Perché revocare il P.U.C.?

La seconda Mozione tra quelle che il 7 Settembre 2018 i Consiglieri Vincenzo Tosti e Marilena Belardo del Gruppo Consiliare "Costruire Alternative" a cui fanno riferimento il nostro Collettivo, demA e Diversamente Ortesi, Vincenzo Russo (Movimento 5 Stelle) e Vincenzo Gaudino (Democratici e Riformisti) hanno presentato. 
Le passeremo in rassegna illustrandole e cercando di capire per ognuna cosa ci ha spinto a presentarla.

Se il Piano Urbanistico Comunale, approvato con delibera del Consiglio Comunale in data 8 luglio 2014, non solo è stato realizzato in aperto contrasto con il PTCP e con il parere degli organismi provinciali, ma, soprattutto, non assolve la sua funzione essenziale di riequilibrare il territorio, tutelando il tessuto urbano da ulteriori tentativi di devastazione ambientale;

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Pretesti per parlarne: Storia dell’Italia Mafiosa il 10 giugno

Storia dell’Italia Mafiosa” del Professore Isaia Sales sarà al centro di un nuovo incontro organizzato dal Collettivo Politico Culturale Città Visibile nell’ambito della rassegna “Pretesti per Parlarne”.

La presentazione si terrà Venerdì 10 Giugno dalle ore 18:30 nelle Sale all’interno del Chiostro del Convento dei Frati Minori in Piazza San Salvatore di Orta di Atella.

Il libro dello studioso edito da Rubbettino, frutto di tre anni di ricerche sulla mafia vista come componente essenziale della storia d’Italia e non solo come fenomeno delinquenziale. Proprio nella sua capacità di essere “nella storia” il fenomeno mafioso ha mostrato la sua persistenza, la sua peculiarità conservatrice, fondata sulla capacità di essere un sistema di potere in continua relazione con altri poteri, di saper stringere patti anche con quello Stato che avrebbe dovuto combatterla senza mai mostrare reticenze a farlo.

E cosi le mafie, nate sotto il dominio dei Borbone, prolificate nello Stato unitario, hanno seguitato e seguitano a esistere, adeguando le manifestazioni del proprio potere allo scorrere del tempo.

Un incontro che verrà la partecipazione dell’autore, Isaia Sales docente di Storia delle mafie all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, editorialista del Corriere del Mezzogiorno e convinto assertore del fatto che le mafie siano state e siano anch’esse partecipi dell’autobiografia della nazione. Quindi non un fenomeno di contorno. E certamente non un fenomeno limitato esclusivamente al Mezzogiorno del nostro paese.

Con l’autore sarà presente il Magistrato Giovanni Conzo, Procuratore Aggiunto a Benevento e già Sostituto a Torre Annunziata, Santa Maria Capua Vetere e alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nonché autore di numerose pubblicazioni e con un passato di lotta alle mafie straniere e alla criminalità organizzata.

A moderare la discussione la Giornalista Francesca Ghidini inviata speciale della RAI che si occupa di ambiente ed ecomafie da 15 anni. Sulla Terra dei Fuochi, ha realizzato dirette e reportage per Ambiente Italia (RAI 3), TG1, TG2 e RAI News 24. Ha dedicato numerose inchieste alle collusioni tra politica e camorra in Campania.

L’introduzione alla discussione sarà curata dal Collettivo Città Visibile e sarà l’occasione per la sottolineatura dei nessi storici tra politica e camorra nei nostri territori.

Le gambe corte della legalità

Alfano, paladino dell’Antimafia, ha certificato che ad Orta di Atella non c’è (e probabilmente non c’è mai stata) alcuna anomalia democratica. Con una firma, più forte del classico colpo di spugna, ha cancellato mesi di lavoro della Commissione d’accesso. Da questo momento in poi, ogni cosa è normale e le decine di inchieste sul nostro paese, che settimanalmente lo fanno balzare agli onori delle cronache, non hanno intaccato in modo concreto, univoco e rilevante la sua vita amministrativa.

A quanto pare, aveva ragione chi ha fatto finta di niente, chi ha partecipato e ha fatto una campagna elettorale trattando il nostro come un paese normale; tuttavia, non aveva torto chi, per quanto ne dica Alfano, questa anomalia democratica la vedeva eccome.

Certamente non aveva torto chi chiedeva che il Ministero attendesse questo pronunciamento prima di indire nuove elezioni, magari perché quegli elementi di concretezza, univocità e rilevanza gli sembravano abbastanza palesi.

