio progetto.

Un non spazio di cui non riesco a immaginare il colore, per questo l’ho dipinto e l’ho fotografato in bianco e nero. Né mi interessa se le foto sono prive di espressione: ho solo voluto attraverso esse documentare la  degradante realtà che mi circonda. Mentre nella rappresentazione del centro storico ho cercato di imprimere sulla tela e nelle foto l’immagine di quei colori che la mia terra mi rimanda dal passato, e che mi sognano davanti agli occhi, come un orgia di rossi, di arancio e di gialli che si adagiano nel grano quando felice e stanco tornavo dall’Astragata.

Credo che un programma alternativo a questo (sotto)sviluppo senza limiti sia imprescindibile, quello che Pasolini  amava chiamare “l’opera collettiva di un popolo” e che noi possiamo riconoscere in molti scorci del nostro centro storico, riconoscerla e difenderla alla stessa stregua con cui difendiamo l’opera d’arte di un grande autore.

Malapolitica porta a Malascuola. Cronaca di come si uccide il futuro.

Molte strutture non sono a norma, molte sono vecchie. Quelle nuove sono nate già vecchie. Gli ultimi allarmi che gettano ancora sale sulla ferita della carenza strutturale, di un servizio quasi mai degno di uno Stato che si definisce di diritto. A Orta non è cosa. A Orta non è Stato.

E bene fa la minoranza ad incalzare su questa realtà, nonostante l’interessamento sia strumentale ed ogni argomento, ogni problema assume i contorni di una resa dei conti tra vecchi alleati. Bene fa pure la maggioranza, a rassicurare i cittadini ed effettuare i sopralluoghi, anche se alla rinfusa e senza alcuna autocritica che pure s’imporrebbe doverosa dal momento che l’attuale sindaco è stato responsabile dell’edilizia scolastica anche nei decenni passati. Ovviamente fanno bene i genitori a preoccuparsi e a pretendere certezze e garanzie.

Ad Orta evidentemente tutti fanno bene, ma solo la politica può restituire un quadro chiaro della situazione. La politica: questa sconosciuta. La politica intesa nelle sue declinazioni di responsabilità e di programmazione. La responsabilità è quella che questa amministrazione deve assumersi insieme ai propri dirigenti e tecnici nel momento in cui decide di tenere aperta una struttura pubblica; la programmazione è quella che si pretende nella pianificazione di quegli interventi che sono ormai necessari e chissà se sufficienti a rendere “certificabili” gli istituti.

Nulla più e nulla meno rispetto a quello che detta la Costituzione Repubblicana, oggi così tanto amata che molti vorrebbero sfasciarla. Per cui deve essere garantito a tutti un livello di istruzione il più possibile qualitativamente e culturalmente omogeneo nel territorio nazionale.

Cerchiamo di essere chiari: se è vero che non si possono chiudere edifici scolastici che versano nelle stesse condizioni di sempre senza nessun evento rilevante da giustificare misure di emergenza, interrompendo l’anno scolastico di 3.000 alunni, è altrettanto vero che non si può pretendere che nel momento in cui un Tecnico Comunale certifica l’inagibilità di queste strutture si resti immobili facendo finta di niente. Praticamente siamo in attesa dell’evento rilevante.

Non è moralmente e politicamente accettabile restare nella condizione del non volersi assumere la responsabilità tecnica e politica dell’agibilità delle scuole e contemporaneamente non provvedere ad una programmazione degli interventi da effettuare con date certe e con una gestione trasparente da portare a conoscenza della cittadinanza.

Non c’è più tempo, le scorciatoie sono finite. Il Consiglio Comunale del prossimo 18 novembre rappresenta l’ultima occasione per i nostri amministratori per dimostrare di avere un minimo interesse a quello che abbiamo in comune loro malgrado: i ragazzi, il loro diritto allo studio, la loro sicurezza, il loro futuro.

Il sindaco e l’assessore di riferimento relazionino su come intendono intervenire sulle strutture; forniscano una programmazione seria con date certe sugli interventi. Diano il senso di aver finalmente assunto la gravità della situazione e la necessità di uscirne attraverso l’assunzione delle proprie responsabilità passate e di quelle, giocoforza, future.

Non ci si chieda però di sopravvivere anche a questa situazione così com’è, perché non lo accetteremo. Perché a tutto c’è un limite. Perché su questa vicenda il limite ce lo siamo già lasciati alle spalle.