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La caduta e il tempo perso

Era stato fin troppo facile per noi predire il ruolo irrilevante dell’amministrazione Mozzillo. Come, per la popolazione ortese, è stato fin troppo facile capire che il gioco della poltrona è stato mantenuto in vita finchè non si fosse definito con certezza il destino giudiziario, e di conseguenza politico, di coloro che hanno monopolizzato la vita amministrativa di Orta di Atella negli ultimi 20 anni.

 

Il Sindaco Mozzillo, eletta e sostenuta da quello stesso apparato politico che ha ridotto a brandelli il tessuto culturale e sociale del nostro paese, ha tentato in corsa un colpo di coda, forse perchè fulminato sulla via di Damasco, o magari mosso dal tentativo di ripulirsi politicamente. Insomma, ha cercato di staccarsi da quelle logiche tentacolari del “politichese” che lo avevano messo la, come riempi posto. Senza però dimostrare quel decisivo scatto d’orgoglio, necessario per rompere definitivamente con certe trame politiche.

Detto altrimenti, Mozzillo ha tentato di rompere con la vecchia politica rimando però nel calderone politico di sempre. Certe logiche ti rendono prigioniero se non te ne affranchi del tutto. E’ una questione di educazione civica, di cultura politica. Questa esperienza amministrativa non poteva che finire in questo modo, semplicemente perché, le logiche che l’hanno prodotta sono le stesse che ne hanno decretato la fine. Sono andati in onda le solite modalità di reperimento dei voti e i soliti “magheggi” consociativi, cose capaci di produrre solo rapporti di forza facilmente riconoscibili, di fruttare solo qualche faccia nuova. Non certo una cultura politica diversa, veramente alternativa rispetto a quella che tanti disastri ha provocato  ad Orta di Atella.

D’altronde, la storia dell’amministratore Giuseppe Mozzillo era già segnata : più che per il suo presente di Sindaco, lui deve rispondere per il suo passato da Assessore all’Urbanistica al tempo dello Scempio edilizio. E nessuno scatto d’orgoglio avrebbe mai potuto cancellare questo.

Ad Orta di Atella rimane l’esperienza di due anni persi. Un’eredità pesante per un paese che non ha tempo da perdere. All’alba di questo nuovo oltraggio fatto alla “buona politica” rimane  un deserto veramente sconfortante, con l’assenza di partiti veramente credibili e la sensazione concreta che il prossimo destino amministrativo  sarà deciso su quel tavolo dove già più volte è stato smembrato il corpo del nostro paese.

Di contro, c’è per i Cittadini, che hanno guardato con schifo a quest’altro triste spettacolo, la possibilità di diventare protagonisti di una nuova primavera, di farsi portavoci di un riscatto che da troppo tempo tarda ad arrivare.

Non esistono giudizi politici per quello che è capitato ad Orta di Atella negli ultimi anni, c’è solo il voltastomaco e la consapevolezza che nulla di buono può nascere in continuità a quello che è stato finora.