Tuttavia, oggi la nota ministeriale restituisce una verità giudiziaria chiara, per quanto assurda, e offre allo stesso tempo l’opportunità affinché i mille problemi di Orta di Atella tornino centrali. Si rompa l’attesa di chi aspettava che il Ministro facesse il suo dovere e si torni finalmente a valutare l’operato politico di un amministrazione, che se resiste alla prova scioglimento, rischia invece di non sopravvivere allo scioglimento politico della propria maggioranza.

Il nostro Collettivo non pensava che la cacciata dal palazzo per mano del prefetto fosse la soluzione a tutti i mali; certo, ce l’auguravamo. Pur essendo consapevoli da sempre che la rinascita di Orta di Atella passi attraverso la cacciata della vecchia politica dal palazzo per mano dei cittadini, pensavamo che un periodo di reset amministrativo, non condizionato da “cambiali” elettorali da onorare e interessi strani da tutelare, avrebbe fatto bene al nostro paese.

Perché di concreto, univoco e rilevante restano i palazzoni; l’assenza di servizi e di strutture scolastiche; le discariche, i roghi e la spazzatura che tra poco è destinata a restare nuovamente fuori i nostri portoni; il deficit finanziario e una struttura comunale messa alla gogna come modello di assenteismo.

Di concreto, univoco e rilevante resta l’esigenza di un cambiamento che mai come ora dove avere forti e solide basi politiche.

Non ci interessa delle eventuali implicazioni giudiziarie per questi signori.
Noi lavoriamo perchè costoro non vengano più votati. Lavoriamo per creare dal basso un’alternativa che riesca a mettersi alle spalle vent’anni di mala politica.

Al Ministro Alfano è bastata una semplice firma per cancellare mesi di lavoro della Commissione d’accesso; ma non gli basterebbe tutto l’inchiostro o la vernice del mondo per coprire lo scempio e gli sfregi che rovinano la faccia di Orta. Per quello servirebbe la Politica.

Un’altra Politica.

Pretesti per parlarne: rifiuti, politica, camorra

Si terrà venerdì 11 Dicembre alle ore 18:30 presso il Caffè Mozzillo in P.zza Virgilio a Casapozzano, borgo di Orta di Atella, l’incontro/dibattito Rifiuti, Politica, Camorra, promosso dal Collettivo Politico-Culturale Città Visibile all’interno della Rassegna Pretesti per parlarne.

Il primo pretesto sarà il libro La Peste scritto da Tommaso Sodano con il giornalista de Il Fatto Quotidiano Nello Trocchia, libro che ha dato un contributo enorme nel dibattito attorno al Sistema Rifiuti in Campania che, edito da Rizzoli nel 2010, a 5 anni dall’uscita risulta ancora attualissimo.

La questione dei rifiuti è il secondo terremoto che ha sconvolto la Campania. Di più, è una peste che da camorristi e faccendieri si è estesa a carabinieri, poliziotti, amministratori, politici, industriali. Se la peste ha coinvolto Stato e antistato, maggioranza e opposizione, guardie e ladri, il motivo è che ognuno ha avuto un pezzo di torta da spartire. Dal 2002, con una denuncia sugli appalti dell’inceneritore di Acerra, Tommaso Sodano combatte in prima linea un cancro che si è esteso anche alla politica nazionale. In questo libro, con l’aiuto del giornalista Nello Trocchia, fa luce su fatti e protagonisti: una mafia che si fa imprenditrice, industrie che prima scaricano rifiuti tossici e poi ottengono l’appalto della bonifica, una politica corrotta e onnipotente.

Saranno presenti all’incontro l’autore, Tommaso Sodano, il referente del tavolo tecnico/scientifico dei Comitati che in Terra dei Fuochi lottano contro il Biocidio, nonché esperto del sistema di gestione dei rifiuti Stefano Tonziello e Giovanni Salomone del Collettivo Città Visibile con la moderazione del Direttore di CampaniaNotizie.com Mario de Michele.

Una scelta non causale quella degli organizzatori nel partire da La Peste per andare a scandagliare le relazioni che tengono in piedi questo circuito infernale in un territorio come quello di Orta di Atella che ha legato, suo malgrado, le sue vicende politiche e amministrative a quello del malaffare della gestione della monnezza, una situazione quella ortese d’altronde ampiamente trattata dagli autori nel libro a cui la magistratura sta ancora lavorando per fare chiarezza.